Dopo la grandiosa iniziativa dell’Università degli Studi di Catania, volta a ridurre l’utilizzo della plastica tramite delle apposite fontanelle temporizzate, adesso “ci si mette anche l’ARS”. Difatti anche l’organo legislativo della nostra regione ha appena avviato un iter per poter diventare “Plastic Free”.

Il ddl “antiplastica” è stato promosso dalla deputata regionale Giusy Savarino, secondo la quale occorrerebbe vietare per legge le plastiche monouso ed incentivare il solo utilizzo di quelle compostabili e biodegradabili. Questa iniziativa è del tutto in linea con quella di altri Comuni italiani: difatti secondo alcune analisi di Legambiente ci sono almeno ventiquattro comuni che hanno spostato la causa del “Plastic Free”. Tra questi molti sono Siciliani, difatti: Siracusa, Pantelleria, Avola, Noto, Favignana, Lampedusa, Capo d’Orlando, Linosa, Augusta, Pachino, Capaci, Malfa (Salina – Isole Eolie) hanno già adottato un’apposita delibera per vietare l’utilizzo della plastica monouso.

“La Sicilia, con sempre più comuni che si stanno dimostrando sensibili al problema, potrebbe essere la prima regione italiana “PlasticFree”, diventando protagonista nel contrasto all’inquinamento da plastica”. Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente dell’AnciSicilia, commentando l’avvio da parte dell’Ars dell’iter legislativo per mettere al bando la plastica.

“Sull’esempio di tanti comuni virtuosi – ha aggiunto Orlando – bisogna continuare a replicare su tutto il territorio ordinanze ad hoc, dando un importante contributo per limitare la presenza della plastica nell’Isola. Pur trattandosi di un percorso lungo e complesso, adottare ordinanze contro la plastica non biodegradabile significa prendersi cura del territorio e della salute degli abitanti. Per questi motivi, invito i sindaci di tutta la Sicilia a prodigarsi in tal senso e, considerato che in Italia i comuni che hanno detto stop alla plastica sono per oltre la metà siciliani, sono fiducioso che presto raggiungeremo un importante traguardo”.