Alla fine, al di là delle opinioni di ciascuno, con tanto di repliche più o meno fantasiose a tentare di giustificare atti gravemente scorretti, parlano i documenti o, come in questo caso, ancor meglio i video. Quanto accaduto il 4 giugno, a 6 giorni dalle elezioni, è molto più grave e spudorato di quanto si potesse immaginare, molto più di un’adunata elettorale mascherata. È stato uno show elettorale, realizzato da un’azienda comunale con fondi pubblici all’interno di un monumento pubblico e ad esclusivo e dichiarato vantaggio di un candidato alle elezioni, con tanto di atto di prostrazione nei confronti del sindaco uscente, che viene addirittura ed esplicitamente indicato come il “padrone di casa” di un sito in realtà di proprietà dei catanesi e addirittura osannato, con “l’augurio che ci sia in futuro”, come “protettore” di una società che in realtà è stata, al momento, “salvata” riducendo gli stipendi ai dipendenti che avanzano ancora spettanze dal 2014. Il presidente Giacalone si è anche esibito in una stucchevole “dichiarazione di fedeltà” nei confronti di Bianco, che gli ha conferito l‘incarico da 40 mila euro annui e che lascia attoniti per la sua intollerabile inopportunità: quando si assume un incarico pubblico non si deve essere “fedeli” a nessuno! L’adunata, nei termini in cui mostriamo nel video, si è svolta il 4 giugno, a sei giorni dalle elezioni e al Cortile Platamone, di proprietà del comune di Catania. I “giornalisti da strapazzo” hanno fatto il loro mestiere, ora tocca ad altri…