È probabilmente, per motivi diversi, uno dei dossier più scottanti per il governo regionale. Riscossione Sicilia, società che si occupa del recupero delle tasse per conto della Regione, al centro di alcune delicatissime inchieste giudiziarie scaturite da denunce su presunti favoritismi a politici rivelatesi del tutto infondate, archiviate dalla magistratura e adesso ribaltate, è da tempo sull’orlo del baratro con in atto l’ipotesi di liquidazione e trasferimento al riscossore nazionale. L’ultimo consiglio di amministrazione si è dimesso in blocco a pochi giorni dall’insediamento, denunciando una situazione impossibile da risolvere. E per questa “Mission Impossible” il presidente Musumeci ha deciso di affidare le sorti dell’importante società ad uno dei professionisti di maggior esperienza del paese, con un curriculum che pochi possono vantare in Italia: l’avvocato catanese Vito Branca.

Riscossione Sicilia è il “buco nero” della Regione Sicilia: problemi finanziari e gestioni scellerate l’hanno condotta al collasso, peraltro avvelenando in maniera difficilmente recuperabile il clima interno oltre che la sua reputazione esterna, coinvolgendola in oscure operazioni ancora tutte da chiarire e di cui è stato vittima addirittura l’attuale vertice del governo regionale.

Quello che preoccupa maggiormente è adesso la sua situazione finanziaria e la capacità operativa che, per il ruolo che svolge, coinvolge, oltre a circa 700 dipendenti, la stessa stabilità finanziaria della Regione Sicilia.

L’ultimo tentativo ha visto nominare al vertice della partecipata un generale della Guardia di Finanza Domenico Achille alla presidenza con l’alto magistrato catanese Michelangelo Patanè e la professionista Graziella Germano.

Un CdA di altissimo profilo che però dopo pochi giorni ha deciso unanimemente di dare forfait lanciando un drammatico allarme, denunciando “la gravissima situazione economica e amministrativa nella quale versa la società”.  E ancora “il vastissimo contenzioso per centinaia di milioni di euro; le inevase richieste dei dipendenti, che a loro volta hanno comportato oltre cinquecento azioni legali; il pesante clima che si respira all’interno dell’azienda; gli incombenti adempimenti in vista dell’attuazione del processo organizzativo stabilito lo scorso anno dall’Assemblea regionale siciliana”.

Nel corso dell’incontro della metà di giugno con il CdA dimissionario, il presidente Musumeci, nel prendere atto di quanto rappresentato dai vertici aziendali diede merito del lavoro svolto dai tre  amministratori ringraziandoli – seppure per un breve periodo – dichiarando apprezzamento per “l’analisi compiuta che ha confermato la piena consapevolezza, da parte di tutto il governo, di quanto pesante fosse la condizione ereditata nella riorganizzazione della società, lasciata negli anni passati al di fuori di ogni vigilanza da parte del governo regionale.”

Adesso la svolta, con la decisione di affidare le sorti dell’importante partecipata ad uno dei professionisti di maggior esperienza che si possa rinvenire in Italia, con un curriculum impressionante e ruoli di vertice in alcune delle più importanti istituzioni pubbliche e private.

Vito Branca, titolare di uno dei primari studi legali italiani dal 1976 e cassazionista dal ’90, Revisore Legale di riconosciuta autorevolezza, è specializzato in Diritto Bancario, Finanziario e Tributario, materie di cui è stato Cultore e Docente presso l’Università di Catania, la Luiss di Roma e la Link Campus.

È stato per oltre 25 anni Giudice Tributario d’Appello, con 10 anni nella funzione di Vice Presidente di Sezione presso la Commissione Tributaria Regionale per la Sicilia.

Significativa la sua presenza al vertice di governance bancarie del livello del Gruppo Credito Valtellinese di cui è in atto uno dei massimi esponenti essendo presidente di Creval Sistemi e Servizi, dopo aver ricoperto negli anni diversi ruoli strategici all’interno dell’importante gruppo bancario e precedenti esperienze in altri istituti.

Rilevante anche l’esperienza maturata nel management pubblico con la presidenza, agli inizi degli anni 2000, della SAC che gestisce l’aeroporto di Catania dopo esserne stato consigliere di amministrazione, analogo impegno svolto nella Società Interporto di Catania.

È stato consigliere di amministrazione del Istituto Cuore Morgagni e Vice Presidente di TeleSiciliaColor oltre che revisore dei conti di numerosissime società.

In atto è presidente del collegio sindacale dell’INPGI, l’ente assistenziale dei giornalisti, dell’Opera Diocesana Assistenza di Catania e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania.

Come non bastasse è anche impegnato nel mondo sportivo con ruoli di vertice nel campo della giustizia di settore quale componente del Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI ed è stato presidente della Corte Federale d’Appello della Federazione Italiana Rugby da cui ha ricevuto nel 2013 il riconoscimento dell’Ovale d’Oro.

Medaglia d’argento al Valore del Sovrano Militare Ordine di Malta, è stato nominato dal presidente della repubblica Commendatore nel 2006 e Grande Ufficiale nel 2010.

Potremmo continuare ancora per decine di righe con le numerose attività scientifiche e didattiche oltre gli incarichi di vertice ricoperti negli anni, anzi il curriculum lo alleghiamo per conoscenza dei lettori, ma anche per segnalare che esistono nel nostro disastrato tessuto sociale professionalità ampiamente accreditate che andrebbero maggiormente impegnate in questa delicata fase per recuperare alcune situazioni disperate e non consentono ulteriori avventure.

Insomma, un curriculum impressionante ed un esperienza decisamente fuori dal comune: basteranno per far uscire Riscossione Sicilia, i suoi dipendenti e gli interessi dell’intera Regione dal dramma e dai veleni in cui sono precipitati?

Buon lavoro.