È incredibile quello che accade da queste parti: ogni anno  ne diamo notizia e tutti i responsabili, amministratori e dirigenti, restano tranquillamente ai loro posti, pagati e riveriti come nulla fosse, come fosse normale che in un territorio che vive di turismo, ogni anno, da decenni e in pieno periodo estivo, riescono a far “otturare” il canale di scolo delle acque nere che così sversa le sue schifezze in uno dei mari che dovrebbe essere tra i più belli e suggestivi del mondo. Ma è possibile che non ci sia nessuna autorità che fermi e cacci questi incapaci?

Il fatto, l’ennesimo.

Venerdì 3 agosto il sindaco di Acicastello Filippo Drago emette l’ordinanza n.281.

L’ordine è perentorio:  Divieto di balneazione temporaneo tratto di mare compreso tra il lungomare scardamiano (piazza Martiri delle foibe) e il Lungomare dei Ciclopi (via Magri’).

In pratica riguarda l’intero meraviglioso litorale di Aci Trezza.

Il contenuto dell’ordinanza fa schifo e le ragioni sono indecenti: “È stato accertato, da personale dell’ufficio ecologia, lo sversamento a mare di refluidovuto presumibilmente alla ostruzione della condotta fognaria posta sul Lungomare dei Ciclopi all’altezza di Via Capparelli, convogliante le acque luride all’impianto di sollevamento di Via Gibuti per poi essere rilanciate al punto di scarico in Piazzetta Padre Pio.”

Tanto per chiarire, le acque ipocritamente definite “reflue” non sono altro che quintali di cacca e simili: “acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche (quali alberghi, scuole, caserme, uffici pubblici e privati, impianti sportivi e ricreativi, negozi al dettaglio ed all’ingrosso e bar); le sostanze provenienti dalle deiezioni umane contengono essenzialmente cellulosa, lipidi, sostanze proteiche, urea, acido urico e glucidi.”

Chiaro di cosa si è “accorto” il solerte personale dell’ufficio ecologia del comune di Aci Castello?

Lo stesso personale che non si accorge mai che quella maledetta “condotta fognaria” si “ostruisce” ogni stramaledetto anno!

Perché diavolo non effettuano per tempo controlli e manutenzioni?

Invece arrivano immancabilmente nel pieno della stagione turistica ad offrire il frutto della loro colpevole incapacità galleggiare in quello che una volta era lo splendido mare dei Ciclopi prima e dei Malavoglia dopo.

Questo si chiama DISASTRO AMBIENTALE! Per non dire del danno all’immagine arrecato agli interessi, anche economici dei castellesi, dei catanesi, dei siciliani.

Se ci fossero ancora, i poveri Ciclopi, immaginiamo dove scaglierebbero i Faraglioni!

E magari, la responsabile della 4° Area che controfirma l’ordinanza del sindaco Drago, l’architetto Adele Trainiti, ha già decretato il raggiungimento degli obiettivi del suo ufficio per incassare le varie indennità aggiuntive, mentre in una società civile basterebbe un fatto come questo per togliergli direttamente gli stipendi, anzi cacciarli proprio.

Perché davvero non si capisce cosa ci stiano a fare pletore di amministratori, dirigenti, funzionari, dipendenti se non riescono a mantenere in efficienza l’unico bene che dovrebbero tutelare: il mare.

Ed è possibile che non sia prevista nel nostro millenario ordinamento una sanzione adeguata e definitiva per tali inadeguatezze?

Dove si vuole arrivare?

È davvero accettabile?

Già immaginiamo le repliche a mezzo PEC richiamanti fantomatici appalti della rete fogniaria di cui si parla da decenni con lo scarico di barili e responsabilità tra amministrazioni di centro, destra e sinistra: stiano zitti, almeno per decenza.

Faremmo davvero a meno dei soliti melensi e inutili blaterizi perché dovrebbero fare una cosa sola: andare a casa e consentire la nomina di un commissario-manager, possibilmente straniero, che metta un minimo di ordine in tutta questa bestialità elettiva che sta diventando davvero pericolosa.