giovedì - 19 luglio 2018

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Ordine dei Medici di Catania, altri 4 consiglieri dimissionari: Buscema, asserragliato con 6 “giapponesi”, ancora non ha capito

Sono quelle di maggior peso le dimissioni formalizzate questo pomeriggio e che danno il segnale della fine dell'attuale gestione dell'Ordine dei Medici, travolta dalle vicessitudini politico-giudiziarie del presidente Massimo Buscema. A fare il passo indietro per consentirne il necessario rinnovo e provare a tirar fuori dalle polemiche l'importante istituzione sono adesso i consiglieri di matrice universitaria che, con le dimissioni dall'incarico di vice presidente del prof. Antonio Biondi nelle scorse settimane, avevano cercato di porre la soluzione di un ritiro unanime evitando una irresponsabile agonia. Guanto non raccolto ed oggi sono arrivate le dimissioni dal Consiglio dello stesso Biondi con quelle del prof. Sebastiano Ferlito ed i dottori Ettore Panascia e Salvatore Giovanni Vitale. Adesso la quota dei dimissionari è salita a 10, facendo mancare il quorum necessario al funzionamento dell'organo direttivo composto da 17 consiglieri. Inevitabile un umiliante commissariamento nel caso di ulteriore arrocco dei restanti membri che a questo punto dovrebbero chiarire i motivi di tale accanimento per rimanere a quel posto.

Arrivano i “regali” di Bianco alla città: i catanesi devono pagare per la “superchieria” a Nuccio Molino. Atti alla Procura

Dopo il conto corrente del comune a debito di 183 milioni, una città sommersa dall'immondizia, un'orrenda fontana mortuaria da manutenere, niente solarium, il centro città un disastro di sporcizia, bivacco, spaccio e illegalità di ogni tipo, ecco che arrivano i primi "costi contanti" di una gestione megalomane ed autoreferenziale. Una delle vicende più brutali è stata l'allontanamento del Capo Ufficio stampa del comune di Catania, Nuccio Molino, che immediatamente dopo l'insediamento di Bianco, nel 2013, venne killerato, sbattuto in un sottoscala a non fare niente per i successivi 5 anni e sostituito con un ufficio stampa ombra costituito da "dipendenti personali" di Enzo Bianco. Una vicenda complicata che ha già subìto un primo passaggio in procura finito con una contestata archiviazione e che adesso ci ritorna per le ulteriori valutazioni. A ordinare che la Procura di Catania se ne occupi nuovamente è il Giudice del Lavoro di Catania Caterina Musumeci in esito al giudizio civile promosso da Molino, difeso dall'avvocato Sergio Cosentino, che lo ha visto vincitore su tutta la linea, ottenendo anche il risarcimento di altri 8.370 euro oltre al pagamento delle spese (altri 10 mila euro circa che si aggiungono ai 38 mila per il danno professionale!) che i catanesi saranno costretti a pagare, mentre dovranno attendersi gli sviluppi penali per i quali Molino è assistito dall'avvocato Dario Riccioli. Ed è passato appena un mese...chissà quante ne dovrà vedere questa povera città...

Franco Luca, ex direttore sanitario ASP Catania, prosciolto dai reati tributari dell’ENAIP

Coinvolto nell'inchiesta "Black Job" su presunti favoritismi e corruzioni all'Ispettorato del Lavoro, Franco Luca, già direttore sanitario dell'ASP 3, è stato prosciolto dall'accusa di aver commesso irregolarità fiscali nella sua qualità di amministratore dell'ente di formazione ENAIP, circostanza che adesso potrebbe portare a riconsiderare il suo ruolo nell'indagine, soprattutto per il fatto che sarebbe di fatto decaduto il movente della presunta corruzione finalizzata al rilascio di certificazioni cui l'ENAIP aveva diritto avendo estinto i debiti tributari per come accertato dalla III sezione Penale del Tribunale di Catania. La nota dell'avvocato Carmelo Calì, legale del dr. Luca, che ha ottenuto il pieno riconoscimento della sua linea difensiva.

Il colmo del Teatro Antico di Taormina: i biglietti dello spettacolo non autorizzato finiscono svenduti persino su Groupon

Far emergere episodi, apparentemente minori ed anche banali, speriamo possa prima o poi risultare utile a costringere chi ne ha la responsabilità ad essere più avveduto nell'utilizzo delle straordinarie risorse di questa regione, che non possono più essere sfruttate con logiche paesane quando non espressamente clientelari. Sta diventando un caso la gestione degli spettacoli per questa estate 2018 al Teatro Antico di Taormina da parte dell'autorità del Parco Archeologico di Naxos. Dopo il "contributo last minute" per il "Premio delle Nazioni di Tiziana Rocca ritorna l'attenzione sulla data del 24 agosto sulla quale si era già riscontrata una difformità con quanto deliberato e adesso diventa proprio esagerato.

