CONFALI: “Il presidente della Pubbliservizi Ontario non è in grado di onorare le procedure atte a consentire di rilanciare la partecipata. Intervenga l’Ispettorato del Lavoro e il Sindaco di Catania lo sostituisca con un presidente all’altezza della sfida.”

Al termine di una partecipata riunione dei dipendenti della Pubbliservizi aderenti al sindacato Confali viene denunciato “un significativo buco di bilancio causato da gestioni non certamente cristalline (vedi l’operazione della magistratura “ il cerchio magico”) ma anche, da amministratori non all’altezza del compito, hanno compromesso il futuro della Pubbliservizi e reso traballante quello dei 380 dipendenti che vi lavorano. Allo scopo di salvare l’azienda ed impedire il fallimento, l’attuale dirigenza, guidata da Silvio Ontario, ha deciso di fare ricorso ad un complicato concordato preventivo alla sezione fallimentare del Tribunale di Catania che, per ovvie ragioni, prevede tagli al costo del lavoro ( da 11 milioni bisogna passare a 9 milioni annui)”.

Viene ricordato che “per accedere al concordato preventivo, azienda e sindacati, raccogliendo le pressioni di CONFALI, hanno sottoscritto lo scorso 18 aprile un accordo che se onorato in tempi ragionevoli rilancerà la partecipata evitando i licenziamenti collettivi poiché sono previsti interventi sulla crisi aziendale razionali e non traumatici.”

E qui la denuncia: “Dobbiamo purtroppo prendere atto che nonostante le nostre sollecitazioni l’amministratore della Pubbliservizi, Ontario Silvio, ad oggi, non è in grado di adempiere a gran parte di quanto stabilito nel verbale sindacale (revisioni delle progressioni verticali effettuate negli ultimi anni; verifica di tutti i superminimi illegittimamente assegnati – sono stati congelati e non li stanno né assegnando e nemmeno revocando -, avvio di percorsi di riqualificazione di personale, ricerca lavoratori disponibili ad esodo, elaborazione della macrostruttura aziendale), e parte, lo adempie con notevole ritardo e in maniera raffazzonata e confusa, tant’e’ vero che, ha proceduto solo ad inoltrare la domanda di FIS ed ha pianificato in teoria i criteri per gli esodi volontari mentre in pratica questi risultano impossibili poiché non è stato attivato l’iter procedurale nei tempi. Nemmeno il piano ferie è stato definito: solo per alcuni disciplinari mentre per gli altri non vi è traccia.”

La dirigenza Confali si è dichiarata “seriamente preoccupata che di questo passo, il verbale in questione non verrà onorato in tempi utili (60 giorni a partire dalla dalla data della stipula), e qualora si riesca ad onorarlo, rischia di risultare sbiadito poiché l’amministratore della Pubbliservizi, dovendo agire su tutta una serie di incrostazioni e privilegi, non pare essere all’altezza del compito.”

CONFALI ha quindi formalmente chiesto l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro il quale ha convocato le parti per lo scorso 2 luglio con una riunione infruttosa con la richiesta di rinvio al 13 da parte di Pubbliservizi.

Il Segretario Generale del sindacato Maurizio Grosso ha concluso chiedendo “al neosindaco di Catania, on. Salvo Pogliese, di verificare la vicenda in maniera da salvare la partecipata attivando immediatamente lo spoil system non per ragioni di moda o per piazzare qualche candidato di prestigio silurato, ma per designare un presidente all’altezza della sfida.

E così si riapre una vertenza che è sembrata addomesticata nella fase elettorale e adesso si ripropone in tutta la sua drammaticità come ennesima gatta da pelare per il nuovo Sindaco che, in questo caso, è Metropolitano essendo Pubbliservizi una società partecipata dall’ex Provincia regionale di Catania.

E si ricomincia.