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Catania in marcia per l'ambiente. Ma il Comune?

31-03-2019 03:58

Simone Dei Pieri

Cronaca, catania, comune, differenziata, manifestazione, rifiuti, spettacolo, nigeriane, finanziere, stadio massimino, Pop Up Market Sicily, Pop Up Market,

Catania in marcia per l'ambiente. Ma il Comune?

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Mentre spopolano le immagini di migliaia di giovani (e non solo) in marcia per il clima a Catania come nel resto del mondo, fulminati sulla via di Greta Thunberg e dei Fridays for Future, cosa fanno le amministrazione per aiutare l'ambiente?



Ce lo siamo chiesti con particolare riguardo ai Comuni della Provincia e abbiamo voluto chiederlo anche, nelle scorse settimane, a chi al Comune di Catania sta tentando di affrontare il problema, non senza evidenti difficoltà.



Paragonare Catania a Belpasso o ad Acicastello sarebbe sciocco sotto molti punti di vista: estensione territoriale, popolazione e, di conseguenza, carico di rifiuti. Fa specie però che non si conoscano le iniziative messe in campo dal Comune di Catania per affrontare l'emergenza rifiuti. Perché sì, con i rifiuti agli angoli delle strade, si tratta di emergenza, come i commercianti del centro storico hanno più volte segnalato.



Abbiamo chiesto quindi lumi all'Assessore all'Ecologia del Comune di Catania, Fabio Cantarella: "Va fatto innanzitutto un lavoro di comunicazione e formazione, ma se l'appalto non ha gli strumenti per fare questo tipo di lavoro, non si possono ottenere risultati importanti." Si riferisce, l'assessore, all'appalto ponte che ha affidato alla Dusty la gestione dei rifiuti di Catania. Un appalto ponte che, nonostante dovesse durare appena 130 giorni, resiste pervicacemente da settembre 2018.



"Siamo partiti dal 5% di setttembre al quasi 10% di questi mesi" chiosa ancora Cantarella. Ma i dati diffusi dal Comune di Catania nel dicembre 2018 parlano di altri numeri, nella specie un 8% appena accennato nel mese di dicembre. Con un incremento dal mese di novembre al mese di dicembre di appena lo 0,05%, dal 7,98 all’8,03%. Siamo ben lontani dunque dai dati propugnati nei comunicati stampa e nelle dichiarazioni ufficiali.



"Con l'appalto che faremo prossimamente inseriremo un codice per ogni utente. Con questo sapremo se l'utente ha fatto la differenziata o meno. E se l'ha fatta, come l'ha fatta. Segnalando chi non adempie o chi adempie male!"



Ma quando chiediamo quali termini ci siano per il nuovo appalto, sottolinea le difficoltà di un Comune in dissesto "Bisogna fare l'appalto nuovo, ma se ne parla tra qualche mese."



E prima di lasciarci lancia un j'accuse ai comuni limitrofi: "Catania purtroppo subisce i rifiuti dei pendolari. Acicastello, Misterbianco, Gravina, Mascalucia. Soggetti che dovrebbero fare la differenziata nei comuni di appartenenza, mettono i rifiuti in auto e li vengono a collocare nella nostra città. 



Si tratta di ben 22mila tonnellate di rifiuti che incidono per oltre 2 milioni di euro sulle casse del Comune!"



Dai dati diffusi dal Catasto Rifiuti però, non emergono questi numeri: basti pensare che, ad esempio, a Misterbianco si è passati da circa 15.000 tonnellate a oltre 16.000 tonnellate di rifiuti conferiti in discarica. A Gravina da 9.000 tonnellate si è arrivati ad 8.500 tonnellate circa.



Non un cambiamento così sensibile, dunque, da giustificare una mole di rifiuti tanto elevata in città. Viene da chiedersi se davvero la colpa del mancato smaltimento dei rifiuti a Catania sia davvero di qualcun altro.



Se sì, ci farebbe piacere sapere cosa ne pensano i sindaci dei Comuni in questione e se c'è la possibilità di fare rete per osteggiare il problema.



E un'ultima domanda sorge spontanea: ma negli uffici comunali, la differenziata, si fa?


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