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A nessuno piacciono i migranti con il Coronavirus

01-09-2020 07:37

Emma Averna e Aldo Premoli

Cronaca, Focus,

A nessuno piacciono i migranti con il Coronavirus

Il Paese va a picco, -13% il PIL, istituzioni a pezzi, classe dirigente indefinibile e i migranti diventano l'alibi perfetto per distrarre gli elettori

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Ma proprio a nessuno.

E tuttavia non è possibile lasciare affogare uomini donne e bambini in mezzo al mare.

E’ di questa opinione anche Roberto Ammatuna, il sindaco di Pozzallo che raggiunto dalla stampa straniera a questo proposito ha pure aggiunto: "I nostri cittadini hanno bisogno di sentirsi al sicuro e protetti, perché siamo qui in prima linea in Europa”.

Con l’aumento dei contagi censiti durante l’estate in Sicilia i migranti hanno ripreso ad essere il pungiball di politici di professione, l’alibi perfetto per distogliere l’attenzione dai mille gravissimi problemi che attanagliano l’isola: rifiuti, incendi, strutture sanitarie spaventosamente insufficienti, viabilità allo sfascio, abbandono scolastico in aumento, decrescita della popolazione… e causa pandemia ora pure strutture turistiche boccheggianti.

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I migranti minacciano l'Italia portando con sé il Covid-19?

I dati ufficiali dicono altro, ma il Presidente della Regione Nello Musumeci, ordina la chiusura di tutti i centri di accoglienza dell'isola… pur sapendo di non avere alcuna autorità per farlo. Una tecnica nemmeno originale questa della “politica degli annunci” il cui maestro è il suo sodale, quel Matteo Salvini che di annunci vive da sempre. 

E via con il balletto di sempre: bloccato automaticamente dal TAR ora Musumeci ha ri-annunciato di volersi rivolgere alla magistratura… un effetto in ogni caso lo ha (parzialmente) ottenuto: riaccendere la paura e indicare un nemico – quello meno capace di difendersi – nel contesto di un Paese duramente colpito dalla pandemia che a partire da questo mese si trova di nuovo con il fiato sospeso di fronte a un futuro incerto.

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Ma veniamo ai numeri, perché sono i numeri a fotografare  la situazione non le chiacchere da bar. 
Circa 11.700 migranti hanno raggiunto la Sicilia da giugno: il 3% è risultato positivo all'arrivo o durante il periodo di quarantena imposto dalle autorità. Nelle prime due settimane di agosto, invece circa il 25% delle nuove infezioni registrate nel Paese sono state importate dall'estero. Protagonisti per la metà italiani che avevano viaggiato all'estero,  altri stranieri che già vivevano in Italia e stavano tornando nel Paese: solo il 5 % del totale nuovi immigrati.

Sono numeri attendibili? Sono quelli forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, e tuttavia una considerazione va fatta: i migranti all’arrivo vengono certamente sottoposti a tampone, unica categoria censita al 100%.

Quante persone invece tra i residenti un tampone non l’hanno mai nemmeno sfiorato? 

Nonostante l’Italia (ma non la Sicilia) sia stata uno dei Paesi più colpiti dal coronavirus in Europa con oltre 35.000 morti registrati, i controlli a partire dalla scorsa primavera sono stati gradualmente revocati: durante l’estate  si è verificata un'ondata di nuovi casi, nella maggioranza dei casi legati a raduni in discoteche o spiagge affollate dove i controlli sono impossibili. Qualcuno dei politici-politicanti che se la prendono con i migranti si è stracciato le vesti per la riapertura di spiagge e discoteche?  

Figurarsi… gestori, balnenati e ragazzi in cerca di divertimento sono una categoria molto meno indifesa di quegli uomini e donne dalla pelle scura senza soldi e senza diritti che mezzi morti scendono dalle imbarcazioni in cerca di rifugio… e poi superati i 18 anni gestori balneari e “ragazzi” votano! 

Assai più redditizio è dedicarsi alla vergognosa “caccia mediatica al migrante”. 

"Stato fuorilegge" ha twittato la scorsa settimana Matteo Salvini, leader della Lega ed ex ministro degli interni. "Un'invasione di migranti illegali, un boom di contagi, la Sicilia sta crollando".

Porta male quest’uomo.

Intanto speriamo che non crolli un bel niente, e poi vedano i signori politici di attrezzarsi per risolvere questa (certamente da non sottovalutare) come le altre più annose questioni che attanagliano l’isola: rifiuti, incendi, strutture sanitarie spaventosamente insufficienti, viabilità allo sfascio, strutture turistiche boccheggianti, abbandono scolastico in aumento, decrescita della popolazione… 
Il sindaco di Lampedusa Totò Martello si lamenta perché il Governo fa troppo poco per far rispettare gli accordi presi con il governo tunisino dalle cui coste salpano imbarcazioni pericolosamente stra-cariche di questi poveracci.

Seppure lontana dalle sue posizioni politiche Martello arriva persino a difendere l’attuale Ministro degli interni Luciana Lamorgese, mentre il Presidente del Consiglio Conte riceverà mercoledì tanto Martello che Musumeci a Roma.

Ottimo, si diano tutti una mossa: a Palermo a Roma e a Tunisi.

L’Italia è un Paese di frontiera e la Sicilia è l’avamposto estremo dell’Europa nel Mediterraneo, non c’è scampo.
Non sono lì per quello i “politici”? Non ricevono il denaro dei contribuenti per lavorare a questo tipo di problemi? 

I politici - va ricordato a scanso di equivoci -  non sono stati estratti a sorte, non prestano servizio volontario e gratuito e fanno ogni volta qualsiasi cosa per essere eletti: onorino dunque il loro mandato… con i fatti…
 

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