Il rappresentante dell’associazione ambientalista Pulvirenti: “Revocare il bando 4 giorni dopo la sua scadenza senza alcuna comunicazione, né attualmente motivazione, è l’ennesima stranezza da parte del Comune”

Con il reclutamento dei volontari per la partecipazione alla “attività di animazione territoriale”, finalizzata ad avviare la raccolta differenziata porta a porta in una parte del territorio del comune catanese, entriamo in una nuova fase della controversa “questione rifiuti”.

Per questo primo gradino nell’organizzazione del porta a porta su vasta scala, il Comune di Catania aveva indetto un bando scaduto il 7 settembre ma, 4 giorni dopo, misteriosamente ritirato per “motivi tecnici”.

Il progetto, già annunciato da un anno e mezzo, avrebbe dovuto prevedere la realizzazione di una campagna informativa e di sensibilizzazione rivolta ai cittadini, con la distribuzione porta a porta di un kit informativo contenente tutte le istruzioni sullo svolgimento della raccolta differenziata e l’attrezzatura per le diverse frazioni di rifiuti.

Danilo Pulvirenti di Rifiuti Zero Sicilia ci ha esposto la sua perplessità per non aver ricevuto alcuna comunicazione sulla revoca del bando (già scaduto) e di non conoscere la motivazione di una simile decisione: “L’idea iniziale era buona ma anche in questo caso è stata gestita in maniera strana: parliamo di un progetto importante da 75mila euro”.

L’Assessore all’Ambiente Rosario D’Agata ha “banalizzato” la mossa del Comune promettendo un nuovo bando nei prossimi giorni e confermando l’avvio del progetto per ottobre 2015: “I partecipanti alla gara sarebbero stati informati al più presto sulla revoca avvenuta per ‘motivi tecnici’. Nessun cambiamento per le tempistiche previste”.

Sarebbero stati informati… Quando?

Inoltre, abbiamo interrogato le due parti sulla validità del già avviato ‘”esperimento Santa Maria Goretti” e, soprattutto, sui risultati ottenuti da questa prima applicazione della raccolta porta a porta, perché attualmente non abbiamo riscontri o dati verificati.

L’Assessore D’Agata si è espresso in questi termini sintetici: “La raccolta differenziata a S. Maria Goretti sta andando bene, si stanno raggiungendo percentuali importanti”.

Mentre Danilo Pulvirenti (Rifiuti Zero) ha commentato: “Su S. Maria Goretti non abbiamo dati né possiamo esprimerci sulla sua ideazione, è un progetto minuscolo (si parla all’incirca di 800 abitanti) e non so quali dati riusciranno ad emergere ma, a nostro avviso, non saranno sicuramente rilevanti”. 

Nonostante le speranze per il futuro, attualmente rimangono alcune perplessità e anomalie.

Con il cambio di gestione della Oikos, dopo i commissariamenti avvenuti in seguito all’inchiesta “Terra Mia” condotta dalla Procura di Palermo sull’ipotizzata rete di corruzione e mazzette in cambio di permessi e autorizzazioni dall’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Sicilia, ci si sarebbe aspettato un atteggiamento più duro da parte del Comune che invece “continua a non richiedere indennizzi e risarcimento per  le tante inadempienze giustificando il fatto che essendo ormai un’azienda amministrata dallo Stato, si vuole evitare un conflitto tra enti pubblici”, ha dichiarato Danilo Pulvirenti,

La questione è stata commentata anche dall’Assessore competente D’Agata nel seguente modo: “Noi stiamo vigilando e ottenendo risultati non indifferenti. Fermo restando che se ci saranno degli inadempimenti interverremo com’è giusto che sia.”

Tuttavia, Rifiuti Zero Sicilia dà “merito alla Direzione Ecologia che ha finalmente messo nero su bianco, con un atto pubblico del Comune, le sanzioni: i 12milioni di euro di risarcimento per la cattiva gestione dell’appalto precedente“.

Ma per quanto concerne l’Oikos e l’Ipi, Pulvirenti sostiene che “la stranezza della situazione consiste nel fatto che la gestione commissariale si occupi non solo della raccolta dei rifiuti ma anche di una discarica che tanto a norma non è. Un’altra delle anomalie è che adesso sia lo Stato a gestirla, non per chiuderla ma addirittura si parla di ampliarla: l’ennesima assurdità riguardante la gestione dei rifiuti in Sicilia a livello nazionale, regionale e locale.

Ormai anche comuni di 200mila abitanti riescono a gestire il porta a porta e per noi siciliani sarebbe un gioco da ragazzi sistemare la situazione avendo circa 200 comuni al di sotto dei 10mila abitanti: se si volesse, nel giro di un anno si potrebbero raggiungere buoni livelli.”

Ha concluso l’espontente di Rifiuti Zero Sicilia: “Inoltre, al posto degli inceneritori voluti dal governo Renzi, servirebbero gli impianti per la gestione dell’umido perché, se oggi partisse col porta a porta anche il solo comune di Catania, il sistema entrebbe in crisi a causa della mancanza di strumenti per trattare l’umido. Le altre frazioni, invece, riescono a gestire i rifiuti con gli impianti già esistenti.”