Meno di 80.000 utenti allacciati ad una rete fognaria che – solo sulla carta – potrebbe reggerne 275.000. Migliaia di utenze “a perdere”, mare inquinato e 213 milioni di finanziamenti CIPE bloccati per un “no” della Regione

Fa acqua (sporca) da tutte le parti. Tutto l’anno.
La polemica sullo stato del litorale catanese e delle problematiche relative agli scarichi fognari a mare ritorna, puntuale, ogni estate.

488 i km di tubi che da Ognina-Picanello arrivano al depuratore di Panta d’Arci, passando per via Etnea e il centro storico.

488 km ai quali sono allacciati meno del 30% degli utenti che la rete fognaria potrebbe reggere. Il resto della città, nel migliore dei casi, scarica nei cosiddetti pozzi neri. Ma la maggior parte delle utenze scaricano a perdere o allacciandosi alle acque bianche. E questo tutto l’anno, non solo d’estate quando il problema torna in auge.

A fare il punto della situazione, audito in sede di commissione Lavori Pubblici, è l’ingegnere De Gregoriis, Direttore Generale della Sidra e RUP del progetto di estensione della rete fognaria di Catania.

L’attuale stato della rete fognaria etnea
Della rete fognaria abbiamo più volte scritto raccogliendo le segnalazioni dei cittadini di S.Giorgio che da anni chiedono al Comune che sia risolto il problema dello scarico delle acque reflue. “L’assessore Bosco ci ha di recente comunicato che i fondi per la realizzazione delle fognature sono di nuovo bloccati” ci ha informati Lorenzo Leone, presidente della VI Circoscrizione. “Trovo inaccettabile che dopo anni di promesse i cittadini di S.Giorgio siano ancora in questa situazione di degrado. L’Amministrazione Bianco dice di volersi occupare delle periferie ma qui i cittadini si sentono abbandonati” conclude.

colletori progetto cipe

Ma il problema è tutt’altro che circoscritto alla periferia a sud di Catania.
A spiegarlo ai consiglieri proprio De Gregoriis: le uniche aree effettivamente allacciate alla rete fognaria sono “il quartiere di Librino, la parte bassa di via Plebiscito, la parte alta di via Palermo, una parte di Corso Indipendenza e la parte alta di viale Mario Rapisardi”. 

Non solo S.Giorgio, quindi, ma la quasi totalità del territorio cittadino resta tagliato fuori dal servizio di importanza primaria. “Una rete fognaria realizzata a macchia di leopardo” continua ancora l’ingegner De Gregoriis.
Così mentre a S.Giorgio o in via Leucatia, i cittadini sarebbero disposti ad eseguire in prima persona i lavori di allaccio alla rete, a Trappeto la rete nuova rete fognaria , completata nel 2005, non può ancora essere usata e anche i tombini sono murati: per poterla attivar bisogna aspettare che ritorni in funzione il “vecchio allacciante” attualmente bloccato a causa di una frana sotterranea in zona via Crociferi che riduce la già minima portata delle tubature che in quel punto subiscono un notevole restringimento.

I progetti
Due i finanziamenti legati alla vicenda della fognatura: uno regionale per la rimozione del “nodo” di via Crociferi. L’altro – i 213 milioni del progetto CIPE del 2012 – dovrebbero servire ad ammodernare il vecchio sistema fognario e aggiungere circa 118 km di nuove tubazioni

Peccato che entrambi i progetti siano fermi al palo.

Sul Vecchio Allacciate “è stato realizzato l’80% dei lavori – spiega De Gregoriis nella commissione del 25 febbraio di quest’anno – e manca solo la rimozione di metà della frana, però l’impresa si è fermata e ha chiesto la risoluzione del contratto per i mancati pagamenti della Regione“.

Ed è sempre la Regione a bloccare l’avvio dei lavori legati ai fondi della delibera CIPE: l’assessore Vania Contrafatto si oppone alla decisione del Comune di Catania di far gestire l’opera a Sidra, ritenendo la Sogesid ente prescelto. Nonostante Il Comune di Catania e la Sidra abbiano dichiarato la volontà di cedere la gestione al Gestore Unitario d’Ambito.

Per De Gregoriis “se l’opera sarà gestita dal Comune e da Sidra, si potrà nel primo anno iniziare ad allacciare nuove utenze attraverso la consegna di tratti di rete fognaria”: tempi più brevi, sicuri benefici ambientali e rapidi aumenti di ricavi per Sidra.

Nella diatriba Comune/Regione è passato un altro anno e dell’appalto – i cui lavori sarebbero dovuti iniziare nel 2016 – non se ne ha ancora alcuna notizia.

Si è perso e si continua a perdere tempo prezioso per la città” ha dichiarato ai nostri microfoni Niccolò Notarbartolo, presidente della commissione Lavori Pubblici.

“Mentre Comune e Regione continuano a discutere su chi tra Sogesid e Sidra debba coordinare la realizzazione dell’opera e gestire quindi i fondi, la situazione del nostro mare peggiora, ma soprattutto la città continua ad essere privata di un servizio essenziale”.

E anche per il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare non ci sono dubbi e nella nota del 14 marzo 2016 a firma della Gaia Checcucci si legge:

“Per quanto attiene l’intervento previsto dell’Accordo di Programma Quadro per l’importo di 213Mln, sebbene non risolutivo del contenzioso comunitario, questa Amministrazione ritiene che vada immediatamente attuato. La problematica relativa alla copertura finanziaria deve essere affrontata e risolta in sede di Tavolo dei sottoscrittori, al fine di ripristinare con immediatezza la disponibilità delle risorse e non accumulare ulteriori ritardi nella realizzazione dell’opera“.