Debutta questa sera in prima nazionale lo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Catania e dopo aver incontrato con il direttore di Sudstyle Aldo Premoli il regista Giovanni Anfuso ed il protagonista Massimo Dapporto, Daniele Vanni ne ha parlato in redazione con Francesco Foti, attore catanese notissimo per la partecipazione a serial tv del calibro de “Il Capo dei capi” e “Il Cacciatore”, solo dopo una brillante e consolidata carriera teatrale e televisiva ormai trentennale calca per la prima volta il palco del teatro etneo.


Si è da poco conclusa una serie che, ogni mercoledì, ha tenuto incollati alla televisione milioni di telespettatori.

Una serie apprezzata dal pubblico e dalla critica, tant’è che ha fruttato il premio per la migliore interpretazione, al Festival Cannes Serie, a Francesco Montanari.

La fiction è molto ben strutturata ed è piaciuta perché ogni cosa è stata azzeccata.

Azzeccata la trama, tratta dal libro “Il Cacciatore di Mafiosi” di Alfonso Sabella; questa volta i protagonisti non sono i boss mafiosi, talvolta idolatrati nelle fiction trasmesse in passato, ma i magistrati della Procura di Palermo.

Azzeccati i tempi, non ci sono momenti morti e lo spettatore viene tenuto garbatamente in suspense, puntata dopo puntata, pur sapendo dalla storia recente come si sono svolti i fatti.

Azzeccato il cast, davvero ben strutturato, composto da attori di caratura come David Coco, Miriam Dalmazio, Roberta Caronia e tanti altri professionisti, capaci di dare ai personaggi quell’anima interpretativa forte, che ha fatto decollare la fiction, sin dalla prima puntata.

Il ruolo cardine di Carlo Mazza, procuratore esperto dell’antimafia di Palermo, è stato affidato a Francesco Foti. E qui l’attore catanese ha delineato un personaggio che è presto divenuto il vero catalizzatore della serie. Un misto di sapienza e maestria, pur con le debolezze dell’uomo, molto credibile, che è riuscito a far emergere puntata dopo puntata.

Francesco Foti è stato capace di affiancare l’ottimo Francesco Montanari, senza mai esserne gregario, anzi prendendolo per mano e accompagnandolo nel suo viaggio, da attore esperiente quale è. E così è nata una coppia che potrebbe (e dovrebbe) essere sfruttata per altri lavori di qualità.
Abbiamo incontrato Francesco Foti in occasione del suo debutto al Teatro Stabile di Catania; incredibile a dirsi, in tanti anni di carriera, ha calcato le scene dei più prestigiosi teatri d’Italia, ma mai il nostro.

Il lavoro che sarà in scena al Teatro Verga dall’8 al 20 maggio, è un inedito dell’autore triestino Furio Bordon, dal titolo “Un Momento Difficile” e sarà diretto dal regista Giovanni Anfuso.

Un’opera introspettiva, che vede l’eccellente Massimo Dapporto attraversare il difficile momento della separazione dalla madre in letto di morte, accompagnato dalle oniriche figure dei genitori.

Anche in questo caso Francesco Foti, che interpreta il padre, darà quell’equilibrio necessario perché si compia l’alchimia di cui sono composte siffatte opere.
Speriamo che il pubblico catanese accorra numeroso ad assistere a questo lavoro, perché il nostro teatro si trova veramente in un “momento difficile” e sta compiendo sforzi notevoli per uscirne.

Mai titolo fu più azzeccato.