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"Università Bandita" - per Enzo Bianco, Orazio Licandro & C. "si procede separatamente": rischiano 5 anni di

03-01-2020 05:02

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Università,

"Università Bandita" - per Enzo Bianco, Orazio Licandro & C. "si procede separatamente": rischiano 5 anni di galera

Sono proprio i fatti scoperti e denunciati da Sudpress, nell'indifferenza generale dell'estate del 2018, a costituire le basi per la pesante accusa ch


Sono proprio i fatti scoperti e denunciati da Sudpress, nell'indifferenza generale dell'estate del 2018, a costituire le basi per la pesante accusa che la Procura di Catania formula nei confronti dei protagonisti dell'incredibile "affaire Licandro" che rappresenta uno degli esempi più tracotanti della spregiudicatezza dei rapporti politico-accademici che si sono svolti a Catania negli ultimi anni. La descrizione di come investigatori della DIGOS hanno accertato i fatti denunciati dal giornale è descritta a pagina 32, per la precisione al punto 43 dell'avviso di chiusura indagini a carico dei primi 10 protagonisti dell'inchiesta "Università Bandita".



L'avviso di chiusura delle indagini preliminari firmato dalla Procura è stato depositato l'11 dicembre e riguarda i principali 10 indagati nell'inchiesta "Università Bandita": Giacomo Pignataro, Francesco Basile, Giancarlo Magnano di San Lio, Filippo Drago, Roberto Pennisi, Giuseppe Barone, Maria Cavallaro, Giovanni Gallo, Carmelo Monaco e Giuseppe Sessa.



Ce ne siamo occupati abbondantemente e ci torneremo, ma oggi leggiamo tra le righe del provvedimento che si collega ad altre vicende "collaterali" di cui pure ci siamo occupati in netto anticipo. Eccome!



Lo ricordiamo ancora una volta, e lo faremo sino alla fine della storia, perché è più che mai opportuno mantenere in memoria la narrazione dei fatti che accadono a spese dei cittadini, anche per le gravi ripercussioni che hanno questi atti di tracotanza sull'interesse generale: basti pensare che per realizzare questa "spirtizza" di assegnare ad Orazio Licandro un posto di professore ordinario a Catania, è stato sprecato un intero "punto organico", quel preziosissimo parametro del valore di circa 120 mila euro l'anno a disposizione di un ateneo.



In questo caso, al di là dei reati contestati, lo spreco lo abbiamo documentato in maniera inconfutabile persino partecipando con telecamera nascosta alla lezione con i pochissimi studenti che hanno scelto la materia complementare assegnata per avventura all'ex assessore della giunta Bianco Orazio Licandro: inaudito.



Gli articoli che abbiamo dedicato alla vicenda partono il 10 agosto 2018 e li riproponiamo come sempre in calce, rimanendo da chiarire il ruolo di quanti hanno consentito che i 5 indagati portassero a compimento il disegno criminoso: nessuno ad obiettare sull'irragionevolezza della spregiudicata operazione, neanche in consiglio di amministrazione dove sedeva (e siede) persino una docente della stessa materia che avrebbe dovuto insegnare Licandro.



Il reato contestato ai 5 indagati, almeno al momento pare non sia contestato l'abuso, è quello previsto dall'art.353 bis del codice penale, "turbata libertà del procedimento amministrativo": "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032", in questo caso con le aggravanti del "concorso compiuto da 5 persone".


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Infatti, si legge a pagina 32 dell'avviso di conclusioni indagini che i reati contestati sono quelli previsti agli "artt.110, 112 n.1, 353 bis c.p. "perché


in concorso tra loro e con BIANCO Vincenzo - PAINO Marina e LICANDRO Orazio nei cui confronti si procede separatamente (in numero di cinque

), nelle qualità di seguito riportate, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente, con collusioni consistite nell'individuare preventivamente il destinatario di una chiamata per docenti di prima fascia, ovvero il professore LICANDRO Orazio, scegliendo il dipartimento nel quale incardinare il posto con la specifica finalità di consentire la chiamata del LICANDRO nel settore di sua competenza - turbano il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando per un posto di professore di prima fascia presso l'Unict - Dipartimento di Scienze Umanistiche - , settore scientifico disciplinare IUS/18 -Diritto Romano e Diritti dell'antichità adottato sulla base dell'art.18 della legge 240/10 nelle parti riservate all'individuazione del Dipartimento, del settore disciplinare e della procedura prevista per lo svolgimento della selezione


condotta commessa anche in violazione dei principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione statuiti dall'art. 97della Costituzione, in violazione delle prescrizioni dell'art 3 del

DPR


n.

