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Croce Rossa Catania: importanti defezioni al vertice e scoppia il caso della "Sorella No Vax" in servizio

15-06-2022 07:00

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus, Croce Rossa,

Croce Rossa Catania: importanti defezioni al vertice e scoppia il caso della "Sorella No Vax" in servizio

Tanto per dire

A Catania, è noto, operano poteri di vario livello e natura, pubblici e privati: occuparsi di quello che fanno e raccontarlo all'opinione pubblica è la mission di testate giornalistiche come questa.

 

Tra le organizzazioni di maggior interesse, per le funzioni che svolge e le risorse pubbliche che intercetta e gestisce, vi è senza dubbio la Croce Rossa Italiana, una volta ente pubblico e da qualche tempo privata, anzi privatissima.

 

Ce ne siamo occupati più volte ed ogni volta siamo stati denunciati dal presidente del comitato catanese, l'autista del 118 Stefano Principato, che invece di replicare preferisce querelare tanto probabilmente paga con i soldi destinati ad opere benefiche.

 

Al di là di queste amenità di natura più personale, in calce qualcuna di queste vicende, nell'ultimo periodo pare stiano accadendo cose degne dell'interesse pubblico.

 

La prima riguarda la defezione di alcune personalità di rilievo che hanno rinunciato ad incarichi al vertice dell'organizzazione etnea: si è dimesso dal consiglio di amministrazione il dr. Carmelo Cavallaro, mentre ha rimesso il delicato incarico di Referente della centrale operativa Nando Faro.

 

I motivi addotti si riferiscono a ragioni personali o impegni professionali, ma il fatto c'è.

 

Quello invece probabilmente più delicato riguarda una sorella crocerossina, Daniela Milazzo, che dalla sua pagina Facebook, con foto profilo in divisa ufficiale del corpo delle crocerossine, si è particolamente impegnata nel diffondere e rilanciare imbarazzanti posizioni "No Vax" nel periodo in cui tutte le normative obbligavano a determinati comportamenti, in particolare per chi prestava servizi di publbica utilità e per di più in campo sanitario e addirittura in occaiosni pubbliche.

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Da questo profilo pubblico la sorella crocerossina Milazzo ha postato una serie notevole di posizioni "No Vax"

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Una posizione decisamente in contraddizione con i principi espressi dai vertici della Croce Rossa, che proprio nel campo del contrasto al Covid è stata copiosamente impiegata dalle pubbliche autorità con funzioni delicatissime di assistenza.

 

In particolare la presidenza nazionale della Croce Rossa ha pù volte ribadito l'obbligo vaccinale prescritto dalla legge per i volontari in servizio, in ultimo con una nota ufficiale Prott. 2022/19017/CN/U del recente 24 maggio. 

Al di là delle posizioni "no vax" espresse dalla Sorella Milazzo, non è dato sapere se la stessa risultasse in possesso del prescritto "super green pass" nel momento in cui partecipava ai servizi, come ad esempio alla cerimonia per il precetto pasquale che si è svolta nella Cattedrale di Catania alla presenza delle più alte autorità.

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Ora, è strano che non vi siano state reazioni alle posizioni assunte dalla Sorella Milazzo così contraddittorie rispetto all'impegno anti-covid dell'ente di appartenenza, ed è difficile che non fossero conosciute considerato che i profili social dei volontari risultano costantemente monitorati dai vertici ed hanno più volte provocato anche sanzioni. 

Tanto hanno fatto scalpore che sono arrivate al giornale da più fonti, anche perché a quella cerimonia al Duomo hanno partecipato i vertici delle stesse crocerossine.

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Non si può ritenere possibile che Sorella Milazzo non fosse in possesso del "super green pass" al momento di quei servizi, e quindi la gravità della vicenda dovrebbe limitarsi alle opinioni contraddittorie divulgate, il contrario sarebbe insuperabile ed inspiegabile.

 

Tuttavia, questa la contestazione che suscita i malumori che hanno determinato la segnalazione, quelle dirigenti del corpo femminile delle Croce Rossa in alta uniforme presenti alla cerimonia sarebbero chiamate, insieme al presidente del comitato di Catania Principato, a vigilare sul rispetto delle norme ma anche sul rispetto dei principi professati dall'Istituzione ormai privata ma da troppi percepita come ancora pubblica e benemerita ma che capita adotti comportamenti non proprio consòni, come quando assume, senza neanche selezione, figli appena laureati di prefetti che ne dovrebbero controllare i comportamenti: ma questa è storia già chiarita dal Giudice, che ci ha dato ragione, mentre per loro nessuna conseguenza. 

 

Tanto per dire.


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