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Regionali, Meloni e La Russa provano ad imporre Renato Schifani imputato a Caltanissetta, gli avversari tirano

12-08-2022 17:48

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus, Regione,

Regionali, Meloni e La Russa provano ad imporre Renato Schifani imputato a Caltanissetta, gli avversari tirano un sospiro di sollievo e Cateno De Luca esulta

Sembrava insuperabile la parodia di Cetto La Qualunque

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Sembrava insuperabile la parodia del politicante meridionale inventato da Antonio Albanese nel lontano 2011.

 

E invece il mitico Cetto La Quanlunque è stato superato. A destra.

 

L'ultima caricatura è offerta da quanto sta accadendo intorno alla designazione del candidato del centro destra alla presidenza della regione siciliana.

 

A svolgere il ruolo di attori protagonisti della commedia una, considerate queste ultime performance, "candidata a non essere mai premier," Giorgia Meloni, ed i suoi colonnelli temporaneamente usciti dai sarcofagi in cui riposavano da anni e assurti a meteoriche ribalte madiatiche grazie a sparate a raffica una dietro l'altra.

 

Comprimari i vertici di Forza Italia, movimento sempre più asfittico che poteva aspirare ad un ruolo riprendendosi uno spazio moderato ed inveca ha deciso di suicidarsi lasciando di farsi impallinare i candidati che potevano in qualche modo rappresentare una speranza di successo.

 

Pazzesca la sudditanza di farsi imporre il veto alla candidata Prestigiacomo con l'assurda accusa che sarebbe sensibile ai diritti umanitari e civili, per poi costringere l'intera coalizione ad esprimere giubilo per la candidatura nientemeno che di un esponente di vecchissima guardia e per di più imputato in un bruttissimo processo.

 

Stupefacente infatti l'idea di mettere in una "rosa di candidati", e quindi di sceglierlo come papabile giusto giusto uno degli imputati eccellenti di uno dei processi più inquietanti degli aulti decenni, quello al "Sistema Montante" ancora mai realmetne chiarito.

 

Hanno infatti, almeno così pare, proposto una sorta di terna agli "alleati", e meno male che sono alleati, ai quali non è sembrato vero di poter scegliere il più improbabile: nientemeno che Renato Schifani, 72 anni e parecchi aspetti interessanti leggibili persino su Wikipedia.

 

Immediata la reazione degli altri schieramenti che esultano ad una scelta che pare dare ossigeno ai competitor.

 

Dal mondo 5Stelle, che ancora non è chiaro se giocherà la partita al fianco del PD sostenendo Caterina Chinnici, interviene subito il referente siciliano Nuccio Di Paola: “Complimenti a tutto il centrodestra per la scelta del senatore Renato Schifani come candidato alla Presidenza della Regione siciliana. Pare che la scelta l’abbia fatta FdI da una rosa di nomi proposta da Silvio Berlusconi. Se così fosse, auguriamo al senatore Schifani buona campagna elettorale, impegnato anche, come risulterebbe, nel processo al cosiddetto “sistema Montante” dove sembrerebbe imputato per rilevazione di segreto d’ufficio”.

 

In atto infatti Renato Schifani, scelto da Meloni e La Russa che così provano a fregare Berlusconi che si vedrà rivangare tutte le sue vecchie storie, risulta imputato in uno dei processi collegati all'inchiesta sul "Sistema Montante" in cui le accuse a vari soggetti riguardano "un'associazione a delinquere finalazzata a commettere più reati contro la Pubblica Amministrazione, accessi abusivi ai sistemi informaticie rivelazioni di segreti d'ufficio".

Roba pesante, che in caso di condanna aprirebbe l'ennesimo scenario devastante, ma che già da adesso mostra l'assoluta incapacità di dare una svolta, anche solo formale, ad un sistema ormai esagerato.

 

Ma l'esultanza più forte arriva dal candidato alla presidenza Cateno De Luca, il Sindaco di Sicilia, al quale evidentemente vogliono rendere il gioco più facile del previsto nell'intercettare voto di protesta e anti sistema: “Non poteva esserci miglior personaggio rispolverato dalla naftalina - rilancia con una nota De Luca - che il centro destra poteva trovare per candidarlo al ruolo di opposizione del sindaco di sicilia Cateno De Luca. Schifani rappresenta infatti la sublimazione di quel potere che ha sempre gestito la Sicilia con la intramontabile metodologia dal sapore politico – mafiosa oggi cristallizzata nel processo Montante”, il riferimento è al presunto coinvolgimento di Schifani nel cosiddetto "Sistema Montante" ma anche alle diverse vicende che lo hanno visto a vario titolo in rapporti con personaggi border line della Palermo più "complicata".

 

Insoma, si stanno definendo i contorni di una campagna elettorale che sarà feroce più di quanto si potesse temere, con refliuenze non indifferenti sul piano nazionale che a questo punto è probalile modifichi assetti che sembravano ormai assodati, ma che invece difficilmente potranno sopravvivere allo scempio di questa "trattativa" surreale che neanche per la scelta del parroco di Roccacannuccia sarebbe stata immaginabile.

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