Palazzo Bernini, come sappiamo è stato svenduto all’asta per poco pù di 2 milioni di euro dopo essere stato acquistato dalla giunta Bianco nel 1999 per 8,5 miliardi di vecchie lire e lasciato marcire. Alla fine pignorato su istanza di case di riposo di cui ci siamo occupati per i crediti vantati nei confronti del comune di Catania a causa di incredibili convenzioni e relative “transazioni”.  Dopo la vendita lo stabile continua ad offendere una delle zone residenziali di maggior passaggio della città, versando in condizioni di degrado e fatiscenza tra calcinacci che cadono e rifiuti che si accumulano.

Il complesso di edifici è diventato punto di riferimento per senza tetto o gente di passaggio che periodicamente bivacca sotto l’enorme porticato in cerca di un riparo. A dimostrazione di ciò sono i cartoni sparsi a terra utilizzati probabilmente per dormire, numerose scatolette di cibo appena consumato, scarpe, indumenti e materiale organico.  Sudpress ha provato a mettersi in contatto più volte con la PARADIVI SERVIZI srl, una delle due società a cui è andato lo stabile, (l’altra è la A&D COSTRUZIONI srl) per sapere quali progetti lo riguardano e soprattutto quanto tempo ci vorrà per rimetterlo a nuovo, ma dall’azienda temporeggiano: “Al momento sono tutti occupati, richiami domani o un altro giorno” o ancora, in piena mattinata, “In azienda non c’è nessuno, richiami lunedì” e di lunedì ne sono già passati parecchi ma tutto resta fermo.

Il complesso di stabili non è più dell’Amministrazione Comunale che può tirare un sospiro di sollievo per essersi tolta un enorme peso a livello finanziario, dal momento che sull’immobile gravavano dei debiti a causa dei quali era stato pignorato. Ma nulla si riesce a sapere sulla futura destinazione d’uso dell’opera e soprattutto sulle tempistiche necessarie per riqualificare l’immobile fatiscente.

Inoltre, come si apprende dal provvedimento emesso dal comune di Catania lo scorso 1 febbraio 2018, il Comune non prenderà neppure un euro dalla vendita dei locali acquistati nel 1999 dalla giunta Bianco, per 8 miliardi di lire e abbandonati da quasi 20 anni: tutti gli introiti, e precisamente 2 milioni e 298 mila euro, dovranno essere utilizzati a favore dei creditori che avevano avviato il pignoramento diversi anni fa, nel 2009, e sono il centro di assistenza e riabilitazione “Villa Regina” e l’associazione socio-assistenziale sanitaria “La Sacra Famiglia”. Dunque, nessuna reale possibilità di incrementare le entrate comunali.

Ma la storia infinita dell’immobile dura da quasi 20 anni: fu acquistato per quasi 8 miliardi di lire nel 1999 dalla giunta Bianco, con l’intento di ospitare uffici comunali, ma l’enorme complesso immobiliare, di circa 5 mila metri quadrati, iniziò ad essere vandalizzato e lasciato in balia del nulla per anni. Fatiscente, completamente degradata e alla portata di tutti, la struttura è costituita da un piano interrato adibito ad autorimessa, un piano terra dotato di un grande porticato e ben cinque corpi di fabbrica, da tre piani ciascuno, per un totale di 24 appartamenti. Ancora oggi tutto è inutilizzato e sono visibilmente evidenti i segni del tempo.

Lo stabile non venne recuperato nemmeno durante l’amministrazione Stancanelli e il Comune provò a venderlo due volte, senza successo. Poi, con procedimento esecutivo,  il 29 maggio del 2012 ci fu un primo tentativo di vendita andato a vuoto, per 5 milioni e 445 mila euro. Il 16 ottobre dello stesso anno avvenne un’altra prova per 4 milioni e 83 mila euro. Infine ci fu la proposta di vendita del 12 marzo 2013 per 3 milioni e 62 mila euro, ma anche questa non andò a buon fine.

Ora, tra il silenzio dei nuovi proprietari, non resta che attendere quando finalmente l’immobile sarà fruibile. Chissà quando.