In questi giorni ci stiamo occupando del Lido dei Ciclopi: un tema più sentito di quanto potessimo immaginare. Ha lanciato il sasso lo storico “dipendente precario” Orazio Vasta, cui ha subito replicato l’attuale presidente Francesco Carpinato. Abbiamo ricevuto un commento che abbiamo ritenuto mettere in evidenza affidandogli l’apertura del nostro giornale di questo primo giugno. Marco Vinci, commercialista e amministratore giudiziario, è stato per qualche decennio tra i più noti ed attivi PR tra Catania e Taormina, di certo un protagonista del bon vivre catanese e ancora oggi non rinuncia all’impegno animando con la moglie Roberta Russo l’associazione Ecco Godot, che dal 1993 propone ogni anno la fortunata rassegna teatrale Comics che porta in città il meglio del genere comico italiano. Marco Vinci, come tanti catanesi, ha il Lido dei Ciclopi nel cuore…

Piano industriale?

Il piano industriale è chiaro a tutti:il lido è scivolato in una palude alla fine degli anni 90 ( più di vent’anni fà), ed ora, dopo la gestione quanto meno attiva del precedente amministratore unico (Pucci Giuffrida, ndr), galleggia nell’ottica di un pareggio che non contenta nessuno, se non i soli attuali membri del CdA.

A che serve leggere i bilanci?

Magari i conti saranno in ordine, ma la GESTIONE è cosa ben diversa.

Molti frequentatori storici negli ultimi anni hanno abbandonato il Lido ( chiediamo il numero di tesserini venduti nell’ultimo triennio… venduti a prezzi promozionali, rispetto al precedente triennio, sarebbe evidente il disastro. Quello si che è un termometro del gradimento ), mentre quelli che per un amore folle lo continuano a frequentare, ne denunciano la totale assenza di amministrazione.

Manca poco al momento in cui il Lido rimarrà solo nei ricordi di qualche nostalgico dei mitici anni 60.

Il Lido dei Ciclopi deve essere condotto da un’azienda capace di restituirgli lo splendore di un tempo, risultato che si raggiunge e si mantiene attraverso la realizzazione di progetti illuminati.

Sono passati vent’anni, e’ un tempo sufficente perchè un’azienda confiscata provi a tormare in bonis?

Il Comune di Aci Castello , sebbene abbia un chiaro interesse, non è l’interlocutore adatto, ma mantiene una posizione centrale per il futuro dell’azienda.

RESTITUITECI IL LIDO DEI CICLOPI.

Auguri Orazio, sono al tuo fianco!

Marco Vinci


In poche righe, era un semplice commento, Marco Vinci ha espresso soprattutto un sentimento, fornendo anche una chiave di lettura su quello che pensano gli appartenenti ad una comunità troppo spesso non considerati nelle scelte compiute da chi amministra.

L’intervento è importante, riscontra perfettamente l’intenzione editoriale del giornale di accendere un faro sulla gestione di beni divenuti pubblici che, si concorda, non devono badare esclusivamente al “pareggio di bilancio”, pur necessario, ma soprattutto al loro rilancio, ancor di più quando si tratta di aziende dall’alto valore simbolico e con un posizionamento strategico come il Lido dei Ciclopi, puntando al maggior coinvolgimento possibile dei suoi fruitori attraverso un piano industriale che possa essere trasparente e condiviso.

Ma è importante anche perché dà occasione ad un organo di stampa di farsi strumento dell’opinione di chi la comunità la vive, dandogli voce, rappresentando ed esprimendone i desideri, le attese, le delusioni ed i disagi, con l’obiettivo di contribuire alla soluzione di problemi che hanno una valenza pubblica ma rappresentano anche l’esigenza di vivere in un territorio straordinario che non si rassegna alla decadenza..

Laddove il rapporto tra cittadini ed amministratori della Cosa Pubblica, a tutti i livelli, appare ormai drammaticamente compromesso, persino interrotto, in un periodo in cui sembra non esistano più luoghi di confronto e dibattito diretto, bisogna attivare strumenti capaci di farsi ascoltare.

Questo giornale, al di là della sua mission di raccontare con le sue inchieste le dinamiche sottese alla gestione del potere, è a disposizione di vuole utilizzarlo per porre questioni che possano essere utili a vivere meglio e più consapevolmente la nostra comunità.

Parlarne, ed in questi termini, è già un passo avanti.

PDR