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Ci inchiniamo a Monsignor Gaetano Zito

09-10-2019 03:02

Pierluigi Di Rosa

Cronaca,

Ci inchiniamo a Monsignor Gaetano Zito

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L'ultima volta che lo abbiamo incontrato è stato all'inizio dell'estate nella redazione di Sudpress, quando ha voluto condurre con Suor Maria Trigila una classe palermitana di allievi salesiani ad un corso di giornalismo e comunicazione che ci chiese di tenere per i "loro ragazzi". Fu un onore ed un grande piacere, una bella giornata e Lui, già provato dalla malattia, come al solito generoso e attento. A fine agosto ci siamo associati all'iniziativa della Comunità di Sant'Egidio che si era raccolta in preghiera a Santa Chiara per sostenerlo nel difficile momento  e avevamo capito che stava perdendo la sua lunga e dolorosa battaglia con la malattia che nell'ultimo anno ha dovuto affrontare sempre con serenità e incrollabile fede. È una gravissima perdita quella di Monsignor Gaetano Zito, mancherà a questa Città, mancherà a quanti non hanno mai smesso di riflettere sulle cose del mondo, a prescindere da ogni fede. Mercoledì la camera ardente nella chiesa di San Benedetto in via Teatro Greco 2, i funerali giovedì 10 ottobre alle ore 10 nella Cattedrale di Catania. Il saluto di Adolfo Landi.



Il curriculum di Gaetano Zito è talmente vasto che non occorre ricordarlo, a noi oggi basta quel sorriso intelligente che ci ha regalato durante un'intervista e le tante volte che è intervenuto con le sue riflessioni.



Per salutarlo abbiamo chiesto un pensiero ad un suo grande amico, con cui ha anche affrontato battaglie importanti per la città, il Commissario Vescovile dell'Opera Diocesana Assistenza avv. Adolfo Landi che lo ricorda:



"Non già per la tua immensa cultura e per la tua levatura di uomo di Chiesa, mai rinchiuso nella sua torre eburnea ma sempre nel mondo e per il mondo.



Doti che tutti, a ogni latitudine, ti riconoscono, chiarissime seppur nella loro parca discrezione.



Ti ricorderò, caro Gaetano, per l’insostituibile amico che sei stato e - sono certo - continuerai a essere, adesso che sei tornato al Padre.



Hai saputo raccontarne la bellezza e diffondere la gioia della sua Parola, sempre per costruire ponti, per tessere legami, per avvicinare e mai dividere.



Un uomo di unione, di pace, di solidarietà, di idee.



Un intellettuale che non hai mai dimenticato di tendere la mano al prossimo, come un mite e umile curato di campagna.



Solido e autentico, perché forte nella fede, e proprio per questo sei riuscito a parlare a tutti.



Energico e curioso.



Hai sempre avuto la parola giusta, capace come pochi di leggere tra le pieghe degli occhi e del cuore di chi avevi davanti.



Persone come te, che diffondono la parola di Dio attraverso la bellezza dell’arte e della cultura, consapevoli che è la conoscenza a rendere liberi, e che solo con questa libertà si può fare il bene, non ce ne sono mai abbastanza.



Il Padre ti ha chiamato e noi preghiamo per te.



Ma ci mancherai. Immensamente.



Mancherai a questa città, che non ti sarà mai abbastanza grata per l’entusiasmo, quasi fanciullesco, con cui ne hai risvegliato l’anima, aprendo le porte di quel prodigio di arte e storia che è la tua Rettoria di San Nicola.



L’hai curata come uno scrigno, mai dimenticando che doveva appartenere a tutti, affinché tutti ritrovassero le proprie radici di catanesi e cristiani.



Mancherai a questa città, per l’amore e la devozione filiali che hai sempre avuto per l’amata Patrona Agata.



Mancherai alla nostra Arcidiocesi, che ha avuto in te uno dei più sinceri e autentici testimoni di amore per Cristo e la sua Chiesa.



Mancherai alla Fondazione ODA, ai suoi ragazzi e ai suoi dipendenti.



Quell’ODA che hai contribuito a guidare, con la tenacia e la solidità del comandante al timone della nave in tempesta, e che non è mai uscita dal tuo cuore.



E se adesso naviga in acque meno tormentate è anche grazie alla fiducia che mi hai sempre infuso, quando mi rivolgevo a te per non perdere la speranza di guidarla fuori dalla tormenta.



Punto di riferimento discreto, silenzioso e concreto.



Senza vacillare, trovavi la strada e conducevi chi si perdeva sul suo sentiero.



So che ci stai guardando, con quel vigoroso sorriso che ci mancherà immensamente.



Guidaci ancora, Gaetano. Non smetteremo mai di avere bisogno del tuo esempio."


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