È l’effetto del dissesto. Le aliquote sono alle stelle, mentre i servizi pian piano vengono meno. Ed è allarme sociale.
A protestare ieri i lavoratori della cooperativa Azione Sociale, ma soprattutto i genitori dei ragazzi disabili che da ieri sono senza assistenza igienico personale. Un servizio essenziale, partito in enorme ritardo e adesso totalmente soppresso.Ieri mattina, lunedì 1° aprile, alle 9:30, in Piazza Università si è lavato un coro di “Vergogna, Vergogna”, indirizzato contro l’amministrazione comunale.

A farsi sentire sono le voci degli assistenti igienico personali della cooperativa Azione Sociale che, in seguito alla scadenza del contratto stipulato col Comune di Catania, nella mattina di sabato 30 marzo hanno perso il loro lavoro nelle scuole. Insieme a loro, i genitori di studenti diversamente abili le cui cure degli assistenti igienico personali sono indispensabili per poter svolgere una giornata di lezioni a scuola.

Oltre all’oggettivo bisogno di queste figure essenziali per i loro figli, ciò che ha spinto i genitori a scendere in piazza insieme ai lavoratori di Azione Sociale è stata la rabbia: “Perché prenderci in giro con finte proroghe quando era già deciso che, scaduto il contratto del 28 febbraio, il servizio di assistenza igienico personale sarebbe stato eliminato? Lo hanno prorogato prima fino al 7 marzo, poi siamo arrivati al 31 e adesso l’hanno tolto del tutto”, spiega Manuela Macca, madre di uno dei giovani studenti che usufruiva del servizio.

“Già non è chiaro perché il comune di Catania faccia partire a fine dicembre un servizio che dovrebbe cominciare con l’inizio della scuola, poi quest’anno si è addirittura arrivati ad eliminarlo perché non ci sono soldi. I nostri figli però a scuola ci vanno lo stesso, è un loro diritto e non un privilegio, quindi noi madri come dovremmo fare per aiutarli? Rimanere a casa senza ad aspettare che l’insegnante ci chiami perché nostro figlio si è sporcato e dobbiamo andare a cambiarlo? Sperare che non si sporchi?”

La Macca continua il suo sfogo chiedendo perché il comune sia così puntuale nel ricorrere a pignoramenti per i mancati pagamenti di tasse esorbitanti come quelle sulla spazzatura se poi, nel momento di offrire un servizio indispensabile come quello svolto dagli assistenti igienico sanitari, si gira dall’altra parte affermando di non avere i fondi per pagare gli assistenti personali che dovrebbero svolgere quel servizio.

“Ci prendono in giro”, rincara la madre di un altro bambino che necessita dell’assistenza, “in altri comuni d’Italia le famiglie dove c’è un diversamente abile hanno agevolazioni, anche nel pagamento della tassa sulla spazzatura. Il comune di Catania invece non riconosce niente e anzi hanno pure ridotto le ore di assistenza alla comunicazione da 10 a 6”; interviene un’altra mamma “quello che tolgono ai nostri figli è la dignità umana, senza quella come dovrebbero fare?”.

Una domanda, questa, a cui è difficile trovare una risposta adeguata, anche se, nella mattinata di oggi, l’Assessore ai Servizi Sociali, Giuseppe Lombardo, cercherà di dare una risposta.
“Incontreremo gli assistenti igienico personali”, ha dichiarato ai nostri microfoni. “Cercheremo di capire come e quando far proseguire il loro lavoro. Sono fiducioso in merito”, ha concluso. Dando finalmente segno di aver ascoltato le preghiere dei genitori, oltre che degli assistenti stessi.