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UNICT, il consorzio UNIFARM e i 722 mila euro che si sono persi

24-02-2020 04:39

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Università,

UNICT, il consorzio UNIFARM e i 722 mila euro che si sono persi

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Almeno, li abbiamo persi noi che non siamo riusciti a capire che fine hanno fatto. E poiché, a distanza di anni, non siamo ancora riusciti ad ottenere risposte ad altre clamorose "sparizioni" di cui ci siamo occupati in passato, come gli 856 mila euro pagati due volte o i 700 mila del'assurda "transazione per niente", aggiungiamo anche questi...



Si tratta di un progetto PON finanziato dal ministero che l'Università ha in parte affidato al consorzio UNIFARM, (con sede in viale Andrea Doria 21, a pochi passi dal dipartimento di Scienza del Farmaco), "che nasce a Catania nel 2002 per iniziativa del prof. Filippo Drago" e con un CdA che "in data 27 luglio 2012 ha nominato presidente il prof. Salvatore Salomone", la coppia di docenti pubblici che troviamo alternarsi anche al vertice del dipartimento Biometech dell'ateneo di Catania.



Il primo, Filippo Drago, è stato a lungo direttore del dipartimento Biometec sino all'interdizione per il coinvolgimento nell'inchiesta "Università Bandita" per poi essere eletto direttore del centro di ricerca CERD appena scaduto il provvedimento cautelare comminato dal GIP.



Il secondo, Salvatore Salomone, lo ha sostituito alla direzione del dipartimento oltre ad essere tra i promotori di quel Co.Prom di cui ci siamo occupati recentemente perché non si capisce a che titolo organizza eventi, e guadagnandoci quanto, con sede legale ed operativa presso la Torre Biologica dell'Università di Catania che, secondo le ultime notizie, dovrebbe ancora essere una istituzione pubblica che più pubblica non si può ma in cui a quanto pare molti fanno quello che gli pare.



Su soldi pubblici, a centinaia di migliaia di euro, che si perdono tra le carte dell'università catanese ne abbiamo scritto diverse volte.



Non siamo riusciti a capire, come detto, che fine abbiano fatto gli 856 mila euro pagati due volte alla SIGENCO, impresa costruttrice della Torre Biologica che, per canto suo, non si sa bene quante decine di milioni sia costata (e continui a costare) in più rispetto alle previsioni.



Stessa cosa per l'incredibile vicenda della transazione da 700 mila euro pagati per niente.



Adesso ce ne viene segnalata un altra da "appena" 722 mila euro e la rassegniamo alla nostra enciclopedia di storie assurde per come ci perviene.



Un passo indietro: nel 2002, come detto, "su iniziativa del prof. Filippo Drago" di cui sopra, viene costituito un consorzio tra università di Catania e diverse aziende del settore farmaceutico: il capitale è di 450 mila euro.



Questi i consorziati all'ultima visura:


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Presidente per circa 10 anni è lo stesso Filippo Drago che viene sostituito nel 2012 dal prof. Salvatore Salomone sino al 2019, quando diventa direttore del dipartimento Biometech, al posto dell'interdetto e dimissionario Drago, e viene a sua volta sostituito al vertice di UNIFARM da un altro docente dello stesso dipartimento,


Claudio Bucolo

, mentre nel CdA del consorzio siedono altri due docenti uno di Biometec Catania,


Gian Marco Leggio

e


Rosario Pignatello

direttore del dipertimento Scienza del Farmaco.


Questi gli amministratori di UNIFARMad oggi:


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Unifarm ha un sito istituzionale

la cui


ultima news risale al ...2015

, per non dire dell'


ultimo evento addirittura all'ottobre 2012

: singolare per un'organizzazione di tale livello e cotanti soci.


E veniamo al caso.


Nel 2012 l'Università di Catania partecipa ad un importante progetto di ricerca con fondi governativi e ne troviamo notizia proprio sul sito di cui sopra,


"h" in più a parte,

anch'essa comunque significativa del livello di accuratezza garantita dall'ambizioso consorzio universitario:


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Bene, questo è il contesto e vediamo cosa accade, almeno secondo una relazione su carta intestata della direzione generale dell'università che vede destinataria la Guardia di Finanza 2° Nucleo Operativo piazza San Francesco di Paola 2: non sappiamo, ovviamente, se è stata effettivamente recapitata, ma il contenuto fornisce delle tracce per ricostruire la vicenda.


