È stata una grande prova di professionalità e coraggio quella offerta alla Sicilia dal super team della Videobank capitanata dal general manager Lino Chiechio con l’amministratore unico Maria Guardia Pappalardo. Dopo aver superato mille ostacoli burocratici e vere e proprie aggressioni, sono riusciti in soli 20 giorni a riportare Taormina al centro dell’attenzione del jet set internazionale con una serata conclusiva ricca di star di prima grandezza. Straordinario il lavoro svolto dai direttori artistici Silvia Bizio e Gian Vito Casadonte che, con il capo della comunicazione Fabio Tracuzzi, hanno realizzato un evento finalmente di grande successo e che ha visto nella serata conclusiva, trasmessa in diretta anche da Sudpress e impeccabilmente condotta da Salvo La Rosa, il suo momento clou che apre la strada ad una strepitosa edizione 2019: di questi eventi, fatti bene, con amore e professionalità, ha bisogno la Sicilia per riprendersi il posto che gli spetta, restituendo prestigio alle sue istituzioni e produrre sano e duraturo lavoro per tanti!

Lasciamo parlare gli organizzatori, con i messaggi che hanno voluto trasmettere nel loro racconto finale di questa rassegna: “Si è conclusa con successo nella suggestiva cornice del Teatro antico la 64esima edizione del Taormina Film Fest, siglata Videobank, società siciliana guidata dal General Manager Lino Chiechio e dall’amministratore unico Maria Guardia Pappalardo.

Sul palco a scandire i tempi di una magico evento, con cui si è chiuso il Taormina Film Fest 2018, per la direzione artistica di Gianvito Casadonte e Silvia Bizio,  il conduttore e giornalista siciliano Salvo La Rosa, che ha svelato, introdotto e fatto conoscere al pubblico i personaggi che hanno caratterizzato questa edizione di un Festival, che non solo è stato nel segno delle donne, con una giuria tutta al femminile composta da Martha De Laurentiis, Eleonora Granata, Maria Grazia Cucinotta, Donatella Palermo e Adriana Chiesa, ma che ha saputo accendere con la grande arte del Cinema  d’Autore, i riflettori sulle tematiche sociali su cui è necessario riflettere.

Il tema dei diritti umani, i diritti inalienabili dell’individuo, non è mancato di emergere nelle masterclass “in conversazione con Silvia Bizio” ed è stato affrontato attraverso film, corti e documentari che hanno puntato la macchina da presa sul tema del femminicidio (Monica Guerritore), del bullismo (Maria Grazia Cucinotta), l’inclusione sociale con l’attenzione al diverso (Be Kind, Sii gentile,  di Sabrina Paravicini con il figlio Nino, giovane regista di 12 anni affetto dalla sindrome di Aspenger), e poi ancora l’attualissimo tema dell’accoglienza, ha visto l’Italia, la Sicilia, ma vede soprattutto Lampedusa in prima linea, con grandissimi sforzi e impegno, per salvare vite umane.

Ed è proprio che su questo tema arriva il primo premio della serata, il premio Cirs Comitato italiano reinserimento sociale, al film “Road to Lemon Grove” di Dale Hildebrand con protagonista Charly Chiarelli. Sullo stesso tema il Premio Angelo D’Arrigo, consegnato da Laura Mancuso a colui che è stato definito “il medico dei migranti” Pietro Bartolo di Lampedusa.

Per volontà dei vertici di Videobank, quest’anno è stato istituito il premio Sebastiano Gesù, in ricordo del critico cinematografico siciliano, scomparso lo scorso 2 luglio, che quest’anno è andato a Luca Vullo per “Cca Semu”. E ancora il premio Ferrari De Benedetti, consegnato dalla giornalista Paola Ferrari, è stato assegnato ad Alfredo Lo Piero per “La Libertà non deve morire in mare”. Il Premio Videobank, consegnato da Ginevra Chiechio, è andato a Lello Analfino, leader dello storico gruppo musicale Tinturia.

Si è entrati quindi nel clou della serata finale con l’arrivo sul palco della grandi Star ed i prestigiosi e più ambiti premi del Taormina Film Fest 2018.

Il Premio Tauro D’Oro a Maurizio Millenotti per i costumi di “The Happy prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wild”.

Il Premio Tauro d’Oro alla carriera all’attore statunitense Matthew Modine.

Due premi Tauro d’Oro alla carriera, uno come miglior attore ed uno come miglior regista sono stati conquistati da Rupert Everett sempre per “The Happy prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wild”.

Ed ancora il Premio Tauro d’Oro alla carriera per l’attore statunitense Richard Dreyfuss, che nel sottolineare di essere felice di ricevere premi ed essere elogiato per il suo lavoro, attribuisce agli italiani «il merito di aver creato il grande cinema. I registi italiani  – ha detto Dreyfuss – hanno forgiato un percorso da seguire per tutti gli altri»

Si torna poi a premiare l’eccellenza italiana con il Tauro D’Oro alla Carriera dell’attore, regista e sceneggiatore Michele Placido, che ha rivendicato sul palco le sue origini come attore di teatro, ma per il quale il «Cinema italiano sta bene.  Si dice che il cinema italiano è in crisi – ha spiegato Placido  – ma in realtà cambia solo il modo di fare cinema perché il pubblico c’è sempre. Il cinema lo vedi in televisione o attraverso le serie, sempre cinema è. Non si potrebbero produrre film se non c’è un successo, che in questo momento il cinema italiano vive anche attraverso le serialità»

Come miglior film indipendente il Tauro D’Oro è stato assegnato ad Angelica Zollo per il film “Trauma is the Time Machine”. Il premio Taormina Arte Award come miglior produttore è andato a Gianluca Curti. Il Taormina Arte Award come miglior distributore a SunFilm Group. Menzione speciale per Be Kind di Nino Monteleone e Sabrina Paravicini.  Il Taormina Arte Award per la migliore sceneggiatura a Leave no race di Debra Granik.  Il Taormina Arte Award come migliore attore è stato consegnato ad Alberto Mica per il film “Transfert” di Massimiliano Russo. Il Taormina Arte Award come miglior attrice a Leven Rambin per il film “Tatterdemalion”. Il Taormina Arte Award per la miglior regia a Lorena Luciano e Filippo Piscopo per il film “Will be caos”. Ed infine il Taormina Arte Award come miglior film a “Once upon a Time in November” di Andrzej Jakimovski.

Nel corso del Gran Galà della 64esima edizione del Taormina Film Fest non è mancatala la musica con l’Orchestra a Plettro di Taormina, e poi in ricordo della strage di via D’Amelio con l’attore palermitano Tony Sperandeo, che ha raccontato un toccante sogno che lo vedeva nei panni di un giornalista  che, dopo un volo in aereo che non è più atterrato in una Sicilia scomparsa, incontrava i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che chiedeva di non essere più commemorati finché non si riesce a capire per mano di quale mafia sono stati uccisi.”

A noi, da osservatori, non resta che fare i più ammirati complimenti per quanto sono riusciti a realizzare le donne e uomini di Videobank in così poco tempo e attendiamo con ansia l’edizione 2019 che sarà sicuramente un’occasione fantastica per promuovere quel turismo di alto livello che la nostra splendida Isola merita e di cui ha disperato bisogno per poter ripartire: finalmente!