Pesantissima l’accusa lanciata da una delle prime firme de La Repubblica Attilio Bolzoni durante la sua audizione in commissione antimafia dell’ARS presieduta da Claudio Fava. 

A diffondere stralci dell’audizione è l’ANSA: “Dall’audizione di oggi viene fuori un forte pressing fatto dall’ex sindaco di Catania Enzo Bianco sull’editore di Repubblica per evitare che Bolzoni seguisse il caso Montante”. Lo dice il presidente dell’Antimafia regionale, Claudio Fava, al termine dell’audizione in commissione del giornalista Attilio Bolzoni, ascoltato nell’ambito dell’istruttoria aperta sulla vicenda di Antonello Montante, l’ex presidente di Sicindustria arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Bolzoni ha riferito alla commissione antimafia delle pressioni effettuate da Bianco nei confronti di editore e direttore de La Repubblica i quali però lo esortarono ad andare avanti tranquillamente nel proprio lavoro.

Ha reagito l’ex sindaco di Catania rilasciando una dichiarazione: “Leggo con profondo disappunto una incredibile dichiarazione attribuita al giornalista Bolzoni. Non ho mai esercitato alcun pressing, né forte né debole, sull’Editore di Repubblica per evitare che seguisse le vicende di Montante”. E ha aggiunto: “Solo uno che non conosce la cultura e le regole di Repubblica potrebbe commettere – aggiunge – un clamoroso errore di questo tipo. Manifestai invece la sorpresa e l’apprezzamento per Montante, allora condiviso da tanti per il suo operato come Presidente di Sicindustria. Ovviamente tutelerò la verità nelle sedi giudiziarie”. Attenderemo che venga formalizzata la querela per darne notizia.

In realtà, al di là delle affermazioni del giornalista Bolzoni, resta agli atti la dichiarazione che Enzo Bianco ritenne opportuno rilasciare con un suo comunicato il 9 febbraio 2015, proprio quando La Repubblica diffuse la notizia che Antonello Montante risultava indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa: “Ho riflettuto a lungo – dichiarò l’allora sindaco di Catania Enzo Bianco – prima di prendere la parola sui sospetti lanciati contro il Presidente Montante. Il ruolo che i pentiti hanno avuto nei colpi inferti a Cosa Nostra è indubbio. Ma sappiamo anche che tante, troppe volte dichiarazioni infamanti hanno colpito persone insospettabili, talvolta proprio nemici dichiarati delle organizzazioni mafiose. Antonello Montante in questi anni ha assunto con coraggio posizioni nette. L’esperienza degli imprenditori siciliani che hanno denunciato non sarebbe esistita senza la sua determinazione. Nessuno emetta condanne senza avere verificato con ogni necessaria attenzione le dichiarazioni di cui si parla. Ho la massima fiducia che la Magistratura vaglierà con assoluta imparzialità quelle affermazioni, che esaminerà i riscontri e che lo farà presto. La Sicilia che ogni giorno combatte contro la mafia ne ha bisogno”.

Una dichiarazione, alla luce di quanto oggi noto, probabilmente alquanto imprudente che avrà avuto le sue ragioni.

Adeso non c’è che da attendere che anche su questi aspetti si faccia luce.