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Il "mondo all'incontrario" dell'Antimafia siciliana: i casi contrapposti "Fava e Antoci"

06-08-2020 09:26

Pierluigi Di Rosa

Cronaca, Focus, Potere&Poteri,

Il "mondo all'incontrario" dell'Antimafia siciliana: i casi contrapposti "Fava e Antoci"

Fava trova una cravatta tagliata e si scatena le solidarietà; Antoci e la sua scorta subiscono un attentato a fucilate e quasi quasi...

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L'ultima "notizia" è di ieri: il presidente della Commissione Antimafia dell'Assemblea Regionale Siciliana Claudio Fava ha denunciato di aver rinvenuto nel suo ufficio una cravatta tagliata in due.

Apriti cielo: redazioni invase da comunicati di tutte le forze politiche ed illustri personaggi di chiara matrice antimafiosa e dintorni che esprimo la loro ferma solidarietà per la vile intimidazione subìta dall'onorevole Fava.

Nessun dubbio sull'origine, l'aggettivo più comune nei vari comunicati è "INQUIETANTE".

E certo, non può che esssere quanto meno "inquietante" una cravatta tagliata, ancor di più se una parte "è stata addirittura asportata", non può che essere progetto criminoso di menti raffinatissime.

Del resto Fava è presidente proprio di quella Commissione Antimafia, (della quale, per inciso, fanno parte personaggi che di reputazione legalitaria e capacità professionali sono campioni internazionali) che è stata recentemente protagonista di uno dei più clamorosi scivoloni istituzionali che si potesse immaginare: IL CASO ANTOCI.

 

Giuseppe Antoci è stato presidente del Parco dei Nebrodi e l'ideatore di un protocollo di legalità che, secondo molti, avrebbe interrotto enormi affari che le mafie locali si spartivano su risorse europee destinati ai fondi agricoli di quei territori.

Nel 2016 il presidente Antoci subisce un attentato, non le pallottole comodamente recapitate in busta, ma un vero attacco a fucilate, di quelle a pallettoni per cinghiali.

Non era solo, ma accompagnato dagli uomini della sua scorta, uomini dello Stato, delle Forze dell'Ordine, che quindi secondo alcune pelosissime suggestive ricostruizioni sarebbero addirittura complici di chissà quale macchinazione: a loro la nostra, questa si, solidarietà.

 

Passa il tempo, infatti, e per la Commissione Antimafia presieduta dall'on. Fava e con i componenti di cui sopra, si mette ad indagare, e qua già siamo all'ossimoro pensando a certi personaggi che "indagano", proprio sull'attentato ad Antoci, giungendo alla strabiliante conclusione che sarebbe una bufala o quasi, imbastendo una campagna mediatica davvero scabrosa: la conferenza stampa, che è possibile rivedere su Radio Radicale, lascia allibiti.

 

In calce pubblichiamo i video integrali delle audizioni dello stesso Fava e del Procuratore della Repubblica di Messina De Lucia: IMBARAZZANTE LA PRIMA.

 

Alla fine infatti di complicatissime indagini la Procura prima ed il GIP dopo hanno concluso che le tesi della Commissione Antimafia presieduta da Fava circa le presunte ombre sull'attentato ad Antoci non fossero altro che "elucubrazioni suggestive": di fronte ad un simile esito in qualunque realtà civile del mondo un organo di tal natura sarebbe stato sciolto nei successivi 2 minuti.

 

Concludendo:

Se il presidente di un ente che ha sottoscritto un protocollo antimafia, Antoci, insieme agli uomini della sua scorta viene preso a fucilate è una MINCHIATA.

Se un presidente di una Commissione Regionale Antimafia, Fava, si ritrova una cravatta tagliata è allarme democratico con decine di comunicati a sostegno e prime paginate su tutti i media.

 

DA QUESTE PARTI TUTTO È ORMAI UNA TRAGICA BARZELLETTA. 

UN ORRIBILE BARZELLETTA.

UNA PERICOLOSISSIMA BARZELLETTA.

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