…e abbiamo ricevuto un altro CD dal quale emerge un quadro sconfortante

Nella cassetta delle posta ... Premessa: si tratta di atti giudiziari, faldoni di migliaia di pagine di cui stiamo verificando la pubblicabilità, non volendo in alcun modo interferire con indagini che non sappiamo ad oggi a quale punto dell'iter siano. Un fatto è certo: quando un organo di stampa, e ancor di più con una linea editoriale d'inchiesta, entra in possesso di notizie di pubblica rilevanza assume il DOVERE di portarle a conoscenza della Pubblica Opinione, ancor di più quando queste notizie attengono a centri di potere e loro esponenti. In questo caso il quadro che emerge è davvero preoccupante, coinvolgendo i massimi rappresentanti di una categoria professionale da qualche tempo, ed in maniera senza precedenti, al centro di più di una bufera. PRIMA PUNTATA

Bufera sul Parco Archeologico Naxos per un contributo “last minute” di 30 mila euro ad un’associazione privata

Non si capisce più niente su quanto sta accadendo nella gestione del Teatro Antico di Taormina che ricade sotto la responsabilità dell'ente regionale Parco Archeologico di Naxos: dopo il caso della vendita di biglietti (ancora in corso) per eventi che non risultano nel cartellone approvato dall'autorità di gestione, adesso spunta un contributo di 30 mila euro che il direttore del Parco arch. Vera Greco, ha concesso all'associazione Agnus Dei di Tiziana Rocca, già conosciuta per le recenti vicessitudini vissute dal Taormina Film Fest per certi aspetti ancora in attesa di chiarimenti.

UniCT, le dimissioni (ritirate) del direttore generale finiscono in Procura

È stata l'associazione dei consumatori CODACONS ad aver formalizzato con un esposto le perplessità sorte intorno alla stranissima vicenda delle dimissioni-lampo presentate e poi repentinamente ritirate dal direttore generale dell'ateneo catanese Candeloro Bellantoni. È necessario, considerata l'importanza dell'istituzione coinvolta ed i livello di vertice del protagonista, fare chiarezza su voci sempre più insistenti circa l'opportunità di alcuni incarichi di staff della direzione generale oltre che sulla gestione delle "spese aggiuntive" di alcuni appalti in corso: per non dire di quanto denunciato da anni da questa testata e che ancora non trova risposte.

Arresto Labisi, l’intervento del Prefetto di Catania Silvana Riccio

Non sono consueti i comunicati dell'Ufficio Stampa della prefettura di Catania e l'attuale prefetto Silvana Riccio ha caratterizzato il proprio incarico per una particolare sobrietà. Nel recente passato proprio la prefettura rischiò di essere irretita nelle trame di Corrado Labisi con la consegna del famigerato Premio Livatino all'allora prefetto Maria Guia Federico che poi vi rinunciò in extremis. Il Prefetto Riccio ha voluto dare notizia di un vertice tra i massimi esponenti territoriali di Magistratura e Forze dell'Ordine in cui si è posta una questione decisiva: la presa di coscienza dell'esistenza di personaggi apparentemente impegnati sul fronte dell'antimafia catanese che hanno vissuto accanto alle istituzioni e intessuto rapporti con alti funzionari dello Stato, millantando militanza antimafia anche allo scopo di rendere più difficile l’individuazione del malaffare...in un contesto territoriale particolarmente complesso." Una presa d'atto e di posizione molto importanti.

Riscossione Sicilia: nominato CdA di altissimo profilo

Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi che Sudpress aveva anticipato con la nomina alla presidenza della partecipata regionale dell'avvocato catanese Vito Branca, è arrivata la delibera del governo Musumeci che gli ha affiancato due nomi di peso: il commercialista milanese di origini catanesi Massimo Giaconia, fiscalista internazionale e partner del prestigioso studio professionale Baker & McKenzie di Milano, e l'avvocato ennese Gaetana Palermo, con una lunga esperienza  di consulente per diversi enti pubblici. Li attende un compito non facile e non resta che augurare loro un buon lavoro considerato il ruolo strategico svolto dalla società ed il futuro di centinaia di dipendenti.

Il procuratore aggiunto catanese Sebastiano Ardita eletto al Consiglio Superiore della Magistratura.

