Nella cassetta delle posta … Premessa: si tratta di atti giudiziari, faldoni di migliaia di pagine di cui stiamo verificando la pubblicabilità, non volendo in alcun modo interferire con indagini che non sappiamo ad oggi a quale punto dell’iter siano. Un fatto è certo: quando un organo di stampa, e ancor di più con una linea editoriale d’inchiesta, entra in possesso di notizie di pubblica rilevanza assume il DOVERE di portarle a conoscenza della Pubblica Opinione, ancor di più quando queste notizie attengono a centri di potere e loro esponenti. In questo caso il quadro che emerge è davvero preoccupante, coinvolgendo i massimi rappresentanti di una categoria professionale da qualche tempo, ed in maniera senza precedenti, al centro di più di una bufera. PRIMA PUNTATA

Le indagini di cui si parla, estremamente approfondite ed eseguite con grande professionalità e notevole dispiego di mezzi tecnici investigativi, fanno ipotizzare “la sussistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di delitti contro la Pubblica Amministrazione; nello specifico, vi erano concreti ed attuali motivi per ritenere che i dirigenti sanitari in epigrafe indicati, avendo ruoli di vertice in seno all’Ordine dei Medici di Catania, per interessi e profitti personali, nonché per una gestione personalistica della compagine istituzionale in questione, fossero proclivi ad abusare, in particolare, dello strumento disciplinare compiendo sistematici abusi d’ufficio, il tutto nell’ambito di un ben preciso disegno delinquenziale, indefinito nel tempo e variegato nell’essenza.

Da qui parte tutto e, a strascico,  ad ogni conversazione intercettata dagli investigatori pare aprire sempre nuovi scenari.

E c’è di tutto.

La gestione di questo “ordine” appare molto più che “personalistica”, con un controllo maniacale persino delle opinioni dei singoli iscritti che vengono addirittura “monitorati” dalla “squadra di comando” per i “like” che mettono su articoli di stampa critici nei confronti della gestione dell’ordine stesso, anticipando violente reazioni.

Ma c’è anche, e più inquietante ancora, il capitolo della gestione della Commissione per le invalidità, con alcuni “interventi” decisamente debordanti, per non dire della selezione dei candidati alla Scuola di Medicina Generale, dei concorsi per una cattedra ordinaria, degli scontri tra medici.

Altrettanto angosciante il costante tentativo di attivare rapporti con quei rappresentanti delle istituzioni deputati al controllo dell’esercizio dei poteri, attraverso cene e conventicole che vengono subito raccontate come dimostrazioni del “potere” proprio o di qualcun altro, facendo intendere “protezioni” che ci auguriamo, anzi ne siamo certi, rimangono frutto della millanteria di questi personaggi.

Ancor di più colpisce l’arroganza miserabile di chi si vanta di aver “fatto un bordello” con un altissimo rappresentante delle Forze dell’Ordine per aver ricevuto una multa di 28 euro perché beccato a circolare con un fotocopia del libretto di circolazione: episodio minore, banalissimo se vogliamo, ma chiaramente indicativo della spregiudicatezza di alcuni personaggi che a quanto pare hanno perso qualsiasi freno inibitore.

Ci fermiamo qui, per il momento, in attesa di verificare lo stato dell’indagine, anche se dalla documentazione sinora analizzata appare chiaro che le persone indagate sono già state ascoltate dagli inquirenti e quindi consapevoli di quanto sta accadendo, con ciò affievolendo l’eventuale segretezza di queste informazioni.

A noi spetta il compito di informare i lettori di cosa accade nei luoghi di potere, nella speranza che qualcuno intervenga a limitarne una deriva che ha ormai superato ogni limite accettabile.

Continua…