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Moscato si difende: "Sfiorato dall'inchiesta, mai citato dai collaboratori di giustizia"

16-06-2016 13:52

Serena Di Stefano

Cronaca, Giuseppe Nicosia, vittoria, casa di riposo, fondi psr, agricoltura siciliana, camera di commercio catania,

Moscato si difende: "Sfiorato dall'inchiesta, mai citato dai collaboratori di giustizia"

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A tre giorni dal ballottaggio, una bufera giudiziaria si è abbattuta su Vittoria coinvolgendo i più importanti volti politici della città: dal sindaco uscente Giuseppe Nicosia ai due sfidanti in corsa per la poltrona di primo cittadino, Giovanni Moscato e Francesco Aiello. Durissima la reazione di Moscato: "Su 14 pagine del decreto di perquisizione, 13 e mezzo sono dedicate a Nicosia e Aiello"



Arrivano le prime reazioni in merito all'inchiesta che sta facendo tremare il mondo politico locale e non solo. L'ombra di intrecci elettorali tra politica e mafia è infatti al centro delle scottanti dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, Biagio Gravina e Rosario Avila.



Nove gli indagati, di cui sette esponenti politici che hanno partecipato alle ultime due competizioni elettorali. Ma a farne un unico calderone, secondo Giovanni Moscato, avvocato 39enne sostenuto dalla coalizione di centrodestra, si tratterebbe di un grave errore. E ci spiega perché.



"In tutto il decreto di perquisizione vengo citato soltanto due volte e mai dai collaboratori di giustizia. Sono citato la prima volta nel capo d’imputazione per forza di cose e poi perché un candidato delle mie liste ha dei parenti che non sono proprio brave persone. Ma io di lui ho piena fiducia, è una persona meravigliosa, un panettiere che ha preso 240 voti, quindi non è stato nemmeno eletto. Mi permetta di pensare che se la mafia in una città di 63mila abitanti sceglie un consigliere comunale, non prenda solo 200 voti.



Ci tengo a sottolineare che, in tutte le indagini, non vengo mai citato dai collaboratori di giustizia a differenza di tutti gli altri. Avila mette in mezzo Campailla (che si è candidato con me) dicendo che ha chiesto dei voti a persone ma non si sa in cambio di cosa. Io vengo indagato per proprietà transitiva perché Campailla si trova nelle mie liste e, tra l’altro, prima si trovava nelle liste di Aiello".



Giovanni Moscato usa parole forti per sottolineare la sua estraneità all'indagine:



"Non so perché mi trovo all’interno di questo decreto. Ho la sensazione che qualcuno voglia annullare queste elezioni. Capisco che mettano in mezzo Aiello su cui ci sono dichiarazioni pesantissime, fra l’altro è una cosa che denuncio da 7 mesi in questa campagna elettorale. Altre cose che abbiamo sempre denunciato e che ora dicono i collaboratori riguardano pure il sindaco uscente. Su 14 pagine di perquisizione, 13 e mezzo sono dedicate a Nicosia e Aiello".



Intanto, l'altro candidato che andrà al ballottaggio, Francesco Aiello, storico esponente del Pci, deputato regionale per tre legislature, ex assessore regionale all’Agricoltura, e più volte sindaco di Vittoria, ha annunciato un comizio in cui parlerà di quella che definisce una "Brutta storia".



"Alcune agenzie e alcuni giornali stanno nascondendo nomi fatti e circostanze relativi agli avvisi di garanzia di stamattina e cercando di mestare nel torbido. Ho già chiesto alla Procura di essere sentito e interrogato con urgenza. Vi aspetto al comizio. Adelante!"



E proprio sull'ipotesi di far saltare il ballotaggio, è intervenuto il M5S con la richiesta di ritirare i due candidati indagati. "La situazione del comune di Vittoria in provincia di Ragusa è assolutamente preoccupante. Entrambi i candidati sindaci sono indagati per voto di scambio politico mafioso. Ci domandiamo con quale animo i cittadini di Vittoria possano votare al ballottaggio davanti ad una situazione così paradossale e assurda, comunque vada sarà eletto un sindaco sotto indagine per uno dei più gravi reati che legano politica e mafie. Chiediamo che vengano ritirati i candidati".


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