A dare notizia in consiglio comunale del disastroso risultato il consigliere Niccolò Notarbartolo. Il decreto del presidente del consiglio il 6 giugno ha approvato i progetti di ben 451 comuni finanziandone i primi 46: di quello del comune di Catania annunciato con la solita cerimonia e conferenza stampa neanche l’ombra. E la Città continua a mangiare firme, protocolli, sopralluoghi e passerelle!

Il 2 novembre 2015 il consueto appuntamento in giacca e cravatta.

Stampa mondiale convocata presso la sede della VI Municipalità, stradale San Giorgio 27, ore 10: “Il sindaco Enzo Bianco, gli assessori Salvo Di Salvo e Rosario D’Agata  con il presidente della Circoscrizione Lorenzo Leone presentano il piano dei progetti di riqualificazione per Librino “Città nella Città”.

Bravi, applausi.

Successivamente alla presentazione urbi et orbi, il presidente della Commissione consiliare lavori Pubblici Niccolò Notarbartolo convoca per la seduta del 24 novembre l’arch. Rosanna Pelleriti, dirigente del Servizio Progetti Speciali, per ottenere chiarimenti sull’operazione.

Tutto bene, tutto pronto. Si legge nel verbale!

E infatti, l’indomani, il 25 novembre, l’immancabile comunicato dell’Ufficio Stampa del comune di Catania dal consueto titolo apologetico: “Tutto pronto per partecipare al bando nazionale per la riqualificazione di Librino”.

E nel comunicato si legge: “Nei primi giorni di questo mese il sindaco Enzo Bianco, insieme all’assessore all’Urbanistica e al Decoro Urbano, Salvo Di Salvo, con il presidente della circoscrizione Lorenzo Leone, aveva presentato il progetto, in un’affollata assemblea a Librino, gli interventi che riguardano le strade, i parchi, gli orti botanici, il recupero di edifici e richiesto e poi ricevuto spunti, sollecitazioni, proposte. Uno straordinario programma di recupero non solo di Librino ma anche di San Giorgio e dei quartieri vicini come il Villaggio Sant’Agata, Santa Maria Goretti, Vaccarizzo.
“Nel progetto – aveva detto, tra l’altro, il sindaco Bianco – c’è un programma che rappresenta uno degli elementi fondamentali del ‘Patto per Catania’ che stiamo per sottoscrivere con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta della disponibilità di 300 milioni di euro, una cifra consistente che, tra l’altro, potrà dare lavoro a centinaia di persone e riqualificare una parte importante della nostra città”.
Quindi non una serie di semplici interventi strutturali ma azioni concrete che tengono conto dell’aspetto sociale, di quello occupazionale, della marginalità e della disoccupazione. Tutto ciò con il coinvolgimento attivo delle realtà presenti nella zona sud di Catania.
L’Amministrazione ha dunque stabilito un Programma di riqualificazione definito “Città nella Città” mediante la predisposizione di un Parco progetti composto da un insieme coordinato e sinergico di interventi edili e sociali, da finanziare mediante la partecipazione a bandi regionali, nazionali, europei e di privati, capaci di innescare processi di riqualificazione e rigenerazione urbana per la riduzione di marginalizzazione e degrado sociale e per il miglioramento del decoro urbano e del tessuto sociale. Le proposte selezionate hanno quindi concorso a formare un parco progetti che sarà presentato per rientrare nel finanziamento previsto.
Si tratta – ha ricordato il sindaco Enzo Bianco – del più importante intervento di urbanizzazione secondaria su Librino dopo quello degli anni ’90 effettuato con i fondi Gescal. Oggi c’è un altro passaggio con una filosofia adeguata al tempo. Un investimento che rafforzi i soggetti aggregatori, specie quelli che già ci sono ed hanno dimostrato di funzionare. Innanzitutto le scuole, alcune strutture religiose cattoliche e non, e le associazioni di volontariato”.

Fuochi da artificio e mortaretti.

Quantità di chiacchiere ormai imbarazzanti e patetiche, espressione di un governo della città che non esiste oltre la grottesca rappresentazione di un sè inconcludente e ormai davvero dannoso.

La realtà è che il 6 giugno 2017 il presidente del consiglio ha firmato  il decreto che individua i “progetti da inserire nel Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate.”

Vi hanno trovato spazio ben 451 comuni d’Italia, molti siciliani e persino della provincia di Catania ed i primi 46 potranno utilizzare la bellezza di 75 milioni di euro.

Sono entrati in graduatoria 451 comuni d’Italia.

Del  super progetto con il “più importante intervento di urbanizzazione secondaria, coordinato, straordinario, coinvolgente, sinergico, rigenerante, riqualificante” presentato dal sindaco Bianco “in un’affollata assemblea a Librino”…neanche l’ombra!

Tra 451.