La Procura di Catania, con una nota ufficiale, conferma la notizia diffusasi in tarda mattinata di una perquisizione ad opera della Guardia di Finanza presso gli uffici del Tar di Catania

L’accusa per Dauno Trebastoni sarebbe di corruzione di atti giudiziari. A confermare la notizia è la stessa Procura della Repubblica, che con una nota delimita anche il cerchio degli indagati e ricongiunge l’operazione di oggi al Sistema Siracusa.

Si legge nella nota che “in relazione alla notizia relativa alla perquisizione effettuate presso gli Uffici del TAR di Catania e riguardante il giudice Dauno Trebastoni, questo Ufficio rappresenta che la perquisizione presso i locali del TAR ha riguardato esclusivamente il predetto magistrato, indagato per il delitto di corruzione in atti giudiziari unitamente ad alcuni avvocati, tra i quali Amara e Calafiore”.

Giuseppe Calafiore e Piero Amara sono imputati a processo in uno dei due filoni del Sistema Siracusa. Ai due legali, i Pm messinesi, contestano la corruzione del magistrato Mineo che, in servizio al Consiglio di Giustizia Amministrativa e in qualità di giudice relatore, avrebbe favorito le società Open Land e Am Group Srl nei contenziosi contro il Comune di Siracusa (Fiera del Sud) e la Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali di Siracusa (villette di Epipoli), riferendo agli avvocati Amara e Calafiore notizie coperte da segreto d’ufficio sullo svolgimento delle Camere di consiglio.

I due avvocati sono in attesa di convalida della pena patteggiata: 2 anni e 9 mesi per Calafiore, 3 anni per Amara e 30 mila euro di multa ciascuno. La decisione arriverà il 21 di febbraio.

Nel frattempo i due hanno deciso di collaborare con la giustizia e fruiranno di misure alternative alla detenzione. Le loro dichiarazioni hanno portato, tra l’altro, all’indagine a carico dell’ex senatore di Ala Denis Verdini a cui è stato notificato un avviso di garanzia per finanziamento illecito dei partiti.