La vera notizia è che la legge e lo statuto comunale, a differenza del recente passato in cui venivano letteralmente e spocchiosamente oltraggiati, stavolta sono stati rispettati: e già questa è cosa buona. Non c’era il pubblico delle grandi occasioni, quello che costringe i messi comunali a sbarrare gli ingressi per garantire l’ordine ed evitare il sovraffollamento dell’Aula. Niente tv a riprendere il momento catartico. La città a quanto pare si è abituata in fretta alla normalità: ad una giunta e un sindaco sempre presenti in aula e che non si sottraggono al confronto con il Senato cittadino.

Hanno anche prelevato un punto all’ordine del giorno e lasciato il discorso del Sindaco Pogliese alla seconda parte della seduta consiliare.

L’appuntamento con la relazione annuale del Sindaco di Catania è stato all’insegna della normalità: Consiglio comunale pieno ma non pienissimo, la Giunta al completo, qualche presidente delle partecipate presente, Enzo Bianco cronico disertore dell’aula.

75 pagine, 16 punti e un’introduzione. Un lavoro corale: ogni assessore ha scritto di suo pugno il resoconto dell’area di competenza. “Tutti insieme abbiamo formato una squadra solida e unita” scrive il sindaco Salvo Pogliese nel suo preambolo.

La relazione viene consegnata in aula subito dopo il sorteggio del nuovo presidente dell’Organo dei Revisori dei Conti. Cartacea, old style. In mano ai consiglieri e alla stampa. Chi segue la cronaca di città sfogliandola non ci troverà niente di nuovo.

Quanto contenuto nei 16 capitoletti che compongono la relazione, infatti, è esattamente quello che ha tenuto banco in questi mesi: i conti disastrati, le casse vuote, il nuovo PRG, il Capodanno offerto dai privati. Ma anche l’aumento della capacità di riscossione della tassa di soggiorno grazie ai nuovi sistemi telematici e all’accordo con Airbnb, i fondi per ultimare 1 19 km della metro Misterbianco-Fontanarossa, la differenziata e il nuovo bando (ormai pronto) per il servizio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

Sono le prime sette pagine di introduzione a fare la differenza e a tracciare una rotta nuova.

“Sono come il gubernator ciceroniano” aveva dichiarato il past sindaco Enzo Bianco nella sua UNICA relazione in consiglio comunale nei 5 anni di mandato (per altro obbligato da una raccolta di firme di ben 26 consiglieri che lo costrinsero a presentarsi in aula per relazionare). “Un timoniere – aveva proseguito – che guida una nave in tempesta con coraggio e con dovizia”: dove ha portato a sbattere nave e inconsapevoli naviganti lo stiamo ancora vedendo e ancora lo vedremo.

Ieri, quella nave inabissata per tre quarti, metafora del Comune di Catania, è stata protagonista anche del discorso del sindaco Pogliese

“Non è questa la sede per giudicare il passato – ha dichiarato il sindaco nel suo discorso – ma abbiamo levato l’ancora e mollato gli ormeggi a una nave incaglaita, per portarla nel mare aperto della navigazione dell’ordine delle cose , con trasparenza e voltando definitivamente pagina”.

E non è l’unica metafora che torna: Pogliese parla anche di semina e di raccolto e lo fa con una citazione di Robert Luis Stevenson. “Non giudicare ciascun giorno in base al raccolto che hai compiuto, ma dai semi che hai piantato”.

I semi a cui Pogliese fa riferimento nel suo discorso sono la sburocratizzazione dell’ente, la rimodulazione della spesa pubblica, la ripresa di finanziamenti che sembravano perduti e l’inizio della progettazione sistematica per intercettare nuovi fondi, la ripresa di progetti “inspiegabilmente abbandonati”.

E traccia così la sua “Catania 2030”. Con il BRT2, BRT3 e BRT4, scrostata dalla “abitudini consolidate” che l’hanno portata nel baratro e con gli obiettivi. Con il waterfront riqualificato, nuove fermate della metro e i primi obiettivi di risanamento dell’ente raggiunti.

Un anno è davvero poco per metter mano ad un’amministrazione ereditata in maniera così devastata e magari nella prossima sarà possibile leggere anche gli esiti delle indagini in corso che, fissando le responsabilità di questo sconcertante dissesto, possano davvero consentire alla città di ripartire depurata dalle troppe scorie che ancora ne inquinano la speranza di riscatto.