62


del 16 aprile 2013 (c.d. codice di comportamento dei dipendenti pubblici) in base al quale il

 


dipendente pubblico "rispetta i principi di integrità correttezza, buona fede

...


e agisce in posizione di indipendenza e imparzialità astenendosi in caso di conflitto

 


di interessi. Il dipendente non usa a fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni d'ufficio", nonché in violazione dell'art. 18 co. 1 lett e) della legge 240/10 che riserva al Consiglio di Dipartimento la chiamata di professori di prima e seconda fascia e con la quale arrecavano un ingiusto vantaggio patrimoniale al LICANDRO).

Nello specifico: PIGNATARO Giacomo (nella qualità di Rettore fino al febbraio 2017) ricopriva la qualità di concorrente in quanto, dopo avere ricevuto le sollecitazioni di BIANCO Vincenzo al fine di compiere le azioni necessarie per consentire una chiamata di prima fascia per il prof. LICANDRO, concordava con quest'ultimo l'avvio della procedura amministrativa più idonea a raggiungere tale obiettivo, individuando nel Dipartimento di Scienze Umanistiche, quello in cui procedere alla chiamata;


BASILE Francesco (nella qualità di Rettore dal febbraio del 2017) ricopriva la qualità di concorrente, in quanto, operando in continuità con PIGNATARO, concordava con MAGNANO SAN LIO le azioni da compiere all'interno del Dipartimento di Scienze Umanistiche per consentire la chiamata ex art.18 L. 40/10 nel settore disciplinare di competenza del LICANDRO e sollecitava poi (anche per il tramite dello stesso MAGNANO SAN LIO) PAINO Marina (Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche) ad avanzare una proposta di chiamata di prima fascia ex art.18 L.240/10 da destinare al LICANDRO;


MAGNANO SAN LIO Giancarlo (nella qualità di professore ordinario di Storia della Filosofia (M-FIL/06) del DISUM, nonché Prorettore dell'UNICT dal 9.2. 2017) ricopriva la qualità di concorrente materiale. lnvero - dopo avere concordato sia con LICANDRO che con BASILE di attivare la chiamata in favore dello stesso LICANDRO nel Dipartimento di Scienze Umanistiche - si adoperava, sollecitando anche il Direttore del Dipartimento Paino Marina, affinché il Consiglio di Dipartimento - di cui faceva parte quale professore ordinario - avanzasse la proposta di una chiamata di prima fascia ex art.18 L.240/10 nel settore scientifico disciplinare IUS/18, in assenza di alcuna esigenza didattica per il DISUM dell'inserimento di tale insegnamento e potendo comunque eventualmente colmare tale esigenza con altri docenti interni all'Ateneo catanese;


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PAINO Marina (nella qualità di Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche) ricopriva la qualità di concorrente materiale in quanto, dopo avere ricevuto le sollecitazioni del Rettore BASILE (anche per il tramite di MAGNANO SAN LIO), indirizzava la decisione del Consiglio di Dipartimento di avanzare la proposta di una chiamata di prima fascia ex art.18 L.240/10 nel settore scientifico disciplinare IUS/18, in assenza di alcuna esigenza didattica per il DISUM dell'inserimento di tale insegnamento e potendo comunque eventualmente colmare tale esigenza con altri docenti interni all'Ateneo catanese.


I reati svolti a Catania in data antecedente e prossima al 27 giugno 2018.


A firmare l'atto i Sostituti Procuratori Marco Bisogni, Santo Distefano e Raffaella Agata Vinciguerra che sin dall'inizio hanno coordinato la monumentale indagine svolta dalla DIGOS al comando della dirigente Marika Scacco con Capo Investigatore Claudio Pucci; a sostegno il visto del Procuratore Aggiunto Agata Santonocito subentrata a Sebastiano Ardita, adesso componente del CSM e che aveva firmato con il Procuratore Capo Carmelo Zuccaro la richiesta di arresto per i maggiori protagonisti del più grave scandalo universitario mai emerso in Italia, finiti poi interdetti e


adesso alcuni tornati a ricoprire incarichi di vertice nell'amministrazione dell'Ateneo catanese ed altri pubblicamente ringraziati niente meno che dal Decano della stessa Università di Catania Vincenzo Di Cataldo.

Insomma: la storia è ancora lunga e tutta da scrivere...


 


 


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