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DIBATTITO PER CATANIA (e non solo), Nino Rizzo, medico di famiglia: "Occorre una nuova governance dei sistemi

11-08-2022 06:55

Voci catanesi - Dibattito per una Città Possibile

Cronaca, Focus, Voci Catanesi,

DIBATTITO PER CATANIA (e non solo), Nino Rizzo, medico di famiglia: "Occorre una nuova governance dei sistemi sanitari"

Si prova a ragionare su come potrebbe e dovrebbe essere una Catania più vivibile

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Caro Direttore,


ho letto con grande interesse e compiacimento la lettera aperta che Le ha indirizzato l'Avv. Dario Riccioli.

 

Con passione e grande competenza Riccioli riflette sui gravissimi problemi che affliggono la nostra Catania (bilancio, sicurezza, gestione dei rifiuti, disoccupazione, crisi economica) e che una classe dirigente e politica disorientata e confusa sembra incapace di affrontare con proposte chiare e concrete in vista delle prossime elezioni comunali.


Non voglio e non posso (perché non ne ho le competenze) fare una disamina sui tanti punti che Riccioli ha brillantemente trattato, ma posso certamente, da medico, dire la mia su temi che spesso sono colpevolmente trascurati nei programmi elettorali per i rinnovi dei consigli comunali.

 

Mi riferisco in particolare alle problematiche legate alla salute e alla sanità: si pensa forse che questi argomenti riguardino competenze diverse quali il Ministero della Salute o il Governo Regionale e quindi il corrispondente Assessorato alla Salute o i direttori di aziende ospedaliere o sanitarie.

 

Non è però proprio del tutto così, perché troppo spesso si dimentica che il garante della salute della popolazione di una città è sempre e solo il sindaco e il consiglio comunale ne condivide queste responsabilità.

 

Ai sindaci quindi sono affidati poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull'operato dei direttori generali di ospedali e aziende sanitarie: un ruolo quindi di vigilanza e di controllo importantissimo ma purtroppo spesso disatteso.

 

Sindaco e consiglieri rimangono così irrilevanti comprimari, spettatori silenziosi di decisioni altrui su temi appunto che meriterebbero attivismo di proposte e di progetti proprio perché riguardano la vita di ciascuno dei cittadini, forse più dei tanti altri temi che invece calamitano l'attenzione e riempiono roboanti programmi elettorali.

 

Bisogna avere quindi il coraggio di aprire una nuova stagione in cui venga perseguita una sorta di alleanza istituzionale a tutela della salute dei cittadini, per una nuova governance dei sistemi sanitari.

 

Proprio la recente pandemia ci ha dimostrato che per alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere occorre una efficace integrazione con la capillarità sul territorio dei servizi sanitari e socio-sanitari, con il necessario ed imprescindibile coinvolgimento dei comuni e con il loro coordinamento con le autorità sanitarie.

 

Su questi temi il DM71 di recente approvazione apre spiragli importanti con risorse ingenti fornite dal PNRR: si tratta di un'occasione straordinaria che non può essere vanificata.

Ma a questo bisogna essere pronti, occorre avere le idee chiare e soprattutto conoscere e condividere questi progetti.

 

Mi sembra invece che il silenzio pressoché assoluto su questi temi nasconda una impreparazione nella migliore delle ipotesi o peggio ancora un colpevole disinteresse, forse per non sconfinare in competenze altrui per mero opportunismo politico.


Ai cittadini però non interessano alchimie istituzionali ed equilibrismi tattici: occorrono decisioni, impegni, proposte, progetti. E su salute e sanità appunto c'é sempre un silenzio assordante dai comuni.  

Allora chi intende impegnarsi in questa prossima competizione elettorale dica la sua, con coraggio, senza mimetismi sospetti.

 

Si cominci a ragionare per esempio ad una ridistribuzione dei reparti ospedalieri tra le varie aziende in maniera più organica e funzionale per il territorio, evitando duplicazioni di specialità in alcune aziende e l'assoluta mancanza in altre, con il rischio di lasciare scoperti grandi bacini della nostra città.

Si abbia il coraggio di proporre ed imporre spostamenti, anche se questo può comportare risentimenti e proteste.
  

Si individuino subito i locali dove realizzare le case della comunità e gli ospedali di comunità di prossima realizzazione secondo il DM71.

 

Si coordinino le strutture governate dal SSN con quelle che ricadono sui territori come le case di riposo, luoghi di grande fragilità come ben evidenziato dalla recente epidemia.

 

Si valorizzino sempre più i medici di famiglia, vero snodo cruciale nel coordinamento ospedale territorio, ascoltando i suggerimenti e le proposte dei sindacati e delle relative società scientifiche.

 

Si organizzino campagne di promozione di sani stili di vita e di screening per le principali patologie croniche e oncologiche.

 

La salute di una comunità deve insomma diventare nei progetti e nei fatti una priorità di tutti gli amministratori.

Lo si faccia finalmente con coraggio, determinazione e impegno!

 

Nino Rizzo, medico di famiglia


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