La relazione destinata alla Guardia di Finanza parte in quarta, al primo capoverso dopo i convenevoli in cui annuncia di riferirsi a "specifiche violazioni nella gestione di risorse pubbliche":


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Quindi, è chiaro? L'ateneo di Catania ha anticipato ad UNIFARM, consorzio privato presieduto dal docente pubblico Filippo Drago, 722.500 euro che il ministero non gli ha poi riconosciuto a causa di irregolarità nella rendicontazione togliendoli all'Ateneo, pubblico: bello no?


Ma in pratica cosa sarebbe successo secondo la ricostruzione della direzione generale?


Intanto ci chiarisce i ruoli:


drago-e-salomone-.png

Poi spiega:


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Quindi, secondo la relazione, UNIFARM avrebbe rendicontato come costi per la ricerca finanziata dal ministero, facendoseli liquidare, gli stipendi dei docenti universitari in realtà già pagati dall'ateneo di Catania.


In più, si accusa esplicitamente l'attuale direttore direttore di Biometec Salvatore Salomone, (succeduto a Filippo Drago al vertice sia di UNIFARM che Biometec) di aver utilizzato per quella ricerca personale docente dell'ateneo, quindi dipendenti pubblici, senza neanche un'autorizzazione.


Sulla vicenda il prof. Filippo Drago, a seguito delle richieste di restituzione della ingente somma effettuate dal direttore generale Federico Portoghese, avrebbe


"chiesto un incontro con Giacomo Pignataro"

, ormai "past-rettore" come viene definito nella stessa relazione e quindi non si capisce perché ritiene di doverne parlare proprio con lui.


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La posizione del direttore Portoghese pare resti ferma in ordine alla restituzione, mentre non è nota quella assunta dal


past-rettore Pignataro

che poi, detto per inciso, finirà per altri fatti 


co-indagato

e


past-interdetto (scampando gli arresti chiesti dalla Procura)

 con lo stesso Filippo Drago sempre nell'indagine "Università Bandita".


Quindi, siamo al 17 gennaio 2017 con la nota 4754, si arriva alla formale richiesta di restituzione entro 10 giorni delle somme indebitamente percepite da UNIFARM in danno dell'Università di Catania:


somme-liquide-.png

Poi segue corrispondenza con un avvocato del consorzio, altro sollecito con nota 36099 del 3 aprile 2017 e l'ultima perentoria del 12 maggio 2017 con nota 51688: 


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Di questa vicenda pare ci sia traccia anche nella citata indagine "Università Bandita" tra i cui atti si trova un'intercettazione del 25 febbraio 2017:


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E qua ci siamo persi

, come sia finita e dove siano i 722.550 euro non siamo riusciti a capirlo.


Forse li hanno restituiti, ma certo è una storia strana.


Abbiamo effettuato una richiesta di


accesso agli atti

presso l'ateneo di Catania ma non ci hanno risposto:


staranno cercando

anche loro.


E magari le risposte le forniranno tutte insieme: sugli 856 mila pagati due volte, sui 700 mila della transazione per niente, sull'appalto per il bidellaggio triplicato, sugli affidamenti della vigilanza, su quanto è costata la Torre Biologica...così,


tanto per gradire.

AVVERTENZA PER PM, GIP E GIUDICI (nel caso di denuncia per diffamazione questo inciso fa parte integrante dell’articolo): questo, come tutti gli altri dedicati a vicende dell'Università di Catania, è indispensabile, a fini di giustizia, valutarlo in relazione a tutti gli altri pubblicati, (alcuni elencati in via non esaustiva in calce e compresi quelli che saranno pubblicati prossimamente), in quanto fa parte di un’unica organica attività d’inchiesta giornalistica orientata alla funzione di pubblica utilità di raccontare le dinamiche del potere locale, i metodi di gestione di enti pubblici e l’utilizzo di pubbliche risorse. Di conseguenza toni e contenuti sono direttamente correlati alla successione narrativa.

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