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Turismo e beni culturali in Sicilia: un colpo al cerchio e uno alla botte

29-09-2020 12:16

redazione

Cronaca, Focus, turismo, Siti di interesse culturale, sindacati beni culturali,

Turismo e beni culturali in Sicilia: un colpo al cerchio e uno alla botte

Salta l'accordo tra Regione e Sindacati dell'area Beni Culturali per permettere ai siti di interesse turistico di rimanere aperti nei giorni festivi.

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E' paradossale come, lo stesso identico giorno, ci possano arrivare notizie totalmente contrastanti sullo stesso argomento. Ed è così che, insieme alle dichiarazioni "al vetriolo" dei sindacalisti dell'area "beni culturali" nei confronti di Musumeci, ci arriva anche notizia della premiazione di quattro giovani ragazze siciliane per la loro tesi sullo "Sviluppo del Turismo in Sicilia". E dalla dicotomia tra queste due notizie possiamo imparare qualcosa di importante sulla nostra regione. Ma procediamo con ordine, quali sono i fatti?


Notizia numero uno: salta l'accordo tra Regione e Sindacati dell'area Beni Culturali per permettere ai siti di interesse turistico di rimanere aperti nei giorni festivi. 

 

A dichiararlo sono Michele D'Amico - responsabile regionale del Cobas/Codir per le politiche dei beni culturali - e Simone Romano coordinatore regionale del Cu.Pa.S./Codir (Custodi del Patrimonio Culturale Siciliano).

 

"Dopo un paio di incontri interlocutori - commentano D'Amico e Romano - che avrebbero dovuto portare alla sottoscrizione dell'accordo definitivo per l'anno in corso, l'amministrazione regionale ha via via disdetto e rinviato gli appuntamenti dall'1 al 14 settembre, per poi rimandarli definitivamente a "data da destinarsi".

 

Ed è così che si rischia che, a partire da domenica prossima fino alla fine dell'anno, i siti di interesse culturale della nostra regione rimangano chiusi nei giorni festivi. "A meno che l'Amministrazione Regionale non dia un segnale di esistenza, convochi i Sindacati e sottoscriva un accordo esigibile che dia serenità e prospettive future di crescita", chiariscono i sindacalisti nel loro comunicato che "al retrogusto di ultimatum" indirizzato al Presidente di Regione Nello Musumeci.

 

La necessità di questo accordo "deriva dalla carenza cronica di personale del settore, e anche e soprattutto dal fatto che, il contratto collettivo regionale di lavoro possieda un clausola che impone limiti delle presenze dei custodi e del persone nei festivi" - spiegano ancora D'Amico e Romano nel loro comunicato congiunto.

 

E quindi capiamo che rivedere questi aspetti del contratto, e garantire la presenza del personale nei giorni festivi - garantendo loro la paga prevista - permetterebbe di dare nuovo slancio al turismo della nostra regione.

 

Il fallimento di questo progetto "interrompe inspiegabilmente e bruscamente un percorso virtuoso iniziato cinque anni fa. Nato da un'idea dell'ex Assessore Antonio Purpura, migliorato del compianto ex Assessore Sebastiano Tusa, questo piano aveva consentivo, nel giro di un quinquennio, un incremento complessivo di ben 9,4 milioni di euro di incasso e un incremento di poco più di 1 milione di visitatori con una forte affluenza nelle giornate festive. [Dati di riferimento 2014-2019 pubblicati sul sito ufficiale del Dipartimento Beni Culturali e dell'Identità Siciliana]".

 

Ma, se da un lato nella pratica non si fa nulla di concreto - almeno per ora - per scongiurare questa triste eventualità, dall'altra fioriscono le belle idee per migliorare la situazione turismo.

 

 

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Infatti, notizia numero due: quattro studentesse dell'Università degli Studi di Catania si sono aggiudicate il Premio “Giuseppe Cassarà” per la migliore tesi di laurea sullo sviluppo del Turismo in Sicilia.

 

Le giovani dottoresse Silvia Di Guardo, Valeria Perticone, Loriana Romano e Graziella Seminara, laureate del corso triennale in Scienze del Turismo del dipartimento di Scienze della Formazione (Disfor), hanno saputo concepire idee innovative e interessanti per dare "slancio alla pianificazione e progettazione del Turismo nella nostra regione" - come spiega il presidente del loro corso di laurea Carmelina Urso.

 

Cosa capiamo da questa coppia di notizie "mal assortite": che le belle idee per rilanciare il turismo e i beni culturali nella nostra regione ci sarebbero, quello che manca è - per un motivo o per un altro - la volontà e/o la possibilità di metterle in atto.

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