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Rifiuti... e anche stavolta lo avevamo detto: andata deserta la "gara perfetta"

17-01-2020 04:26

Lucia Murabito

Cronaca,

Rifiuti... e anche stavolta lo avevamo detto: andata deserta la "gara perfetta"

rifiuti-catania-gara-deserta-.png


Non è piacevole la fase del "lo avevamo detto". E non gioiamo di certo nel vedere che il nostro Comune non fa passi in avanti nella complessa vicenda dei rifiuti. Ma i presupposti perché il bando di gara fallisse ancora una volta c'erano tutti. E li avevamo messi nero su bianco ben tre mesi fa: criticità tutte espresse da più parti eppure hanno inspiegabilmente scelto di andare a sbattere senza ascoltare nessuno. E hanno sbattuto.



Servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti fermo, ancora una volta, con le quattro frecce. Il banco di prova più importante per l'Amministrazione Pogliese si è rivelato un disastro e - checché ne dicano sindaco e assessore al ramo, che nel comunicato entusiasta dello scorso 15 novembre avevano annunciato una svolta che evidentemente si è rivelata un boomerang - e i segnali per prevederlo c'erano tutti.



Ne avevamo scritto lo scorso 16 ottobre, riportando le - legittime e motivate - perplessità espresse da Carmelo Condorelli della FIADEL, la Federazione Italiana Autonoma Dipendenti Enti Locali, che aveva chiaramente denunciato l'irragionevolezza di un capitolato che rendeva impossibile alle aziende partecipare perché troppo oneroso e con elementi di rischio non sopportabili.



La somma a base d’asta per ciascuno dei 4 lotti facenti parte della commessa risultava infatti grandemente sottostimata, rendendo impraticabile la presentazione di offerte in ribasso. E l'utile d'impresa previsto dal Comune di Catania era appena del 1,5%: del tutto insufficiente a garantire la remuneratività di un appalto già notevolmente sottocosto anche in relazione ai rischi legati alla richiesta di un intervento sostitutivo posto a carico dell’appaltatore nel caso di chiusura degli impianti di conferimento dei rifiuti differenziati.



Per chiarire meglio, il capitolato prevede che nel caso in cui non fossero disponibili in tutti e sette anni  di durata dell'appalto le consuete discariche ai prezzi convenuti, sarebbe onere delle aziende che hanno in carico il servizio di raccolta di provvedere a trovare alternative e per di più sopportandone i maggiori costi: ma quale azienda potrebbe sopportare un rischio simile?



Altra stranezza, nel capitolato viene menzionato l'obbligo di intervento nel caso di eventi particolari come la festa di Sant'Agata e altre manifestazioni impegnative, basti pensare alla rimozione della cera, ma senza computarne i costi aggiuntivi.



Idem per quanto riguarda la pulizia di spiagge e litorali.



Anche la sottostima del personale necessario al servizio, da incrementare in maniera considerevole stante il prescritto potenziamento del servizio di raccolta porta a porta,  deve aver giocato un peso nella decisione delle aziende di non partecipare alla gara.



C'era da considerare, tra l'altro, che nella media delle gare dei servizi di igiene urbana le spese generali si attestano intorno al 12%, contro un sottostimato 3% previsto nel capitolato e l’utile d’impresa si attesta tra il 6-10%. L'1,5% ipotizzato dal capitolato risulta decisamente inappetibile. Follia.



Considerando tra l'altro che lo stesso Comune di Catania, nella gara ponte indetta un anno fa e tutt'ora in proroga, che vede un servizio di raccolta porta a porta circoscritto ad aree limitate del territorio comunale e con costi più contenuti, aveva invece previsto un utile del 6%.



Incomprensibile, quindi, la scelta dell'Amministrazione Pogliese di adottare il capitolato predisposto dalla SRR dell'Area Metropolitana di Catania presieduta dal dirigente all'Urbanistica dello stesso comune ing. Biagio Bisignani.



"Un epilogo inaspettato che lascia l'amaro in bocca" scrive nel comunicato ufficiale l'assessore Fabio Cantarella. "Pur nella consapevolezza - prosegue -  che abbiamo seguito l'iter più naturale e trasparente possibile, recependo le direttive dell'Anac, affidandoci peraltro a tecnici esperti per la redazione del bando coinvolgendo anche l'Università".



La motivazione principale di questa redazione "fatta in casa" e così male del complicato capitolato sarebbe che il comune, in stato di dissesto, non avrebbe fondi per affidarlo a consulenti esterni specializzati in questo intricato settore, magari chiedendone un elenco di quelli più accreditati all'ANCI: probabilmente bastava prevederne il costo a carico dell'azienda aggiudicataria per risolvere il problema!



Di diverso avviso il consigliere del Movimento 5 Stelle Graziano Bonaccorsi.



"Che la gara sia andata deserta non è una sorpresa. Anzi, lo avevo anticipato in aula ad ottobre. Non sono un indovino e non ci voleva la sfera magica per capirlo, i numeri parlavano chiaro, era prevedibile!", prosegue.



"Il bando andava portato al vaglio del Consiglio comunale per la costruzione dello stesso e non solo per l'approvazione come invece è stato. L'analisi in commissione avrebbe consentito gli aggiustamenti necessari dati anche dal confronto con esperti e tecnici. Invece l'amministrazione si è ostinata ad andare avanti da sola".



E adesso? Come previsto occorrerà metterci una pezza.



"La gara ponte è già in proroga e per legge  - prosegue Bonaccorsi - è impossibile che si proceda così. Sarà necessaria un'ordinanza sindacale per proseguire con le attuali ditte che si occupano di smaltimento dei rifiuti gestendo la cosa come stato d'emergenza".



"Porterò il problema in aula e si dovrà trovare una soluzione diversa, altrimenti non vedo alternative se non le dimissioni dell'assessore Cantarella che ha ufficialmente fallito il suo compito", conclude.



 


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