Dalla notte del 10 giugno, quella dell’apertura delle urne che hanno consegnato Catania ad una nuova avventura che speriamo con tutto il cuore sia meno disastrosa di quella appena archiviata, abbiamo ricevuto decine di messaggi dello stesso tenore. Dimenticano molti nostri amici, quasi quanto i nostri detrattori, che SudPress ha sempre mantenuto la sua barra drittissima, con ogni tentativo di “infiltrazione” rapidamente smascherato e respinto, rimanendo sempre fedeli al ruolo che ci siamo assegnati di “cani da guardia del potere”. Così è stato con il sindaco Raffaele Stancanelli come con il suo successore Enzo Bianco: schieramenti opposti, identico trattamento da parte di SudPress. Dimostrazione che l’indipendenza della testata viene sempre sopra ogni cosa, perché è la fonte della nostra autorevolezza! Nessuno potrà mai sostenere che abbiamo fatto sconti a qualcuno. Così sarà con Salvo Pogliese, al quale facciamo i nostri migliori auguri per amore della città e al quale concederemo, come ai predecessori, 100 giorni di luna di miele. Forse un pò meno.

Certo, a giudicare dalle presenze alla cerimonia d’insediamento, con molti sembrati usciti dalle catacombe, siamo convinti che gli spunti non ci mancheranno.

Impressionante anche la spudoratezza di quelli sempre pronti a sgomitare per essere in prima fila e che fino a ieri frequentavano quella sconfitta: così va il mondo.

Certo, ipocrita negarlo, in ogni linea editoriale giocano di sicuro simpatie ed antipatie personali, se non nei contenuti quantomeno sui toni.

Salvo Pogliese, lo dichiariamo subito, è certamente più simpatico di altri, se non altro per il salto generazionale che provoca nell’establishment locale, sperando che sappia circondarsi di collaboratori giovani e appassionati, ne conosciamo di bravi e competenti già al suo fianco: è essenziale, perché un leader si vede dal suo staff.

Adesso il nodo principale è la formazione della giunta, con le pressioni dei resuscitati dalla debacle di Bianco come dal ridimensionamento dei sammartiniani: si sentono nomi da far accapponare la pelle e speriamo che il sindaco si faccia forte del suo clamoroso 52% per sterilizzare le pretese dei signori delle preferenze: non passa più da quei metodi il successo politico, se ne prenda atto finalmente.

Però è anche vero che non bisogna gettare anche il bimbo con le acque sporche e che tra precedenti amministratori e dirigenti ci sono risorse per bene e capaci che il nuovo sindaco non dovrebbe lasciarsi scappare, rappresentando risorse decisive grazie alla loro conoscenza della complessa macchina comunale che deve ripartire immediatamente e che può riservare trappole micidiali.

Non c’è tempo per l’alibi dei predecessori scarsi che hanno combinato un macello, bisogna dare risposte immediate e il più possibile simboliche, che diano il senso del cambio di rotta e stimolino la voglia d’impegno di tutte le categorie interessate.

Si badi che non è affatto risolto il nodo del dissesto e bisogna prepararsi sin da subito ad un piano B nel caso in cui gli imbrogli precedenti giungano al capolinea: inutile piangersi addosso o scaricare responsabilità, non è detto che non possa trasformarsi in una opportunità per fare pulizia e ripartire da zero piuttosto che da meno 1 miliardo come ora!

Un suggerimento per uno dei primi provvedimenti: si convochi il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza e si chieda un impegno straordinario interforze per restituire il Corso Sicilia alla legalità ed al decoro. Altamente simbolico, estremamente concreto.

Si dia un segnale immediato, visibile, concreto: e la Città verrà dietro, piano piano, senza arroganza, senza tracotanze, questa Catania potrà riprendersi ed allora saranno i concittadini a ringraziarti di cuore, caro Salvo.

Forza e coraggio, ti romperemo le scatole, ma sempre con la speranza di poter essere utili segnalando le cose che non vanno, ma anche esaltando quelle positive, perché se c’è una cosa di cui siamo certi, e con tutti gli errori in buona fede che si possono commettere, abbiamo bisogno di amare la città in cui viviamo.

In bocca al lupo…e viva il lupo.