Il procuratore aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita, è uno dei nuovi membri togati del Consiglio Superiore della Magistratura. A deciderlo sono stati i magistrati nel corso della tornata elettorale che si è svolta domenica 8 e lunedì 9 scorsi. Ardita è stato eletto nella categoria dei Pm in rappresentanza di Autonomia e Indipendenza, la corrente fondata da Piercamillo Davigo, magistrato di grande esperienza, già presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati che nel '90 contribuì, quale componente del pool di magistrati milanesi che condusse l'inchiesta Mani Pulite, a scardinare il sistema di Tangentopoli. Davigo è stato eletto con grande successo nella categoria dei magistrati della Cassazione. Sebastiano Ardita lascerà dunque presto la Procura catanese diretta da Carmelo Zuccaro nella quale era rientrato da poco meno di un anno e di cui è il magistrato che ha coordinato in maniera determinante alcune delle inchieste più scottanti degli ultimi mesi, non ultima quella che ha condotto all'arresto di Corrado Labisi. A lui e al nuovo Consiglio auguriamo un ottimo lavoro!

Le elezioni degli otto membri laici che saranno scelti dal Parlamento avverrà nella seduta di giorno 19 luglio prossimo

“Giano Bifronte”: in esclusiva il video dei disabili psichici della Lucia Mangano “deportati” per lavori di fatica a casa di Corrado Labisi

Le parole usate in conferenza stampa dal Procuratore Carmelo Zuccaro come dal Sostituto PM Fabio Regolo e dal Capo Centro DIA Renato Panvino hanno fatto trasparire tutta l'indignazione di inquirenti ed investigatori per un'indagine che, al di là dell'enorme e continuata appropriazione indebita, ha fatto emergere il quadro squallido di un'intera famiglia con un tenore di vita esagerato in danno di persone bisognose affidate alle loro cure. Sgomento confermato nell'ordinanza che non a caso è firmata dal capo dell'Ufficio GIP Nunzio Sarpietro, che usa più volte espressioni molto dure nei confronti del sodalizio criminale. Intanto, rinviando ad ulteriori approfondimenti una vicenda che abbiamo seguito per anni, subendo anche processi brillantemente risolti e ribaltati sempre grazie all'impegno dell'avvocato Emanuela Fragalà, pubblichiamo un video in esclusiva che testimonia la consapevolezza da parte dei dipendenti della Lucia Mangano che hanno effettuato e consegnato a Sudpress la ripresa, di come fosse "sconcertante" la gestione dell'Istituto e, soprattutto il trattamento riservato agli ospiti, alcuni dei quali venivano periodicamente "deportati" presso le abitazioni private degli indagati per effettuare lavori di fatica. Nel video, a testimonianza del livello di degradazione umana raggiunto, si vedono alcuni disabili psichici illecitamente impegnati ad effettuare lavori di pulizia all'esterno della villa di Trecastagni di Corrado Labisi.

Arresto Labisi, ai domiciliari anche moglie e figlia: sottratti circa 10 milioni di euro

Come già diffuso da Sudpress, che in passato si era occupato a più riprese di Corrado Labisi, ricevendone anche due querele, l'operazione della DIA su coordinamento della Procura catanese, ha scoperto e bloccato il sistema illecito che aveva sottratto fondi regionali per un valore di circa 10 milioni di euro, destinati a strutture socio-sanitarie. In particolare, il provvedimento ha disposto l'arresto appunto di Corrado Labisi, classe 1953, già Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Medico Psico-Pedagogico “Lucia Mangano” ed a cui in qualità di capo, organizzatore e promotore, vengono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita di somme di denaro. I domiciliari sono stati disposti invece per la figlia di Labisi, Francesca, classe 1985; la moglie Maria Gallo, classe 1958, ed i collaboratori Gaetano Consiglio, classe '79, Giuseppe Cardì, classe '61. A tutti è contestato il reato di reato associativo finalizzato all’appropriazione indebita di somme di denaro

Confermato: arrestato il sedicente avvocato Corrado Labisi, “inventore” di premi antimafia, “rettore” di fantomatiche università e Gran Maestro di logge massoniche “sospese”

È stato per decenni a capo dell'istituto socio-psico-pedagogico Lucia Mangano. Corrado Labisi, sedicente avvocato mai iscritto all'albo, si è inventato una serie di associazioni e premi "antimafia" coinvolgendo a loro insaputa anche illustri ed ignare personalità di altissimo livello attirate da nomi eroici cui erano intitolati questi premi, addirittura i magistrati martiri Livatino, Saetta e Costa. Con ciò costruendo una rete di relazioni che gli ha consentito di agire pressoché indisturbato. Inchieste antimafia ne avevano accertato i rapporti con elementi di spicco della mafia catanese. Ci aveva, manco a dirlo, querelati rimediando una sentenza che ha affermato la verità di tutto quello che Sudpress aveva pubblicato. Adesso è arrivata la DIA...Proponiamo alcuni degli articoli dedicati da Sudpress al soggetto in questione, in attesa dei dettagli dell'operazione che verranno diffusi in mattinata da investigatori ed inquirenti. IN AGGIORNAMENTO

“Much ado about nothing”: il Prof. Beppe Condorelli sulle dimissioni del Dg dell’Università di Catania

Se fossi Shakespeare scriverei la ‘seconda edizione’ del "Molto Rumore per Nulla", commedia ambientata a Messina; solo che ambienterei questa edizione aggiornata a Catania, e precisamente a piazza Università usando come palcoscenico il cortile dell’ateneo. Il fatto è che non sono Shakespeare, sono astemio ed i tarallucci non mi piacciono.

