Pensavamo che le due mega acquasantiere che campeggiano al centro del rosa marmoreo della nuovissima fontana monumentale del Tondo Gioeni, appena inaugurata dal sindaco Bianco, fossero il massimo dell’immaginazione kitsch partorita dalla creatività dell’architetto Mirone. Ma la firma del primo cittadino in calce al “monumento” questo no, davvero non ce lo aspettavamo

Quell’”Enzo Bianco sindaco” con tanto di data ha superato ogni nostra più fervida fantasia. Come un imperatore, un faraone che ama compiacersi ed essere compiaciuto ma soprattutto essere ricordato dai posteri, il sindaco ha voluto anche lui lasciare ad imperitura memoria, una traccia su ciò che di più brutto è stato fatto negli ultimi anni. Senza contare i sacrifici degli automobilisti per cinque anni di traffico infernale con annessi imbottigliamenti e il modico prezzo pagato sempre dai cittadini di un milione di euro (fra l’altro sottratti alla pista ciclabile da piazza Europa alla stazione). Forse avrebbero dovuto essere loro a firmarla ma immaginiamo, almeno a giudicare dal web, che nessuno avrebbe avuto voglia di intestarsi quest’obbrobrio.

I nomignoli che il popolo del web ha affibbiato a questo monumento alla bruttezza sui social network ormai non si contano più. Si va dal più tranquillo “acquasantiera” a “bidet”, “lavandino”, “orinatoio”, “vasca da bagno”, “abbeveratoio”, “tomba”, “fonte battesimale”, “cozzola rosa”,  “marmoriano”,  insomma di tutto e di più ovviamente accompagnato dai più coloriti commenti e da foto esilaranti.

Poi quell’effige della Dea Atena sopra quella del Liotro fa davvero apparire il tutto come un altarino pagano. E forse dobbiamo ringraziare l’architetto per non aver pensato all’immagine del nostro sindaco al posto della dea della sapienza.

Inoltre, sempre sui social, sono state postate anche fotografie dell’acqua che scorre fuori dalle vasche. Probabilmente non si è pensato neanche ad un canale o più semplicemente a grate di scolo. Marciapiedi e parte della carreggiata sono stati inondati dall’acqua e se con questo caldo potrà non dispiacere, d’inverno in effetti non sarà il massimo essere raggiunti dalle spruzzate fuori controllo. Pensiamo soprattutto a quei poveri pedoni di passaggio o a quelli, pochi, che avranno il piacere di fermarsi ad ammirarla; sarebbe meglio suggerire loro di indossare un impermeabile prima di avvicinarsi.

Il passaggio d’altronde sembra obbligato perché camminare dall’altro lato della carreggiata è impresa ancora più ardua, con tutte quelle aiuole lasciate, ancora dopo cinque anni, alle erbacce e ai muretti diroccati e pericolosi, con massi coperti da ghiaia sottile messa lì solo per l’inaugurazione e che verrà portata via alle prime piogge.

Insomma, la montagna ha partorito un topolino indigesto per i catanesi che hanno a lungo sofferto e che adesso si sono scatenati sul web.  Se questo doveva rappresentare uno degli ultimi, disperati tentativi di compiacere la città a sei giorni dal voto, evidentemente siamo al totale fallimento. Ci dispiace per Catania, stavolta è davvero troppo!