Un’istituzione. In un quartiere dove spesso le Istituzioni sono assenti. Un baluardo di accoglienza e sostegno alle famiglie. La fondazione Cirino La Rosa – che per tutti a San Giorgio è semplicemente “Il Cirino” – è questo e molto di più. E pensare che possa chiudere, travolto dalla bomba del dissesto e dei mancati trasferimenti, sembra un brutto sogno

Ho incontrato la Presidente della Fondazione Cirino La Rosa Rosanna Di Guardo a Natale: stava leggendo e studiando nuovi bandi ai quali partecipare con la Fondazione.

Il Cirino, come lo chiamano tutti,  è un punto di riferimento per tanti bambini e ragazzi segnati da difficoltà familiari.

In mezzo secolo di storia l’Istituto è cresciuto insieme alla sua missione in favore dei giovani: inizialmente convitto e scuola, sia primaria che dell’infanzia, oggi ha una Comunità per minori segnalati dai servizi sociali, una struttura di accoglienza per minori stranieri e un centro socio-educativo. E la Fondazione fornisce anche servizi di educativa domiciliare e scolastica e svolge attività aggregative rivolte ai bambini e alle famiglie del quartiere.

Rosanna sorrideva soddisfatta leggendo alcuni degli obiettivi dei bandi.

“Parlano di cose che facciamo da 10 anni” mi diceva mentre si accertava che Amehd – uno dei ragazzi della comunità dei minori migranti – avesse la sua razione quotidiana di coccole, consigli e caramelle.

Qui abbiamo cominciato a lavorare sull’integrazione e sull’uguaglianza quando ancora non faceva parte delle linee guida di nessun bando europeo“. E lo vedo coi miei occhi in quelle poche ore passate lì con loro. Un Babbo Natale di colore consegna i regali ad una folla di bambini e famiglie rumorosa ma educata. Rosanna e gli operatori conoscono tutti per nome, uno per uno. Li capiscono con uno sguardo.

Il Cirino rischia di chiudere. Sotto la scure del dissesto e dei mancati trasferimenti che lo hanno messo in ginocchio. Trenta lavoratori resteranno definitivamente senza stipendio e il quartiere non avrà più il suo punto di riferimento.

Per colpa di chi? Provano a spiegarlo in un post sulla pagina Facebook della fondazione attraverso una conversazione tra Rosanna Di Guardo, per tutti semplicemente la maestra Rosanna e una delle mamme dei tantissimi ragazzi che frequentano la struttura.

 

Sig.ra Sapienza (S.S.):
Buongiorno, sono la signora Sapienza, maestra Rosanna, domani ci sarà il “Cirino”?

Rosanna Di Guardo (R.D.G):
Buon giorno signora, no, domani non ci sarà il “Cirino” e non ci sarà più.

S.S.: Cosa succede maestra Rosanna?

R.D.G.: Signora, purtroppo, dobbiamo chiudere.

S.S.: Chiudere? Maestra Rosanna non è possibile, il “Cirino c’è sempre stato.

R.D.G.: Signora, non riusciamo più ad andare avanti. Troppi ritardi nei pagamenti, non possiamo più fare aspettare i lavoratori che non prendono lo stipendio da sei mesi, i creditori che aspettano ancora da più tempo, Enel, Acqua, Gas, ecc.

S.S: Maestra Rosanna, se mi posso permettere, ma voi cosa avete fatto con i soldi, i tanti soldi che avete preso dal Comune e dallo Stato?

R.D.G.: Vede signora, noi i soldi li abbiamo solo presi sulla carta.

S.S: Che vuol dire maestra Rosanna?

R.D.G.: Signora , vuol dire che abbiamo fatturato per il Comune e per la Prefettura ma in realtà i soldi da qualche anno, sono arrivati col contagocce e per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati, non arrivano soldi da due anni.

S.S: Ma perché non vi pagano se avete svolto il vostro lavoro?

R.D.G.: Per motivi che io non conosco bene e che mi piacerebbe conoscere. E poi c’è il dissesto.

