La Sala Concetto Marchesi all’interno dello splendido Palazzo della Cultura di Catania ha ospitato la conferenza stampa d’apertura per la prima edizione di Sesto Senso Opera Festival che, precedendo la Tosca del Taormina Opera Stars in scena ad agosto, animerà il cartellone estivo del Teatro Antico di Taormina. 

La rassegna, prodotta e curata dalla Orangeblu Production, prevede quattro date di spettacoli durante le quali musica lirica e musica leggera si fonderanno in quello scenario millenario e culla del nostro patrimonio culturale che è il Teatro Antico di Taormina.

Nel dettaglio l’11 e il 15 luglio si metterà in scena, sotto la regia di Bruno Torrisi, il Rigoletto, somma opera Verdiana, il 12 luglio sarà la volta di “Lucio! Il tourconcerto di Ron” dedicato all’amico Lucio Dalla per poi chiudere il 29 dello stesso mese con il concerto delle grandi voci del Sesto Senso, il tenore Marcello Giordani, il soprano Desirè Rancatore, il baritono Nicola Alaimo, il soprano Daniela Schillaci.

La conferenza ha avuto inizio con la presentazione del produttore esecutivo di Orangeblu e musicista egli stesso, Umberto Sturniolo.

L’artista organizzatore dell’evento, ha preso la parola per presentare il festival descrivendolo come una rassegna, finora mai ideata, che ha lo scopo di individuare nella musica armonica naturale degli effetti benefici su tutti gli esseri viventi, una sorta di esaltazione di tutti i sensi compreso appunto il sesto, non a caso il senso dell’impercettibile.

Questo concetto è stato poi approfondito dal Maestro Beppe Vessicchio, direttore artistico della sezione che egli stesso ha amato definire musica della “leggerezza”, il quale si esibirà il 12 luglio eseguendo con i Solisti del Sesto Armonico una serie di brani di musica armonica naturale.

Con evocativi richiami alla storia e alla scienza il maestro Vessicchio ha incantato i suoi uditori, risultando molto persuasivo circa il potere taumaturgico di certo tipo di musica.

La sezione dedicata alla lirica è curata, in qualità di direttore artistico, dal Maestro Marcello Giordano, rinomato tenore siciliano, il quale nel suo intervento ha insistito molto sulla necessità di ridare vigore alle nostre eccellenze sia dal punto di vista artistico che culturale, coinvolgendo quanto di meglio la nostra terra ha da sempre prodotto.

Lo stesso entusiasmo trapela dalle parole del regista del Rigoletto, l’attore Bruno Torrisi, che ha sottolineato la sua volontà di investigare l’animo dei personaggi per tirarne fuori l’essenza.

Il regista ha poi posto l’accento sulla sobrietà della sua linea di regia che, nel rispetto di quel palcoscenico naturale che è il teatro di Taormina, avrà scenografie essenziali ed eleganti realizzate dall’azienda catanese leader nel settore degli allestimenti scenici La Bottega Fantastica, che tenderanno ad esaltare l’esibizione dei cantanti piuttosto che le loro azioni.

A chiudere l’interessantissima conferenza è stato infine il Maestro Angelo Gabrielli, direttore della Medisonus Orchestra che ha descritto il Rigoletto come una delle opere più rivoluzionarie di Verdi. Il direttore ha ribadito che la sua orchestra eseguirà l’opera senza troppo discostarsi dall’originale, nell’ottica di un pubblico, quello di Taormina, che egli definisce “turistico” e quindi poco avvezzo ai virtuosismi e alle sperimentazioni musicali.

Il direttore conclude infine con un importante auspicio, condiviso a pieno da tutti noi, esaltando la musica e l’arte in genere come strumenti di diffusione necessari per ogni tipo di sviluppo culturale, soprattutto in una città come Catania la cui tradizione, in questo ed altri ambiti, non ha certo bisogno di ulteriori conferme.

Come ha ben detto il Maestro Giordani, la Sicilia e la Magna Grecia sono state modello di civiltà fin da tempi più remoti e oggi è condizione necessaria dover ripristinare e rivalutare le nostre peculiarità e le nostre eccellenze, ci auguriamo quindi che questa non sia solo la prima edizione di una kermesse musicale ma che sia il punto di partenza per un rilancio del nostro patrimonio storico-artistico nell’ottica di quell’equilibrio psico-fisico di tutti gli organismi viventi che questa musica si è proposta di infondere.