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Camera di Commercio del Sud Est cancellata: commissario entro 30 giorni

26-07-2021 08:00

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, SAC&CamCom, Focus,

Camera di Commercio del Sud Est cancellata: commissario entro 30 giorni

L'art. 54-ter della legge di conversione del Decreto Sostegni Bis ha rotto il giocattolo

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Che cosa abbia "prodotto" dalla sua istituzione nel 2017 la Camera di Commercio del Sud Est, la super camera che ha riunito quelle di Catania, Ragusa e Siracusa, è alquanto misterioso.

 

Tra le cose degne di nota: l'occupazione pressoché totale della SAC aeroporto di Catania, con milioni di euro spesi in consulenze e incarichi "familiari", sponsorizzazioni e pubblicità, a fronte di performance che confrontate con gli altri aeroporti la collocano tra le peggiori società di gestione d'Italia.

 

Poi ci sono i contributi dati ad associazioni di cui fa parte lo stesso presidente Agen e tutta la sua famiglia, nuora compresa. 

 

E ancora la vicenda dell'Ente Fiera di Bicocca, "trattato" dalla Camera di Commercio (ente pubblico) ed in realtà gestito da una società del "Sistema ConfCommercio Catania" di cui lo stesso Agen è presidente.

La società si chiama "Expo Mediterraneo" e nel consiglio di amministrazione siede il figlio di Agen, Vasco.

E ha sede in via Mandrà 8, of course (che è la sede della ConfCommercio).

 

Insomma, ca va sans dire.

 

A parte questo, non sembra che l'attività di questo consiglio camerale del Sud Est sia destinato a passare alla storia, forse alla cronaca, ma alla storia pare decisamente difficile.

 

Anche il "contributo" dato al territorio sfugge, a meno che non si consideri l'oltraggioso aumento del 50% del diritto annuale imposto alle imprese iscritte nonostante una crisi perdurante da anni e definitivamente massacrate dalla pandemia.

 

In ogni caso ha rappresentato un formidabile centro di potere che ha garantito la costruzione a costo zero delle più improbabili carriere che si potessero immaginare.

 

Persino la politica più politicante e scafata si è trovata impreparata ad affrontare l'orda scatenata che si è abbattuta sul territorio facendone scempio.

 

Adesso però il giocattolo è stato frantumato con un'operazione parlamentare che merita uno chapeau per la sua audacia, al netto di quello che accadrà dopo, e cioè la probabile sostituzione di una combriccola con un altra: è sempre stato così negli ultimi decenni e nulla fa presagire scenari idillliaci.

 

Intanto è accaduto che nell'ambito della conversione in legge del "Decreto Sostegni bis" sia stata inserita una norma che rappresenta il capolavoro dell'onorevole siracusana Stefania Prestigiacomo, già ministro di uno dei governi Berlusconi ed esponente storico di Forza Italia, protagonista del mitico "61 a 0" di marca Miccichè.

 

Si tratta dell'art.54-ter:


(Riorganizzazione del sistema camerale della Regione siciliana) – 1. La Regione siciliana, in considerazione delle competenze e dell’autonomia ad essa attribuite, può provvedere, entro il 31 dicembre 2021, a riorganizzare il proprio sistema camerale, anche revocando gli accorpamenti già effettuati o in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nel rispetto degli indicatori di efficienza e di equilibrio economico nonché del numero massimo di ca- mere di commercio, industria, artigianato e agricoltura previsto dall’arti- colo 3, comma 1, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219, e assicurando alle camere di commercio di nuova costituzione la dotazione finanziaria e patrimoniale detenuta da quelle precedentemente esistenti nella medesima circoscrizione territoriale.
2. Nelle more dell’attuazione della disposizione di cui al comma 1, sono istituite, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, anche mediante accorpamento e ridefinizione delle circoscrizioni territoriali delle camere di commercio esistenti e comunque nel rispetto del limite numerico previsto dall’arti- colo 3, comma 1, del citato decreto legislativo n. 219 del 2016, le circoscrizioni territoriali della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Catania e della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani; con decreto del Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con il presidente della Regione siciliana, è nominato un commissario ad acta per ciascuna delle predette camere di commercio.
3. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica ».


Stranamente è scritto in maniera chiara e difficilmente mistificabile: il parlamento ha deciso che la Camera di Commercio del Sud Est non esiste più. Semplice.

 

Entro 30 giorni (TRENTA) devono essere istituite la Camera di Commercio di Catania, che recupera la sua autonomia, ed un altra nuova camera che riunisce quelle di Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani.

 

Quest'ultima "soluzione" pare più cretina del problema che vorrebbe risolvere: pensare di "accorpare" Siracusa a Trapani, 365 chilometri da percorrere bene che vada in almeno 4 ore, è forse la cosa più scema ed impraticabile che si potesse realizzare, ma ci sono riusciti.

Del resto ci siamo abituati a bizzarrie demenziali dei nostri legislatori, chiamiamoli così.

 

In ogni caso l'art.54-ter è legge dello Stato e deve essere applicata: il ministro Giorgetti avrà qualche giorno per nominare il commissario che dovrà eseguirla e, nel frattempo, gestire quel che resta del sistema camerale siciliano.

 

E magari nel fraattempo vendersi l'aeroporto, al limite quello di Comiso se proprio Catania non ce la fanno.

 

Tanto chi se ne frega...

Come, ad esempio:



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