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Mobilitazione dei sindaci per mantenere in Regione il DG Tuccio D'Urso

17-08-2020 08:33

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus,

Mobilitazione dei sindaci per mantenere in Regione il DG Tuccio D'Urso

Qualunque cosa si faccia in Sicilia diventa farsa o pasticcio

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Resta proprio al centro dell'attenzione il Dirigente Generale del Dipartimento Energia della Regione Siciliana, l'ingegnere Tuccio D'Urso.

 

Qualche giorno fa lo abbiamo ospitato in uno dei nostri Talk dopo che di lui si era occupata tutta la stampa nazionale, dal Corriere della Sera in giù.

 

L'argomento era pruriginoso ed aveva scatenato un putiferio: aveva revocato le ferie dei dipendenti del dipartimento energia per poter adempiere ad  una serie di scadenze che mettevano a rischio investimenti regionali per oltre 500 milioni di euro.

Sembrava, ed era, la cosa più ragionevole da fare considerato il blocco causato dal lockdown di oltre 4 mesi che aveva lasciato a casa la maggior parte dei dipendenti regionali, con grave rallentamento nell'iter di spesa per importanti investimenti.

 

Ma i sindacati (sic!) hanno subito alzato gli scudi e la polemica è stata durissima, anche perché prendeva le mosse dalla posizione assunta dal presidente della regione in persona, Nello Musumeci, che aveva dichiarato come l'80% dei dipendenti regionali fosse "improduttivo", per usare un eufemismo.

 

In questo quadro si inserisce la vicenda del pensionamento dell'ing. D'Urso per raggiunti limiti di età.

 

Probabilmente il momento peggiore per dover rinunciare ad un dirigente generale che sta seguendo alcuni dei più importanti e delicati dossier della Regione, con per di più imminenti scadenze che riguardano progetti strategici per la Sicilia.

 

La scelta dell'Amministrazione, è stata di proporre all'Assemblea Regionale Siciliana, un emendamento alle disposizioni finanziarie che consentisse il prolungamento, volontario, della permanenza in servizio per un ulteriore triennio dei dirigenti prossimi al pensionamento.

Una proposta ragionevole, considerato che è sempre preferibile evitare di cambiare i comandanti delle navi col mare in piena tempesta, e più in tempesta di adesso è difficile immaginare.

Ancor di più pensando che la "soluzione" sarebbe l'affidamento ad interim del delicato dipartimento a qualche altro dirigente del tutto privo delle specifiche competenze e che, al di là di auspicabili buone volontà, ci metterebbe almeno un anno a capirci qualcosa, tempi che in questa fase risulterebbero letali per la Sicilia.

Ma, manco a dirlo, anche in questo caso il governo del presidente Musumeci non è riuscito a difendere le proprie posizioni ed è andato sotto nel voto segreto, luogo classico in cui si consumano tutti i dispetti e le vendette possibili.

Cosa ancora più significativa se si considera che proprio D'Urso si era esposto, diventando bersaglio, nel sostenere le posizioni del presidente circa la necessità di accelerare l'impegno dei dipendenti regionali anche sospendendo in queso delicato momento le ferie programmate.

Ma l'emendamento è stato bocciato, con alcune posizioni, per di più espresse da componenti della "maggioranza" ai limiti della demenza: invocata infattipersino la necessità di un "ricambio generazionale"...proprio adesso che siamo in guerra per salvare quel che resta dell'economia siciliana? Vabbè, cosa ne pensiamo di questa gente lo abbiamo scritto migliaia di volte...

Quindi, a bocce ferme, il dirigente del dipartimento Energia a breve andrà a godersi la meritata pensione,  beato lui, ma lasciando nei casini tutti i progetti in itinere e che con molta probabilità subiranno un fisiologico e ragionevole stop in attesa che il successore ci capisca qualcosa.

Ma ecco che accade qualcosa, la rivolta dei sindaci, che poi sono quelli che questi progetti da centinaia di milioni li attendono da anni e proprio adesso, che sono in dirittura di arrivo ed a ridosso di scadenze perentorie, rischiano di far perdere alle proprie comunità enormi benefici di efficientamento ed innovazione energetica e miglioramento delle condizioni ambientali, oltre che risparmi notevoli sui consumi.

Il sindaco di Piana degli Albanesi Rosario Petta è capofila della richiesta di ridiscutere la norma sulla proroga. "Nel caso di dirigenti fortemente legati a progettazioni e procedure dagli stessi messi in atto ed in itinere - si legge nella nota diffusa dalle agenzie nazionali -, la brusca interruzione potrebbe realmente inficiare il completamento di un percorso con possibili ricadute negative sulle stesse procedure", com'è appunto il caso del Dipartimento all'Energia e del suo dirigente generale D'Urso.

Una iniziativa, quella di Petta e degli altri sindaci sottoscrittori la richiesta, che ha trovato sostegno da parte dell'Anci regionale, guidata da Leoluca Orlando, favorevole alla permanenza in servizio di dirigenti e funzionari nominabili RUP oltre il tempo di congedo dal servizio per raggiunti limiti di età. Una levata di scudi a favore di D'Urso, insomma, che il diretto interessato ha accolto con fiducia, definendola "l'azione della politica dei sindaci a fianco delle imprese e dei cittadini contro quella del palazzo presa dai suoi giochini".

 

Certo che la politicanza siciliana è unica nel riuscire a far del male alla Sicilia.

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