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UNICT: Maria Antonietta Paino, protagonista e indagata per il "Caso Licandro", viene nominata nella Commissio

29-04-2020 04:02

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Università,

UNICT: Maria Antonietta Paino, protagonista e indagata per il "Caso Licandro", viene nominata nella Commissione Nazionale per la Ricerca

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Potremmo limitarci a foto e articoli correlati ma, forse anche grazie al nuovo format del SudTalk live, o perché causa quarantena non hanno meglio da fare, i nostri lettori stanno vertiginosamente crescendo e non è detto che tutti conoscano la storia che già in passato abbiamo definito "esagerata". Per essere chiari, per quanto ci riguarda riteniamo incredibile ed intollerabile che, dopo l'emersione del "Caso Licandro" e addirittura l'apertura formale di un'indagine della Procura di Catania per pesanti reati, la prof. Maria Antonietta Paino abbia tranquillamente mantenuto l'incarico di Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania, l'ex gloriosa Facoltà di Lettere. Ma adesso persino il premio, viene addirittura nominata nella Commissione del Programma Nazionale per la Ricerca 2020-2027: altro che "esagerazione", siamo oltre la sfida!



La notizia è stata data ieri, spammata a tutte le redazioni giornalistiche e pubblicata sul Bollettino d'Ateneo, che in calce indica anche le testate che l'hanno riportata: chissà perché i nostri articoli nella loro rassegna stampa non ci sono mai o quasi, eppure qualche centinaia di migliaia di lettori li abbiamo! Vabbè.



Il Bollettino informa che "tre professori sono stati nominati dalla Direzione generale per il coordinamento e la valorizzazione della ricerca e dei suoi risultati del Miur e sono stati inseriti in tre diverse aree prioritarie per la ricerca: la prof.ssa Marina Paino, direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche e docente di Letteratura Italiana contemporanea, nell’area “Cultura umanistica, Creatività, Trasformazioni Sociali, Società dell'Inclusione” per l’ambito “Discipline storico letterarie ed artistiche”.



In effetti in quanto a "Creatività" dobbiamo ammettere che la prof. Paino se ne intende, e probabilmente anche di "Inclusione".



Un bell'esempio di "Creatività" potremmo ritrovarlo nel famoso verbale del consiglio di Dipartimento da noi scoperto e pubblicato nell'agosto del 2018, quando imprecisati e mai individuati docenti di Archeologia le rappresentavano l'impellente necessità didattica di assumere, dall'esterno e al modico costo di 120 mila euro l'anno, un docente di Diritto Romano (a Lettere, sic), nonostante ce ne fossero a libro paga dell'Università di Catania già una bella pattuglia.



Lanciammo l'articolo in formula dubitativa, denunciando il fatto che si stava andando verso uno spreco e, probabilmente anche un abuso, poi confermato dalla successiva apertura dell'indagine da parte della Procura della Repubblica di Catania, che però a quanto pare piuttosto che fungere da deterrente li scatena ulteriormente, a giudicare anche dal recente caso di Giurisprudenza di cui abbiamo scritto un paio di giorni addietro.



Del resto di quello che pensano delle varie indagini della Procura di Catania dalle parti dell'Ateneo etneo gli esempi sono vari, dai "ringraziamenti" del Decano Vincenzo Di Cataldo ad uno dei principali indagati dell'inchiesta "Università Bandita", alla fulgida ripresa della carriera dopo richiesta d'arresto e successiva interdizione di un altro brillante protagonita quale il prof. Filippo Drago, oggi direttore del centro di ricerca CERD e forse, a giudicare da qualche intervista sulla stampa locale, candidato al Nobel per aver salvato il mondo avendo individuato la cura contro il coronavirus: così ci hanno detto.



Torniamo a questa prestigiosa nomina di Paino.



Sinceramente sono le 6.30, alle 7 si pubblica e ci si annoia a riscrivere le stesse cose, a chi conosce la storia basta la notizia di questo bel premio per avere conferma di come è messa questa città, (ma anche al ministero evidentemente non stanno meglio), e sapere che dovremo attendere l'11 maggio perché prima, causa pandemia come abbiamo già visto in altri recenti e spinosissimi casi, non rispondono alle richieste di accesso agli atti: chiederemo chi ha designato la prof. Paino e se il rettore Francesco Priolo o il Direttore Generale Giovanni La Via hanno informato doverosamente il Ministero dell'Università dell'indagine a carico della docente.



Chi invece è nuovo del giro e ci legge perché vuole conoscere come accadono le cose e magari del perché alla fine siamo ridotti come siamo, dia una lettura almeno ai precedenti e sul caso specifico ne abbiamo scritti ben 6, dall'agosto 2018 al gennaio 2020: così, tanto per conservare la memoria che ci pare davvero troppo corta.





 




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 AVVERTENZA PER PM, GIP E GIUDICI (nel caso di denuncia per diffamazione questo inciso fa parte integrante dell’articolo): questo, come tutti gli altri dedicati a vicende dell’Università di Catania, è indispensabile, a fini di giustizia, valutarlo in relazione a tutti gli altri pubblicati, (alcuni elencati in via non esaustiva in calce e compresi quelli che saranno pubblicati prossimamente), in quanto fa parte di un’unica organica attività d’inchiesta giornalistica orientata alla funzione di pubblica utilità di raccontare le dinamiche del potere locale, i metodi di gestione di enti pubblici e l’utilizzo di pubbliche risorse. Di conseguenza toni e contenuti sono direttamente correlati alla successione narrativa.

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