L’ordinanza con cui il Comune di Aci Castello ha stabilito il divieto di balneazione su tutto il lungomare scardamiano, in piena estate, con i lidi aperti e senza i solarium pubblici catanesi, è stata non solo un fulmine a ciel sereno, ma ha suscitato grandissima rabbia per l’incapacità evidentemente di risolvere in modo definitivo e per tempo, un problema increscioso ben noto da anni. L’Associazione dei Consumatori d’Italia, a seguito anche di numerose segnalazioni già fatte alla Capitaneria di Porto ed esposti alla Procura, cita l’articolo odierno di Sudpress, nel richiedere l’intervento a tutela dei cittadini da parte del Ministero per la Tutela dell’Ambiente e del Mare, del Comando Generale delle Capitanerie, della Prefettura, della Questura e della Capitaneria di Porto di Catania

Già da anni, i controlli effettuati sul livello di inquinamento del braccio di mare al centro della vicenda, non lasciavano presagire nulla di buono, con la Consitalia che già un anno fa aveva richiesto spiegazioni sulla balneabilità delle acque, in particolare dell’area marina protetta isole Ciclopi.

Oggi, a seguito dell’ordinanza del sindaco di Aci Castello, Filippo Drago, di un paio di giorni fa che certifica il blocco seppur temporaneo della balneazione nel tratto di mare compreso tra il lungomare scardamiano (piazza Martiri delle foibe) e il Lungomare dei Ciclopi (via Magri’), viene lanciata una vera e propria richiesta di aiuto, affinchè intervengano le autorità nazionali e locali per affrontare non solo il problema gravissimo dell’inquinamento marittimo, ma anche per individuare finalmente i responsabili di questa situazione, ogni anno invariata, malgrado i proclami, le promesse ed presunti lavori di manutenzione.

Questo il comunicato di Consitalia nella sua interezza, che riporta l’articolo di Sudpress:

Prot. n. 98-2018

Oggetto: Divieto di Balneazione temporaneo nelle acque protetta della Riserva Naturale Isole Ciclopi Acitrezza – Ordinanza del Sindaco di Aci Castello n. 281 del 03-08-2018 – Richiesta di intervento a tutela dei Cittadini Utenti Consumatori, tutela della salute e delle Imprese- –

Il sottoscritto Micalizzi Alfio Fabio nella qualità di Presidente Regionale dell’Associazione dei Consumatori d’Italia CONSITALIA (associazione costituita con atto pubblico in data 23-11-2009), di riferimento alle numerose lettere inviate alla Capitaneria di Porto di Catania, al Comune di Aci Castello, alla Regione Siciliana, alla Prefettura di Catania ecc., e successivi esposti depositati presso la Procura della Repubblica di Catania riguardanti presunti reati ambientali aggravati e continuati in presenza dell’istituita riserva naturale area marina protetta isole ciclopi di acitrezza dove in atto esistono oltre n. 12 discariche fognarie abusive altamente inquinanti, di riferimento agli articoli / notizie riportate dalla stampa delle ultime ore riguardanti l’ordinanza del Sindaco di Aci Castello n. 281 del 03-08-2018 che prevede il divieto di balneazione temporaneo, visto che i fatti sono gravi e potrebbero arrecare ulteriori danni aggravati e continuati agli utenti consumatori, alle imprese locali, alla salute dei cittadini ecc., chiede l’intervento urgente del Ministro per la tutela dell’Ambiente e del Mare, del Prefetto di Catania, della Direzione Marittima – Capitaneria di Porto di Catania.

La scrivente associazione comunica sin da ora che si costituirà parte civile contro coloro i quali saranno individuati quali responsabili degli illeciti penali che verrano riscontrati dall’ Autorità Giudiziaria.

Si trasmette la presente nota a mezzo PEC.

