Ci manca solo questa: l’incapacità di controllare e prevenire “operazioni” già avvenute in passato e che distruggono a livello internazionale l’immagine e la reputazione dei più importanti siti turistici e culturali della Sicilia. Cosa succede?

Già l’anno scorso, ma non è certo la prima volta, ad essere colpito il Teatro Antico di Siracusa, del tutto incolpevole nei suoi vertici gestionali che anzi ne sono vittime e parti lese.

Pare infatti vi siano organizzazioni, associazioni e società a vario titolo, con a capo artisti in disarmo o sedicenti tali, che in prossimità delle più importanti stagioni turistiche, quelle più appetibili dal punto di vista commerciale, mettono su vere e proprie campagne di comunicazione con le quali propongono spettacoli nei siti storico-artistici più belli senza tuttavia esserne autorizzati e quando, raramente, riescono con stratagemmi vari ad ottenere spazio, magari cooptando personaggi di grido spesso ignari, si caratterizzano per lasciarsi dietro montagne di debiti in danno di lavoratori, musicisti e fornitori.

Un danno enorme per l’immagine dell’Isola, per la reputazione degli operatori seri che faticano per mettere in scena opere e spettacoli in gradi di accontentare l’importantissimo target del turismo culturale che rimane il più interessante per l’indotto economico che crea sul territorio e che non perdona quando viene coinvolto in veri e propri raggiri.

Quest’anno l’allarme viene da alcune associazioni di consumatori che segnalano come siano in vendita, ed anzi alcuni già venduti, biglietti di un’opera lirica che non risulta nel calendario approvato dalle autorità.

In particolare ci sono stati forniti i link delle biglietterie on line che a quanto pare non si curano di verificare che i biglietti che mettono in vendita siano riferiti ad eventi effettivamente in regola con tutte le autorizzazioni necessarie, con ciò esponendo i loro clienti alla beffa di trovarsi i cancelli chiusi o piuttosto spettacoli che non hanno nulla di quanto promesso.

Caso già verificatosi l’anno scorso presso il Teatro Antico di Siracusa con polemiche e strascichi giudiziari.

A seguito delle nostre richieste di spiegazioni, la gestione (pubblica) del Teatro di Taormina ha diffidato la società individuata come responsabile dell’affaire…ma la vendita continua.

Tra le righe della risposta che l’Ente Parco di Naxos ci ha notificato via PEC si fa riferimento alla “regolarità dei versamenti relativi alla stagione 2017 del Teatro Antico di Taormina, nonché il regolare pagamento delle spettanze dovute alla Soprintendenza di Siracusa”, una precisazione inusuale che fa ritenere da approfondire i tempi dei pagamenti di queste spettanze, per verificare se al momento della scadenza del bando 2018 fossero presenti i requisiti di “regolarità” richiesti.

Insomma, possibile che in Sicilia non si riesca a fare nulla di regolare ed intervenire mai in tempo, anche a tutela dell’immagine di questi splendidi siti e di un settore strategico per l’economia siciliana, che richiede la produzioni di eventi d’eccellenza ad opera di organizzazioni serie capaci di attrarre quel turismo di qualità a cui non bastano più il sole e il mare, ma pretendono giustamente qualità e professionalità adeguate con il rispetto degli impegni presi secondo le regole, come avviene in tutti gli altri paesi civili.