S.S: Maestra Rosanna, ma se il “Cirino” non c’è più, tutti voi che lavorate lì che fine fate?

R.D.G.: Trenta persone perdono il posto di lavoro, saremo disoccupati in attesa di altro…

S.S.: Maestra Rosanna ma se il “Cirino” non c’è più, cosa faranno i miei bambini? E tutti gli altri?

R.D.G.: Signora sono disperata nel dirle che i suoi bambini e tutti gli altri (circa cento a vario titolo) non avranno più il “Cirino”.

S.S: E noi famiglie, cosa facciamo? Maestra Rosanna il “Cirino” c’è sempre stato, avete aiutato migliaia di persone, avete sostenuto famiglie, avete ascoltato e poi messo in pratica i mezzi per supportare chi aveva problemi e necessità.

R.D.G.: Signora, Lei mi fa commuovere, ma purtroppo non ci sono più i soldi per andare avanti.

S.S: Però Maestra Rosanna, gliela posso dire una cosa in confidenza?

R.D.G.: Prego Signora

S.S.: Nel quartiere gira voce, che vi siete arricchiti da quando lavorate con i Neri.

R.D.G.: Signora, in Italia, gira voce che per colpa dei Neri, siamo tutti più poveri, quindi qual è la verità?

S.S: A me non pare che i Neri ci abbiano tolto qualcosa. Ma Lei ci ha sempre insegnato a noi e ai nostri figli di non fare confusione. Lei ci ha sempre detto che i ragazzi stranieri al “Cirino”, nulla avrebbero tolto ai ragazzi italiani.

R.D.G.: Signora è così. Ma come facciamo a farlo capire al resto del paese? Le confido una cosa, signora, da quando sono stata chiamata al porto, nell’agosto del 2015, perché c’erano ragazzi sul molo da aiutare, la mia vita è cambiata per l’ennesima volta. Ho coinvolto tutti i miei collaboratori e tutte voi famiglie del “Cirino” in un salvataggio che cominciava in mare e che continuava nelle stanze che, una volta, erano state delle Suore. Mi sono sentita chiamata a fare, ancora una volta quello per cui Victorine Le Dieu, la Fondatrice della Congregazione delle Suore di Gesù Redentore, ha fondato il suo progetto: dare accoglienza agli ultimi. Il progetto non aveva mai detto “solo ai bianchi, solo i cristiani”. Ed io e la mia gente ci siamo letteralmente immersi in un mondo di storie vere, dolorose, terrificanti vissute tra il deserto, i lager libici e il Mediterraneo.

S.S.: Maestra Rosanna, all’inizio noi famiglie, avevamo paura degli Africani al “Cirino”, mi ricordo ancora quando mio figlio Danilo, tornato casa mi disse: “Mamma, al Cirino arrivanu i Tucchi”.

R.D.G.: All’inizio erano i “Tucchi” poi le cose sono cambiate.

S.S.: E lo dice a me maestra Rosanna? Ilenia, mia figlia, oggi ha un fidanzatino che si chiama Ansumana, e che viene dal Gambia e che fa il Ramadan. Lo sa che all’inizio anche mio marito aveva problemi? Oggi parla anche un poco inglese per Ansumana e gli vuole bene come un figlio.

R.D.G.: Lo so signora, Ansumana è un bravo ragazzo, un bravo lavoratore e un eccellente calciatore la “S. Pio X” si è salvata grazie ai suoi goals.

S.S: Maestra Rosanna , ma tutti gli altri che sono passati al “Cirino”?

R.D.G.: Signora sono in varie parti d’Italia e d’Europa, studiano, lavorano, cercano di vivere una vita migliore con il pensiero alle loro famiglie in Africa.

S.S: Maestra Rosanna ma ora come si fa senza il “Cirino”? Ma perché le cose buone devono finire?

R.D.G.: Signora, mi creda sono disperata ho investito la mia vita qui. Ma cosa possiamo fare? Noi abbiamo fatto il nostro lavoro, la nostra parte. Ci abbiamo messo l’anima, il cuore, il corpo; ma senza soldi, non si può piu andare avanti.

