Con un comunicato diffuso ieri, l’associazione dei consumatori contesta la decisione del commissario Giorgio Santonocito di attuare la decisione del “tavolo tecnico sulla sicurezza” che nei giorni scorsi ha pensato di ovviare ai noti problemi di sicurezza impedendo l’accesso generalizzato nei locali dei pronto soccorso ai parenti dei pazienti. A sostegno di questo divieto, il pronto soccorso del Garibaldi sarà dotato di un impianto di videosorveglianza per il monitoraggio dei degenti che il CODACONS ritiene inutilmente dispendioso: “Assumano infermieri!”

 

Il Codacons – si legge nella nota – ha appreso con preoccupazione e sorpresa le decisioni del Commissario dell’ARNAS Garibaldi di Catania Dott. Giorgio Santonocito relativamente alle nuove modalità di accesso e di gestione al PRONTO SOCCORSO dello stesso nosocomio.

Con una decisione che il Codacons ritiene intempestiva e non giustificabile viene introdotto un sistema di “monitoraggio” video del paziente la cui unica utilità sembra quella di giustificare il divieto di accesso assoluto dei parenti nei locali di visita del PS stesso.

Il Dott. Santonocito in maniera solerte ha inteso quindi assecondare l’idea del tavolo tecnico che qualche giorno addietro si è riunito per fronteggiare le violenze nei PS e che aveva partorito l’idea astrusa di vietare l’accesso degli accompagnatori dei pazienti.

Per fronteggiare l’ovvia ondata di protesta ad una decisone così inutile quanto di difficile realizzazione, si è pensato quindi di introdurre un servizio di “videogiochi” per l’intrattenimento degli astanti.

Oltre a respingere con forza questa idea, il Codacons si chiede quanto è costata la realizzazione di questo progetto e quanto costerà mantenere tale inutile impalcatura e soprattutto perché in un pronto soccorso, invece di assumere infermieri e medici, si pensa di impiegare tecnici informatici e video terminalisti.

Attendiamo fiduciosi una pronta risposta dei responsabili ed invitiamo l’Assessore Razza ad intervenire immediatamente per bloccare un tale spreco di denaro pubblico.”