Oggi, 19 agosto, si vota per sostituire il direttore del dipartimento Biometech Filippo Drago finito interdetto dalla magistratura; il 23 dello stesso mese l’Università di Catania è stata chiamata dal Decano Vincenzo Di Cataldo alle elezioni per il nuovo rettore. Dal giorno della conferenza stampa da moltissimi lettori ci viene richiesto accesso agli atti, ormai pubblici e pubblicabili, relativi ad una delle più importanti indagini svolte negli ultimi tempi a Catania e che ha letteralmente decapitato l’ateneo catanese. Al di là degli esiti penali della vicenda, si tratta di documenti che raccontano, come ha fatto per anni questa testata ed a futura memoria, molti dei motivi che hanno condotto l’Università di Catania agli ultimi posti di tutte le classifiche mondiali, inquinando il futuro di intere generazioni e intossicando un’intera comunità. Dalla loro lettura è anche possibile farsi un’idea di chi era il vero capo di quella che investigatori ed inquirenti ritengono una pericolosa associazione criminale e chi, con la colpa della debolezza, si è piegato ad un sistema ritenuto ineluttabile e che invece si è rivelato un potere di carta anche se sta tentando di tutto per rimanere in sella. Buona lettura, se ne riparlerà di sicuro…

Ecco le 676 pagine dell’ordinanza del GIP con le misure cautelari relative all’indagine “Università Bandita”.