Non si castigano. Dopo la mole di intercettazioni incredibili in cui si sentono questi “signori dell’antimafia” brigare contro qualsiasi avversario, minacciare alti ufficiali, promettere legnate ai pm che indagano, arrivano alla tracotanza di continuare imperterriti da un lato a continuare a dichiararsi “vittime” di chissà cosa e dall’altro a tentare di inquinare le prove. Risultato: in galera.

Si allargano a macchia d’olio i filoni d’inchiesta che stanno travolgendo uno dei sistemi di potere più pericolosi che si sia mai visto all’opera in Italia.

Ristretto ai domiciliari la scorsa settimana, avrebbe continuato nella sua attività criminosa tanto da indurre i PM che stanno conducendo le indagini, Procuratore Aggiunto Gabriele Paci con i Sostituti Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso, a chiedere un aggravamento della misura cautelare subito accolta con provvedimento d’urgenza dal GIP Maria Carmela Giannazzo che ha ordinato il trasferimento in carcere del signor Montante.

In particolare la Squadra Mobile di Caltanissetta, al comando della dirigente Marzia Giustolisi, starebbero indagando sulla presenza di persone non autorizzate presso il domicilio di Montante mentre si trovava ai domiciliari, che già nella fase del primo arresto aveva tentato di distruggere alcune pen drive contenenti materiale ancora al vaglio degli investigatori..

Montante è accusato di essere a capo di due diverse associazioni a delinquere, una per il controllo degli affari scaturenti dalla gestione dell’assessorato regionale alle Attività Produttive e l’altra finalizzata a dossieraggi abusivi a carico di magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, politici e giornalisti.