L’ordine dei medici di Catania è sempre più nel caos. Adesso l’intricata vicenda della “sede milionaria che ancora non c’è”, più volte raccontata da Sudpress, si arricchisce di un nuovo colpo di scena che potrebbe costare caro ai poveri medici catanesi che rischiano di fare la fine degli allocchi, sempre che non l’abbiano già fatta. In discussione il “bando di gara” con cui nel 2015 si avviarono le procedure per la scelta della “indispensabile” nuova sede che per manie di grandezza di qualcuno pare dovesse essere per forza faraonica. Al di là dell’entità della spesa, mutuo e progetti vari, alla fine i medici in un assemblea ferragostana diedero il loro sta bene e la procedura partì. Si insediò addirittura una commissione di esperti che valutò le offerte pervenute e scelse la vincitrice: Villa Gretter di Ognina. Ma…

Tutto sembrava procedere per il meglio sino ad arrivare addirittura allo scambio di note tra gli avvocati delle parti, con quello rappresentante dell’Ordine dei Medici che in data 6 agosto 2015 inviava tramite mail niente meno che il contratto preliminare di vendita, pronto per essere sottoscritto: più avanzata di così come trattativa non ci potrebbe essere..

Ma succede qualcosa ancora non chiarito.

Di colpo e senza che siano noti i motivi, la trattativa si interrompe nonostante, si badi, tale operazione sia in esito ad un bando pubblico perché tale è appunto l’Ordine dei Medici il quale, per annullare la procedura, avrebbe dovuto quanto meno sottoporla ad analoga evidenza altrettanto pubblica.

Invece niente, in maniera del tutto irrituale e senza alcuna trasparenza, non si sa come, non si sa perché, i vertici gestionali dell’ordine dei medici presieduto da Massimo Buscema virano rapidamente su un complesso immobiliare situato in zona Galermo, ben lontano da quelle zone di “prestigio” precedentemente individuate come appunto Ognina o via Ruggero di Lauria dove si trova l’attuale sede.

Dall’esame dell’operazione abbiamo già evidenziato numerose anomalie, non ultimo il fatto che entrambe le ville acquistate non rispettano nessuno dei requisiti richiesti dal bando pubblico a suo tempo emanato: nessuno.

La difficoltà è dimostrata dal fatto che a tutt’oggi, a distanza di quasi due anni dall’acquisto, non una pietra è stata smossa e non si ha la minima idea di quando potranno cominciare quei lavori di ristrutturazione che si annunciano particolarmente complicati.

Il fatto nuovo, o quasi, e comunque sinora mantenuto molto riservato, è che i proprietari di Villa Gretter, vincitori del famigerato bando disatteso, hanno deciso di reagire al comportamento poco trasparente dei vertici dell’Ordine, anche perché lo stato avanzato della trattativa e l’aggiudicazione della gara li aveva indotti ad iniziare alcuni dei lavori richiesti sopportando così ingenti spese nel frattempo trasformatesi in veri e propri danni.

Ecco che i proprietari di Villa Gretter in data 21 dicembre 2015 si decidono, assisititi dallo tudio legale Libertini, di presentare ricorso al TAR di Catania per chiedere l’annullamento di tutte le delibere assunte dall’ordine dei medici in violazione del bando e degli obblighi da questo già scaturiti.

Basta anche solo ricordare che l’originaria richiesta del mutuo concesso dall’ENPAM venne effettuata a mezzo raccomandata firmata da Massimo Buscema proprio con la motivazione che l’immobile da acquistare fosse…Villa Gretter.

E nella stessa raccomandata, ad abundantiam, Buscema affermava, a maggior sostegno, che proprio su quella villa erano già stati avviati lavori di ristrutturazione.

Ora se è vero quanto sopra in ordine alla violazione del bando allora pubblicato, il rischio che il TAR possa accogliere il ricorso di Villa Gretter sarebbe particolarmente fondato se non probabile e allora cosa succederebbe?

Altro che flebo per i poveri medici catanesi…