Tra le poche cose buone fatte dal parlamento siciliano, anzi tra le poche cose fatte, di certo innovativa è stata la riforma della governance dell’ERSU, l’ente per i servizi agli studenti. È stata infatti sancita per legge l’importanza del ruolo degli studenti ai quali sarebbe assegnata la maggioranza in Cda: 3 su 5! Ma l’assessore Lagalla, ex rettore dell’università di Palermo tuttora indagato con l’ipotesi di abuso d’ufficio proprio per una storia di borse di studio irregolari, pare orientato a bloccarne l’insediamento. Speriamo siano voci…

La norma che assegna la maggioranza agli studenti appare innovativa e del tutto ragionevole perché non si capisce per quale motivo a gestire i servizi a loro destinati debbano essere docenti e funzionari.

Ma fatta la legge pare stiano provando a trovare l’inganno e gira voce, attendibile, che con la scusa di voler attendere l’elezione del rappresentante dei docenti, che avverrà se va bene il prossimo autunno, alla regione intendano bloccare l’insediamento dei nuovi organi.

In realtà il consiglio di amministrazione degli ERSU può, anzi deve immediatamente cominciare ad operare essendo già insediabile con la maggioranza assoluta dei suoi componenti: 4 su 5, e quindi in piena validità legale per le sue deliberazioni.

Infatti la norma prevede che oltre ai 3 studenti appena eletti, facciano parte del CdA un eletto tra i docenti ed il presidente che viene nominato con decreto del presidente della Regione su designazione dell’assessore alla Formazione, appunto Lagalla, che potrebbe metterci non più di 10 minuti a firmare il decreto.

In 4 su 5 un consiglio d’amministrazione opera tranquillamente: non farlo sarebbe un’omissione di atti d’ufficio!

L’ipotesi di un eventuale dilazione dell’obbligo di legge di insediare il consiglio, ancor di più oggi che il giochino è scoperto, aprirebbe nuovi scenari.

Una maggioranza di studenti in un CdA importante come quello dell’Ersu non si era mai vista. L’organo più ambito fin ora era stato il Senato Accademico, dove i ragazzi sono in sei contro trenta.

Interessare ragazzi alla politica è cosa ormai difficilissima. Il disinteresse è dilagante e appassionarli a qualcosa è complicatissimo. Complice una classe politica che ha deturpato e depredato ogni cosa, togliendo a quei pochi giovani che resistono nelle segreterie ogni spazio possibile. Lo si vede guardando le liste di candidati a qualsiasi competizione elettorale: trovare un ragazzo sotto i 30 è praticamente impossibile.

Unico sfogo per chi ha un minimo di interesse pper la cosa pubblica e per chi spera che dimostrando qualcosa a queste cariatidi otterra un po’ di spazio e riconoscenza in futuro è impegnarsi nella politica universitaria.

La tornata elettorale appena trascorsa è stata molto travagliata e intensa: con la redazione di Sudlife l’abbiamo seguita e raccontata. Abbiamo incontrato decine di ragazzi appassionati e infervorati, impegnati in una campagna eletttorale difficilissima: riportare alle urne i colleghi dopo la tornata di ottobre, quando si elessero i rappresentanti di ogni ordine e grado non è stato facile. Hanno messo in campo idee e programmi.

Hanno fatto una campagna elettorale pazzesca: pochi santini, tanto confronto. Hanno realizzato spot elettorali, sponsorizzato su facebook, partecipato ai dibattiti. Sono andati porta a porta a spiegare ai loro colleghi quando importante fosse questo voto. I candidati alle europee i contenuti e l’impegno di questi ragazzi se li sognano.

Le dichiarazioni dei tre eletti all’Ersu le ha raccolte la nostra Sara Obici. Che ha anche dovuto comunicare loro che probabilmente non si insedieranno mai.

Depredati anche stavolta. Idee, impegno e programmi vanno a farsi friggere. E ci si chiede perché i ragazzi si disinteressino della politica.

Ora chiedeteglielo il voto (e l’impegno di cercarli i voti) per queste europee…