Luigi Licari, l’ispettore della polizia urbana catanese, aggredito quasi tre mesi fa in servizio ad uno degli ingressi di via del Rotolo, ora si trova ricoverato a Cefalù in un centro specialistico di riabilitazione neurologica. Licari, durante quel servizio, aveva impedito ad un giovane in scooter di attraversare le transenne che ne vietavano l’accesso. Il ragazzo dopo qualche minuto, aggredì il pubblico ufficiale, colpendolo alla testa. “Nelle ultime tre settimane le condizioni sono stazionarie- a parlare sono Carla e Matteo Licari, nipote e fratello del vigile urbano- Ora riconosce familiari e amici ma non ricorda nulla dell’aggressione. I medici non si sbilanciano sulla possibilità di avere altri miglioramenti e nemmeno sulle tempistiche”

Scongiurato il pericolo di vita dopo il periodo passato all’ospedale Cannizzaro di Catania in coma farmacologico con prognosi riservata a seguito dell’operazione per ridurre il grave edema celebrale, ora il suo stato di salute fisica  e mentale ha visto qualche piccolo miglioramento, ma siamo ancora molto lontani dalle condizioni ottimali in cui finalmente vorremmo vederlo tutti.

“Riconosce familiari e amici ma ha problemi a ricordare fatti del passato –ci spiega la nipote Carla-. Ha dei deficit a livello cognitivo perché dell’aggressione non ricorda assolutamente nulla. La cosa strana è che non si ricorda nemmeno di aver mai fatto servizio in via del Rotolo. Le ultime cose che riaffiorano alla sua memoria riguardano i servizi immediatamente precedenti. Ha anche delle allucinazioni visive: pensa di vedere delle persone che ha conosciuto nella sua vita a Cefalù dove è ricoverato attualmente”.

“Il miglioramento si vede nel fatto che rispetto a un mese fa ha preso coscienza di se, prima non sapeva neanche chi fosse né di essere un vigile urbano –continua Matteo Licari-.  I medici non si sbilanciano più di tanto, possiamo dire che non escludono potenziali miglioramenti, ma non possono prevedere le tempistiche necessarie”.

“Da un punto di vista fisico Luigi è affetto da paralisi degli arti superiori e degli arti inferiori che negli ultimi mesi non ha mostrato segni di regressione –racconta il fratello-.  Ora riesce a mantenere la posizione eretta ma rigorosamente aiutato da due persone. Inutile dire che da solo non è autosufficiente e non riesce a fare le cose essenziali come bere o mangiare perché non riesce ad usare le mani. I progressi sono piccoli e avvengono molto lentamente. I medici ci hanno detto che continuando a fare riabilitazione è possibile che le funzionalità motorie possano riprendere anche fino al 95 %”.

“E’ tutto in divenire, data la gravità della situazione –conclude Carla-.  Inoltre, noi familiari siamo preoccupati del rischio di depressione a cui potrebbe andare in contro perché a Cefalù, dove è ricoverato e sta facendo riabilitazione, è da solo”.