S.S: Maestra Rosanna ma perché non vi hanno dato i soldi che avete speso?

R.D.G.: Signora non lo so.

S.S.: Maestra Rosanna , Lei non è tipo da “Non Lo So”

R.D.G.: Signora, le giuro io non lo so.

S.S: Ma chi è che non vuole pagare? Noi mamme possiamo fare qualcosa? Possiamo fare sciopero ,altre volte lo abbiamo fatto, il “Cirino” è una porta aperta alla gente. Non può chiudere quella porta, maestra Rosanna lei deve lottare.

R.D.G.: Signora non so più cosa fare, abbiamo chiesto, abbiamo aspettato, abbiamo telefonato, ma NESSUNA buona notizia.

S.S.: Ma qualcuno deve dire qualcosa.

R.D.G: Niente signora, Comune, Prefettura, non si sa a chi rivolgersi.

S.S: Maestra Rosanna ma lei ha scritto a Salvini?

R.D.G.: E cosa gli dico signora? Sig. Ministro, il ”Cirino” sta per chiudere perché avendo voluto aiutare persone negli ultimi anni non è stato pagato e questo ci ha portato a dover licenziare tutti e chiudere una risorsa per centinaia di utenti?!!!

S.S.: Maestra, lei glielo deve dire perché il Ministro Salvini non può permettere che questo accada. Lui dice : “prima gli italiani” ma mi sembra che voi siete italiani e che noi siamo italiani e che, se a me non spetta il reddito di cittadinanza e mio marito non trova lavoro, e viviamo tutti in una stanza, almeno il “Cirino” per i miei figli ci deve essere.

R.D.G.: Le posso confidare una cosa signora?

S.S.: Prego, maestra Rosanna.

R.D.G.: Lo sa che i problemi nostri più grosso nascono dal fatto che per i minori stranieri ospiti, negli ultimi due anni non sono state versate le somme regolarmente fatturate?

S.S.: Maestra Rosanna ma voi, i neri, li avete ospitati di testa vostra o ve li davano loro?

R.D.G.: Signora ce li davano loro.

S.S.: Ma loro allora, perché non vi hanno pagato il lavoro fatto?

R.D.G.: Signora noi non sappiamo chi siano “Loro”. E Loro stessi non sanno il lavoro fatto da noi.

S.S.: Maestra Rosanna, i ragazzi stanno bene al “Cirino” questo lo sanno tutti. Qualcuno si dovrebbe assumere la responsabilità. Avete lavorato, avete fatto sacrifici per aiutare chi vi era affidato e ora vi fanno chiudere?!!
Maestra Rosanna però non è giusto

R.D.G.: Effettivamente signora sembra un’ingiustizia e a me viene da piangere.

S.S: Maestra Rosanna, a me non sono rimasti gli occhi per piangere, però lei lo deve pretendere che almeno glielo dicono che cosa ha sbagliato?

R.D.G.: Signora è possibile, che io abbia sbagliato a pensare che in questa nostra città, i ragazzi che vivono ai margini debbano avere un’opportunità. Debbano avere pari opportunità. Io ringrazio Dio per avermi creata libera da pregiudizi, ringrazio i miei genitori per avermi cresciuta insegnandomi spirito di sacrificio, capacità di tolleranza. Ringrazio le Suore di Gesù Redentore per avermi formata all’accoglienza e all’aiuto. Ringrazio voi famiglie del “Cirino” per essere stati tutti la mia famiglia allargata. Ringrazio i ragazzi africani che mi hanno fatto rivivere l’importanza delle giuste motivazioni, quelle che ti fanno rischiare la vita, pur di averne una migliore. Signora mi dispiace ma forse ho sbagliato tutto questo e adesso dobbiamo chiudere

S.S: Maestra Rosanna, ma io non ho ancora capito perché???

R.D.G.: Signora non l’ho capito neanche io.