Catania lì, 06-08-2018

Il Presidente Regionale

F.to Alfio Fabio Micalizzi

 

Si allega copia di uno degli articoli riportati dalla stampa:

È incredibile quello che accade da queste parti: ogni anno  ne diamo notizia e tutti i responsabili, amministratori e dirigenti, restano tranquillamente ai loro posti, pagati e riveriti come nulla fosse, come fosse normale che in un territorio che vive di turismo, ogni anno, da decenni e in pieno periodo estivo, riescono a far “otturare” il canale di scolo delle acque nere che così sversa le sue schifezze in uno dei mari che dovrebbe essere tra i più belli e suggestivi del mondo. Ma è possibile che non ci sia nessuna autorità che fermi e cacci questi incapaci?

Il fatto, l’ennesimo.

image: http://www.sudpress.it/wp-content/uploads/2018/08/Filippo-Drago-150×150.jpg

Venerdì 3 agosto il sindaco di Acicastello Filippo Drago emette l’ordinanza n.281.

L’ordine è perentorio:  Divieto di balneazione temporaneo tratto di mare compreso tra il lungomare scardamiano (piazza Martiri delle foibe) e il Lungomare dei Ciclopi (via Magri’).

In pratica riguarda l’intero meraviglioso litorale di Aci Trezza.

Il contenuto dell’ordinanza fa schifo e le ragioni sono indecenti: “È stato accertato, da personale dell’ufficio ecologia, lo sversamento a mare di refluidovuto presumibilmente alla ostruzione della condotta fognaria posta sul Lungomare dei Ciclopi all’altezza di Via Capparelli, convogliante le acque luride all’impianto di sollevamento di Via Gibuti per poi essere rilanciate al punto di scarico in Piazzetta Padre Pio.”

Tanto per chiarire, le acque ipocritamente definite “reflue” non sono altro che quintali di cacca e simili: “acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche (quali alberghi, scuole, caserme, uffici pubblici e privati, impianti sportivi e ricreativi, negozi al dettaglio ed all’ingrosso e bar); le sostanze provenienti dalle deiezioni umane contengono essenzialmente cellulosa, lipidi, sostanze proteiche, urea, acido urico e glucidi.”

Chiaro di cosa si è “accorto” il solerte personale dell’ufficio ecologia del comune di Aci Castello?

Lo stesso personale che non si accorge mai che quella maledetta “condotta fognaria” si “ostruisce” ogni stramaledetto anno!

Perché diavolo non effettuano per tempo controlli e manutenzioni?

Invece arrivano immancabilmente nel pieno della stagione turistica ad offrire il frutto della loro colpevole incapacità galleggiare in quello che una volta era lo splendido mare dei Ciclopi prima e dei Malavoglia dopo.

Questo si chiama DISASTRO AMBIENTALE! Per non dire del danno all’immagine arrecato agli interessi, anche economici dei castellesi, dei catanesi, dei siciliani.

Se ci fossero ancora, i poveri Ciclopi, immaginiamo dove scaglierebbero i Faraglioni!

E magari, la responsabile della 4° Area che controfirma l’ordinanza del sindaco Drago, l’architetto Adele Trainiti, ha già decretato il raggiungimento degli obiettivi del suo ufficio per incassare le varie indennità aggiuntive, mentre in una società civile basterebbe un fatto come questo per togliergli direttamente gli stipendi, anzi cacciarli proprio.

Perché davvero non si capisce cosa ci stiano a fare pletore di amministratori, dirigenti, funzionari, dipendenti se non riescono a mantenere in efficienza l’unico bene che dovrebbero tutelare: il mare.

Ed è possibile che non sia prevista nel nostro millenario ordinamento una sanzione adeguata e definitiva per tali inadeguatezze?

Dove si vuole arrivare?

È davvero accettabile?

Già immaginiamo le repliche a mezzo PEC richiamanti fantomatici appalti della rete fogniaria di cui si parla da decenni con lo scarico di barili e responsabilità tra amministrazioni di centro, destra e sinistra: stiano zitti, almeno per decenza.

Faremmo davvero a meno dei soliti melensi e inutili blaterizi perché dovrebbero fare una cosa sola: andare a casa e consentire la nomina di un commissario-manager, possibilmente straniero, che metta un minimo di ordine in tutta questa bestialità elettiva che sta diventando davvero pericolosa.

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