È niente meno che la presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati Maria Lucia Lorefice, citando espressamente alcuni degli articoli di Sudpress, ad annunciare la presentazione di una interrogazione parlamentare al ministro della Salute Giulia Grillo affinché intervenga sulla grave situazione che sta coinvolgendo i medici catanesi. Intanto, nonostante la forte esposizione che sta coinvolgendo l’intera categoria dei medici catanesi, il presidente Massimo Buscema non 

A tutt’oggi resiste sulla sua poltrona il presidente dell’Ordine dei Medici Massimo Buscema, coinvolto in alcuni procedimenti giudiziari che hanno fatto esplodere negli ultimi giorni i malumori interni al consiglio direttivo, con 5 consiglieri che ne hanno di fatto proposto la messa in stato d’accusa con una richiesta di “verifica ispettiva” degli atti amministrativi.

Massimo Buscema

Ieri abbiamo dato infatti notizia dell’iniziativa dell’autoconvocazione fissata per le 19.30 di oggi con all’ordine del giorno le determinazioni da assumere a seguito della comunicazione da parte della Procura di Catania del procedimento penale 14931 a carico di Buscema.

I consiglieri lo associavano alle “notizie di stampa” di questi ultimi giorni che hanno visto il presidente Buscema denunciato per aggressione, ma abbiamo potuto verificare che il procedimento in questione sarebbe un altro, relativo al 2016, e per altro reato. Per quest’ultimo si dovrà evidentemente attendere.

In ogni caso, tanto è bastato per esportare a livello nazionale queste beghe che stanno imbarazzando non poco i poveri medici catanesi.

Si è infatti registrata l’uscita pubblica della presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Maria Lucia Lorefice del M5Stelle che evidenzia come la denuncia per aggressione “rappresenta solo l’ultimo capitolo di altre vicende che hanno coinvolto Buscema negli scorsi anni”.  La presidente ha affermato che “in ballo c’è il decoro della professione medica”, presentando di conseguenza “con i colleghi della Commissione un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute Giulia Grillo, per salvaguardare le rappresentanze degli ordini professionali che sono istituiti con legge dello Stato proprio a tutela della collettività intera.”

Nel frattempo, in attesa che il ministro disponga l’ispezione richiesta sugli atti amministrativi, si registrano alcune novità.

Intanto pare non doversi tenere nella data richiesta dai consiglieri la seduta del Consiglio direttivo che si annuncia sin d’ora particolarmente infuocata.

Infatti, il presidente facente funzioni Antonio Biondi ha preso atto della convocazione ai sensi dell’art. 19 del regolamento interno dell’Ordine, provvedendo a formalizzarla correttamente con i tempi di preavviso richiesti e spostandola quindi al pomeriggio del prossimo 3 luglio.

Non è mancato anche l’intervento sulla stampa dello stesso Massimo Buscema che ha gettato altra benzina sul fuoco.

A chiusura di una intervista rilasciata per La Sicilia a Giuseppe Bonaccorsi, Buscema è arrivato a dichiarare di essere stato addirittura “più volte sollecitato a candidarsi sindaco della città”, aggiungendo che “da presidente dell’Ordine non ho mai fatto alcuna scelta di campo”, affermazioni platealmente smentite da molti colleghi medici che ricordano la recentissima esposizione della moglie Ersilia Saverino, già consigliera comunale e designata assessore di Bianco non rieletta, per non dire della pesante esposizione dell’Ordine in occasione dei referendum costituzionali renziani.

Ma è tra le righe dell’intervista che si ricava un messaggio inquietante, in cui Buscema segnala il suo “rigore amministrativo che si è concretizzato nel contrasto al monopolio per la formazione relativa all’accesso in Medicina”, un riferimento troppo specifico e decisamente decontestualizzato per non essere inteso con qualche malizia.

Vedremo di capirne di più, altro tassello che si unisce ad una serie sempre più importante di affaire che a quanto pare si sono consumati sulle teste dei poveri medici catanesi, a partire dall’ormai arcinota vicenda della nuova sede di via Galermo che ancora non c’è.

Fonti autorevoli riferiscono di un forte pressing per indurre Buscema alle dimissioni, che eviterebbero ulteriore imbarazzo per l’intera categoria dei medici che rischia di essere trascinata in un vero e proprio regolamento di conti dagli esiti imprevedibili e che certo non gioverebbe alla reputazione di un’Ordine già gravemente compromesso, in ultimo contestato persino in diretta televisiva nazionale anche per l’incresciosa decisione di non costituirsi parte civile nei confronti dello stupratore del medico di guardia Serafina Strano: a quanto pare avevano altro a cui pensare.