“Virtuale”, ci mancava proprio il “museo virtuale! Agli sgoccioli del mandato di 5 anni in cui non ha fatto altro che danni incalcolabili tutti documentati e con i suoi più stretti collaboratori finiti in galera o interdetti, Enzo Bianco continua imperterrito nelle sue mirabolanti promesse provando a superare quella rimasta memorabile dei “turisti nebulizzati”. Ora propala un futuro “museo belliniano digitalizzato” che dovrebbe realizzare con quel CNR che ancora non siamo riusciti a capire come ha speso i 60 milioni di euro del “Progetto Prisma“. Nel frattempo, in 5 anni come questo sindaco ha ridotto uno dei veri gioielli catanesi, il Teatro Massimo Vincenzo Bellini, lo testimoniano le immagini che pubblichiamo: uno scandalo e l’ennesima vergogna. IL VIDEO, montato su quello diffuso dal comune di Catania con le “dichiarazioni” di Bianco sul progetto del “Museo belliniano virtuale”. VIRTUALE!

Eravamo nel marzo del 2014 quando raccontavamo una delle prime sparate del suo ultimo mandato. Si era lasciato prendere la mano inventandosi un progetto che prevedeva una sorta di percorso che avrebbe dovuto accogliere i fantasticati milioni di crocieristi che sarebbero approdati al “Porto Liberato” di Catania con una rinfrescante pioggerellina nebulizzata da tanti piccoli ugellini. L’ineffabile Bianco aveva anche avuto l’impudenza di mostrare persino delle immagini di rendering. Ovviamente ne abbiamo dato notizia all’epoca sorridendo, in fondo lo si conosceva per la sua attitudine a spararla grossa, ma in fondo si era ancora al primo anno di sindacatura e si poteva anche sopportare.

Dopo 5 anni il sorriso è scomparso e le condizioni in cui questo sindaco sta lasciando la città non hanno precedenti.

Di “progetti” e promesse ne ha propinati a bizzeffe, dal Museo Egizio, che doveva essere aperto nel 2017 e di cui non c’è neanche l’ombra, al Lungomare Liberato, dal “Porto Aperto” a “Corso Martiri” passando per operazioni n cui si sono spesi milioni di euro e di cui si è persa ogni traccia, dal “Progetto Prisma” al PON “DiCeT” , al “Progetto Smart City”, ai 21 milioni per la “digitalizzazione dei Beni Culturali” passando per il “Catania Living Lab” che sfidiamo chiunque a spiegare a cosa serve e se funziona.

Insomma, un disastro ed una vergogna, arrivando alla vera e propria provocazione nei confronti di quelle centinaia di famiglie ridotte sul lastrico per gli stipendi non pagati con le aziende fatte fallire senza scrupoli.

Ieri quindi, alle 18.36 arriva un lunghissimo comunicato del misterioso Ufficio Stampa del comune di Catania con tanto di foto.

Il titolo incuriosisce: Cultura: Bianco presenta Museo BellinInRete

Proprio così, in neretto e sottolineato.

Vi si legge: “Quel sito diventerà presto un magnifico corpus belliniano: la casa dell’artista e il vero museo belliniano primo in Italia per le caratteristiche ideate”. “Catania – ha detto Bianco – sta molto puntando sul turismo e in particolare sul turismo culturale. Tra i visitatori della nostra città sono moltissimi quelli che chiedono di visitare il Teatro Massimo Bellini, il tempio della musica dedicato al cigno di Catania, …aa qui la nascita del progetto del “Museo virtuale della Musica BellinInRete”, che, nato da un approccio multidisciplinare, ha reso noto Bianco, è già interamente finanziato e nasce dalla collaborazione tra il Comune di Catania, l’Università degli studi di Catania, l’Istituto di Scienze e Tecniche della Cognizione del Cnr, il Teatro Massimo Bellini e l’Istituto Superiore musicale Bellini che adesso diventerà Conservatorio: una squadra che ha lavorato di concerto per ottenere un grande risultato“.

Si, lo immaginiamo il “grande risultato”.

Intanto la realtà dura, nuda e cruda di quello che è stato capace di combinare questa amministrazione è testimoniata dalle condizioni vergognose in cui versa quello che appunto dovrebbe essere non a chiacchiere il “Tempio della musica dedicato al Cigno di Catania” che questa massa di incoscienti inadeguati ha ridotto a cumulo di macerie in gran parte persino inagibili.

La verità è che ormai, dopo cinque anni di insulsaggine, ogni conferenza stampa, ogni immagine, ogni filmato, ogni dichiarazione e promessa rappresentano una provocazione esagerata alla indignazione di una città ridotta allo stremo da una melagomania autoreferenziale che non ha prodotto altro che scandalo.

E non sorridiamo più, da troppo tempo.