Oltre allo schifo che c’è per le strade, Catania è anche tra gli ultimi comuni della Sicilia nella percentuale di raccolta differenziata: al 321esimo posto, una vergogna! Quello dei rifiuti, per come ridotto dall’amministrazione Bianco tra gare deserte, “appalti ponte” prorogati, arresti e interdizioni dei più stretti collaboratori del sindaco, è un settore che oltre a riempire i faldoni della Procura della Repubblica, produce danni diretti alla salute dei cittadini ed anche alle loro tasche. La Regione ha infatti pubblicato il decreto che prevede un costo di 20 milioni di euro per il trasferimento dell’immondizia fuori dall’isola e verrà pagato da quei comuni che non raggiungono il 35% di raccolta differenziato. La Catania dell’era Bianco è vergognosamente ferma sotto al 9%. E paghiamo ancora grazie a questi incapaci.

Con la situazione emergenziale, dovuta allo scarsissimo livello di raccolta differenziata in tutta l’Isola, con molti comuni non virtuosi e le discariche sature fino all’esplosione, la Regione, a marzo scorso, fissa un termine, il 31 maggio e una percentuale di raccolta da raggiungere, dimezzata rispetto alla soglia del 65% imposta dall’Europa. Appena il 35%, il “minimo sindacale”. I Comuni che andranno oltre potranno conferire in discarica solo il 70% dei rifiuti, il resto sarà trasferito fuori dalla Sicilia a carico delle città inadempienti, leggasi i cittadini. L’amministrazione Bianco, incapace di arrivare a quel 35%, nonostante già un anno fa, come Sudpress scrisse a maggio 2017, si beasse di poter raggiungere il 30%  in pochi mesi con il nuovo “appalto ponte”, pare abbia provato a chiedere alla Regione una proroga. Ma da Palermo arriva dura la risposta: “Nessuna  proroga, i tempi erano ben precisi e noti, non è stata una cosa fatta dall’oggi al domani”.

Una bella legnata dunque rischia di abbattersi non tanto sull’Amministrazione, i cui vertici certo non pagheranno di tasca propria, ma sui cittadini, con un possibile aumento della tassa a loro carico.

In questi anni di amministrazione disastrosa, il sindaco Bianco e la sua Giunta non solo non si erano accorti che attorno a sé e ai rifiuti si era costruito tutto un sistema di corruttela, ma non sono stati capaci di realizzare un bando adeguato al mercato, tanto che la gara multimilionaria è andata deserta per ben quattro (QUATTRO!) volte e ancora il nuovo avviso non è pronto.

“A Catania la differenziata non viene fatta da anni, e si vede -dicono dalla Regione- malgrado ci sia una legge che stabilisce di raggiungere la soglia del 65%. Nessuno sta inventando nulla oggi; non c’è più spazio per i rifiuti indifferenziati nelle discariche, che devono necessariamente essere portati fuori. La Regione troverà spazio solo per una parte di questi, fino al 70%, ma il resto dovrà essere mandato fuori da ogni singolo Comune non in regola. Il problema dell’appalto sui rifiuti a Catania è una responsabilità dell’Amministrazione e chi inquina di più paga, così come chi produce di più senza una buona differenziata, deve portare fuori il sovrappiù a sue spese, c’è poco da fare. Un problema ben noto a tutti, si sapeva già da tempo, c’è una legge e il Comune deve adeguarsi. Sulla mancata raccolta differenziata poi l’Amministrazione risponderà dei danni erariali alla Corte dei Conti”.

Con l’avviso pubblico esplorativo, pubblicato dal dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, si è evidenziata infatti l’intenzione ad effettuare un’indagine di mercato per manifestazioni di interesse al trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti, fuori del territorio siciliano dato l’esaurimento delle discariche.

Nell’avviso c’è ovviamente il passaggio relativo al costo aggiuntivo che bisognerà recuperare per trasferire la quantità di rifiuto eccessiva, fuori dalla Sicilia, con la conferma di un costo notevole annuo in più, da spalmare appunto sui Comuni non virtuosi, cioè quelli che non raggiungeranno entro fine mese il 35% di differenziata.

Per questo motivo, nel provvedimento recente si legge: “Il presidente ha inoltre disposto che il dipartimento dovrà contingentare ai Comuni il Rur da conferire in discarica nella misura massima del 70% del quantitativo totale prodotto nel periodo di riferimento. Da ciò ne consegue che i comuni che non raggiungono il 35% di differenziata entro la data saranno autorizzati a conferire nelle discariche una quantità di rifiuti non superiore al 70%. Le quantità eccedenti (peraltro prodotte in violazione alla norma sull’obbligo della differenziata saranno pertanto quelle che dovranno essere smaltite fuori Regione”.