Dopo l’audizione del Segretario Generale Ettore De Salvo in Prima Commissione, depositata interrogazione che getta nuove inquietanti ombre sulla reale consistenza del bilancio predisposto dall’amministrazione Bianco

Lo scorso 27 maggio si  è svolta l’audizione del Segretario Generale Ettore De Salvo in primaCommissione per relazionare in merito al rendiconto consuntivo per l’esercizio 2014 ed al bilancio di previsione 2015;

In tale sede – si legge nell’interrogazione – il consigliere del Partito Democratico Niccolò Notarbartolo, “incuriosito dalla voce di entrata inserita nel PEG 2014 della Direzione Ragioneria Generale al capitolo 968/0 “Donazioni…” per un importo pari ad un milione (1.000.000) di euro, formulava una precisa domanda al Ragioniere Generale chiedendo quale fosse la provenienza di tali somme.”

Scrive ancora Notarbartolo, e risulterebbe dal verbale di seduta, che “il Ragioniere Generale con grande naturalezza e disinvoltura spiegava ai componenti della Commissione presenti che tale voce di bilancio si riferisce a “liberi contributi” richiesti dal Comune ai fornitori che avevano ottenuto il pagamento delle lore spettanze grazie ai fondi  anticipati al Comune direttamente dal Tesoro o dalla Cassa Depositi e Prestiti in virtù dell’adesione al D.L. 35 del 2013.

Il commento del consigliere, contenuto nell’interrogazione che alleghiamo in calce, rileva l’incongruenza di questa appostazione contabile in base alla normativa ricordando che “nel bilancio di previsione devono essere iscritte solo le entrate ragionevolmente accertabili nel periodo amministrativo di riferimento”  e ritenendo che “una simile scelta di programmazione in cui si richiede un “libero contributo” a chi ha legittimamente incassato delle somme, probabilmente cospicue, ma, in ogni caso dovute, appare quanto meno inusuale.”

E rincara: “Appare del tutto inusuale e formalmente non corretto collegare simile voce ad un fantasioso capitolo di spesa chiamato “Città di Catania” ed inserito tra le voci di spesa della Direzione Manutenzioni.”

Quindi, chiede formalmente che sia pubblicata “una specifica delle somme movimentate nel capitolo di bilancio 968/0 “Donazioni…” con l’espressa indicazione dei nominativi dei soggetti donatori e degli importi da ciascuno donati;

Chiede anche di conoscere “sulla base di quali documenti o disposizioni sia stata ipotizzata un’entrata di importo pari ad 1 milione di euro a titolo di donazioni.”

E ancora: “con quali provvedimenti sono stati richiesti o concessi questi “liberi contributi” ai fornitori che finalmente erano riusciti ad ottenere dopo anni di paziente attesa il pagamento dovuto.”

Il consigliere Notarbartolo, e probabilmente non solo lui, vuole infine sapere “se la richiesta ( da parte dell’amministrazione Bianco di queste “libere donazioni”, ndr)  sia stata effettuata prima o dopo l’effettuazione del pagamento ai fornitori.”

Ed infine, “se ritenga tale scelta conforme ai principi contabili degli enti locali, in particolare: 1) al principio della veridicità; 2) al principio del pareggio finanziario; 3) al principio  dell’attendibilità; 4) al principio della coerenza; 5) al principio della congruità; 6) al principio della prudenza.”

Traducendo, fuori dai tecnicismi, ci pare di capire che il consigliere Notarbartolo ha scoperto, ed il segretario generale De Salvo confermato, che l’amministrazione Bianco aveva previsto di chiedere soldi ai fornitori in attesa di essere pagati dal comune prevedendo un introito di 1 milione di euro inserito a bilancio.

Come può definirsi un simile progetto non spetta al giornale, ma le ipotesi cominciano a circolare.

Si tratta di un’interrogazione “pesante”, che se dovesse essere confermata nei suoi contenuti, dimostrerebbe in maniera documentale che è arrivato il momento che questi bilanci comunali siano finalmente analizzati da autorità in grado di mettere fine ad un modo di amministrare incompatibile con gli interessi della Città.

Interrogazione Notarbartolo sulle “Libere Donazioni