La prima ordinanza del sindaco Pogliese: coraggiosa e delicatissima

Il primo atto compiuto dal neo sindaco Salvo Pogliese, a 16 giorni dal suo insediamento, è al tempo stesso altamente simbolico e maledettamente concreto: si occupa della "sicurezza urbana" e del "decoro del territorio".  In estrema sintesi, pone al centro del suo primo intervento la ferita scandalosa di quel centro della città di Catania, il Corso Sicilia, divenuto immagine plastica del degrado di una comunità, dell'abbandono in cui anni scellerati l'hanno condotta, della decadenza di ogni decenza come prodromo del disfacimento di quell'appartenenza comune che distinguono una civiltà dalla barbarie. E pone il tema, delicatissimo ed urgentissimo, del rapporto con gli "Ultimi", sulle cui gambe cammina il futuro dell'Uomo, per dirla col Mahtma: temi da far tremare i polsi.

In evidenza

Arrestato ex giudice CGA: “l’autonomista” Giuseppe Mineo prof. associato a Scienze Politiche di Catania

Del Prof. Mineo Sudpress si è occupato più volte. L'inchiesta in cui è incappato adesso è quella che ha terremotato il palazzo di giustizia di Siracusa: i due principali protagonisti, gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore stanno parlando. E trascinano dentro un nome "eccellente": Giuseppe "Peppino" Mineo, ex giudice del CGA, docente di Unict a Scienze Politiche e candidato alle elezioni comunali di questo giugno nella lista della Lega con una forte impronta "autonomista". Secondo l'accusa pilotava, anzi, copiava e incollava le sentenze che gli sottoponevano gli avvocati siracusani . Della nomina di Mineo a supremo giudice ammnistrativo siciliano, effettuata dall'allora presidente della regione Raffaele Lombardo, SudPress si era occupato evidenziando più di un'anomalia, per poi rilevare il suo ruolo in alcune importanti vicende catanesi che hanno coinvolto l'università di Catania.

Terremoto all’Università: dimesso il Direttore generale con motivazioni da Procura della Repubblica

È giunta a ciel (quasi) sereno, nel tardo pomeriggio di un lunedì già accaldato dalle turbolenze di quanto accade all'Ordine dei Medici (vicenda che si intreccia a quella universitaria), la notizia bomba delle dimissioni del direttore generale Candeloro Bellantoni  che precipitano nuovamente l'ateneo catanese nel caos. Ad un anno esatto dal suo insediamento, Bellantoni si è dimesso avendo dovuto "registrare l'assoluta carenza delle primarie condizioni per portare avanti tale impegno nella necessità di un profondo cambiamento di rotta dell'azione amministrativa." Nel suo anno di mandato il Direttore Bellantoni non è riuscito a chiarire nessuno dei grandi scandali che hanno coinvolto l'Università nei tempi recenti e più volte denunciati da questa testata: dal raddoppio del costo di alcuni appalti per servizi che prima costavano la metà, agli affidamenti in proroga e senza gara, agli 856 mila euro pagati due volte per Torre Biologica, alla transazione da 700 mila euro per le residenze fantasma, alla vicenda di alcune convenzioni. Speriamo ci riesca senza infingimenti e coperture il prossimo DG a cui facciamo gli auguri sin d'ora.

Copertina

Teatro Antico di Taormina: in vendita biglietti per spettacoli non autorizzati

Ci manca solo questa: l'incapacità di controllare e prevenire "operazioni" già avvenute in passato e che distruggono a livello internazionale l'immagine e la reputazione dei più importanti siti turistici e culturali della Sicilia. Cosa succede?

Affaire milionario Mary Poppins: Bianco revoca decisione di Stancanelli…ma “sbaglia” la sentenza

Ormai la categoria "incredibile" di questa testata è stracolma. L'ultima riguarda una stranissima vicenda che vede in ballo la bellezza di ben 107 milioni di euro. E a dirlo sono gli stessi "concessionari", quindi c'è da credergli. Ormai è pazzesco quello che combinano al comune di Catania. Forse persino peggio delle "transazioni" con le quali l'amministrazione Bianco paga nonostante abbia vinto le cause, in questo caso arriva a dichiarare "l'ottemperanza" ad una sentenza che in realtà non c'entra niente con l'atto che revoca, producendo enorme danno alle casse comunali.

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