Agli arresti domiciliari sono finiti il direttore dell’ispettorato Territoriale del Lavoro Domenico Tito Amich, la responsabile dell’ufficio legale Maria Rosa Trovato, l’ex deputato regionale Marco Forzese, e l’ex consigliere comunale Antonino Nicotra. Misure interdittive invece sono state emesse per Francesco Luca, attuale direttore sanitario dell’Asp di Catania, sospeso per 12 mesi per fatti concernenti sia l’attuale funzione che il suo ruolo di rappresentante legale, dal 2009 al 2015,dell’Enaip (Ente Acli Istruzione Professionale Associazione Agenzie Formative della Sicilia Impresa Sociale – EN.A.I.P. AS.A.FORM Sicilia Impresa Sociale, esercente l’attività di corsi di formazione e di aggiornamento professionale). E poi Ignazio Maugeri, rappresentante legale dell’Enaip, Giovanni Patti titolare dello studio commerciale Patti di Giarre, Orazio Emmanuele rappresentante legale di stabilimenti balneari e aziende  vivaistiche e Salvatore Calderaro, gestore di una tabaccheria a Castel di Judica GUARDA IL VIDEO

Le accuse sono di corruzione continuata, soppressione di atti, falsità materiale e ideologica di atti pubblici in relazione a condotte illecite verificatesi all’interno dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018. Quattro in particolare gli episodi venuti fuori dalle indagini dell’operazione “Black Job” avviate nell’ottobre del 2017, fino allo scorso marzo che hanno rivelato un intreccio di favori tra “amici”, tra cui assunzioni in ospedali, incarichi regionali, garanzia di voti, regali, persino piante.

Nel video pubblicato qui sotto si vede l’ex deputato Forzese nascondere sotto il giubbotto del tabaccaio Calderaro, il fascicolo che lo riguarderebbe, appena preso dal tavolo dell’amico, il direttore Amich, il presunto corrotto. In questo modo, con la sparizione del provvedimento, il tabaccaio non avrebbe dovuto pagare le sanzioni.

Come hanno chiarito i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, coordinati dalla Procura della Repubblica etnea, tutto ruoterebbe intorno all’illegittima archiviazione di verbali delle attività di controllo dai quali sono emerse, spesso, violazioni per lavoratori assunti irregolarmente o “in nero”; in alcuni casi, si sarebbe assistito anche alla materiale sparizione dei verbali stessi e comunque ad audizioni “amichevoli” nelle quali è stata palese la mancata tutela degli interessi erariali in gioco.

Una prima vicenda, ricostruita dalla Procura, avrebbe coinvolto il dirigente Amich, l’ex deputato regionale Marco Forzese e l’imprenditore Calderaro (Bar-Tabacchi) di Castel diIudica (CT). Nell’ottobre del 2017, i tre, nel corso di un incontro nell’ufficio di Amich, occultano un fascicolo relativo al procedimento amministrativo a carico dell’imprenditore destinatario di una sanzione di oltre 6.000 euro; l’imprenditore Calderaro, secondo quanto si legge nel comunicato della Procura, viene definito da Forzese suo “grande elettore” e persona di fiducia in grado di garantirgli un cospicuo “pacchetto” di voti. L’ex deputato regionale si rende disponibile a favorire Amich per il conferimento di incarichi alla Regione Siciliana: in particolare, si tratta della nomina a membro della commissione di esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di consulente dellavoro della Regione Sicilia. In cambio Amich, “agevola illecitamente gli imprenditori amici di Forzese nella definizione a loro favore dei procedimenti amministrativi in materia di lavoro”.

Una seconda vicenda corruttiva coinvolge il direttore Amich, l’attuale direttore sanitario dell’ASP di Catania (Francesco LUCA) e un ingegnere (Ignazio Maugeri). “Luca e Maugeri -scrivono gli inquirenti- nelle loro qualità di rappresentanti legali dell’ENAIP, hanno chiesto indebitamente ad Amich un’attestazione di avvenuti versamenti di somme relative ad assegni familiari riconosciuti ai dipendentidell’ENAIP; tale certificazione è risultata necessaria per fronteggiare un procedimento penale aperto nei confronti di Luca alla sede di Trapani a seguitodi un’ispezione effettuata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro trapanese neiconfronti dell’ENAIP e e dalla quale sono emerse violazioni penali. In cambio, Amich ha chiesto e ottenuto da Luca, in ragione del suo attuale ruolo nell’ASP di Catania, la promessa di assumere a tempo determinato il fidanzato della figlia presso alcuni ospedali etnei”.

Un ulteriore caso vede protagonisti il direttore Amich la funzionaria Trovato e Antonino Nicotra (già consigliere comunale a Catania ai tempi della sindacatura Scapagnini). “Oggetto dell’accordo corruttivo -si legge nella nota- è la definizione dell’entità delle sanzioni amministrative applicate a un call center catanese a seguito di 2 ispezioni eseguite da INPS e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania negli anni 2014 e 2015. Amich provvede a riconoscere un’anomala decurtazione del carico sanzionatorio unitamente a una non spettante rateizzazione del pagamento; in cambio il Nicotra promette il suo appoggio politico presso la nuova giunta regionale siciliana per l’ottenimento e il mantenimento di prestigiosi incarichi dirigenziali. In più, Nicotra richiede ad Amich di trattare una pratica giunta all’Ispettorato (un esposto di un lavoratore) seguendo un iter preferenziale, lasciando intendere che il favore richiesto è utile a garantirgli la disponibilità di un costante “bacino” di voti”.

Un quarto episodio coinvolge la responsabile dell’Ufficio Legale dell’Ispettorato del Lavoro, Rosa Maria Trovato, peraltro già gravata da precedenti giudiziari in tema di reati contro la pubblica amministrazione, l’imprenditore Orazio Emmanuele e il suo ragioniere Giovanni PATTI. “Nel corso di un’audizione tenuta dalla funzionaria alla presenza dei due soggetti viene concordato arbitrariamente -prosegue il comunicato- in dispregio dei doveri di imparzialità, trasparenza e nel pieno “mercanteggiare” della funzione pubblica, il differimento del pagamento di una sanzione amministrativa derivante da un’ispezione effettuata dai Carabinieri presso un lido gestito da Emmanuele. In quest’occasione emerge che Rosa Maria Trovato si è già prodigata per favorire l’archiviazione di ulteriori procedimenti sanzionatori a carico sia di Patti che di Emanuele originati, tra l’altro, da attività ispettive di un reparto della Guardia di Finanza e nelle quali erano state constatate violazioni in tema di lavoro irregolare. In cambio, è stato rilevato che la Trovato si è recata, in due occasioni, nel vivaio di Emanuele per ricevere in dono delle piante”.

L’indagine è consistita nell’analisi meticolosa di decine di procedimenti amministrativi e nell’acquisizione di dichiarazioni di funzionari dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania.

Insomma un’altra storiaccia che ha permesso di tracciare svariati procedimenti amministrativi gestiti in modo parziale dagli indagati e nei quali il potere discrezionale attribuito al Direttore dell’ente pubblico “anziché essere interpretato quale fonte di responsabilità è stato asservito alle volontà dei corruttori comprimendo così definitivamente gli interessi pubblici”.